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Sanremo, lo show stavolta c'è. Mannoia e Hunziker picchi di buona tv

Ospiti acclamati: da Baudo a Mengoni a Cocciante. Virginia a suo agio, Bisio smonta gli haters. Satira solo a notte con Pio & Amedeo. Tranne Silvestri e Berté, il meglio non viene dai cantanti

Sanremo, lo show stavolta c'è. Mannoia e Hunziker picchi di buona tv

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6 Febbraio 2019 - 20.40


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A cura di Stefano Miliani

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La seconda serata di Sanremo è finita e il bilancio provvisorio sulla qualità dello spettacolo è diventato senza tentennamenti positivo. Ieri troppi cantanti – 24 – hanno ingessato lo show. Stasera i numeri da incorniciare sono stati più di uno. Per affinità eleggiamo al primo posto Fiorella Mannoia che senza proclami canta “Il peso del coraggio” e le parole del testo dicono tutto. Da incastonare il suo duetto con Claudio Baglioni. Scornati quelli di Libero che avevano bistrattata la cantante come barricadera anti-Salvini. Al vicepremier la signora della canzone non ha dedicato neanche un pensiero. O almeno neppure una paroa.  La satira politica ha fatto il suo ingresso solo molto dopo la mezzanotte con il duo Pio & Amedeo, meridionali che smascherano il leader leghista ma ne hanno per tutti per cui per par condicio non dovrebbero far arrabbiare nessun politico (ma non si può mai dire sulla permalosità dei politici). Lavorano sui luoghi comuni dei meridionali e sugli italiani furbi evasori. Alla fine sono politicamente innocui. I cantanti in gara non sono di contorno come in passato ma non danno loro, i momenti migliori.

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Un’ottima notizia: Virginia Raffaele e Claudio Bisio hanno cambiato registro come avevano preannunciato. Più liberi, più a loro agio. Per la comica il ruolo della conduttrice pone confini obbligati forse alla sua espressività e versatilità. Ma il suo cimentarsi con la Carmen di Bizet è stato coraggioso ed efficace. 
Eccellente il mini-show con Bisio e Michelle Hunziker e il teatrino su di lei influenzata a casa e in collegamento telefonico per i primi momenti pareva quasi (quasi) credibile. I due hanno ballato e cantato con l’affiatamento che avevano anche a Zelig. Bel gioiellino televisivo. Ironico, garbato, senza infierire, Claudio Bisio ha preso di petto anche gli haters fan della Lega o affini: imparate l’italiano, ha suggerito a chi segue il proclama “prima gli italiani”. Però quando in un messaggio è stato bollato come tifoso interista si è offeso: è milanista, perdinci.
 
Gli ospiti: non hanno fatto comparsate. Standing ovation o acclamazioni all’Ariston per Pippo Baudo, Marco Mengoni anche in un duetto con Baglioni – riuscito – con omaggio a Lucio Battisti, applaudito con calore Riccardo Cocciante, apprezzatissimo Pippo Baudo. Sono ospiti che danno sapori diversi ma sapori vivi.

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E Claudio Baglioni? Si mette volutamente sempre di più in secondo piano nelle presentazioni e nell’intrattenimento, però si presta al gioco, incassa i “buffetti” sulla sua età da anziano da Virginia e predilige quanto sa fare da una vita, cantare da solo o nei duetti. Si concede “Questo piccolo grande amore” e l’Ariston si commuove. Poi ricorda di quando nell’85 uscì dall’Ariston per far la pipì (Baudo premiava quella come la “canzone del secolo) e la pipì era già entrata tra gli argomenti della prima serata: diventerà un tormentone?

I cantanti? Daniele Silvestri con Rancore conferma di avere il pezzo più bello del festival 2019, tuttavia è Loredana Berté che conquista – con merito – lo scettro della più applaudita con una perfomance vissuta e sentita.

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La classifica della seconda serata: è “parzialissima”, ricorda Bisio, perché è espressa dalla sala stampa, vale il 30% e per 12 (quanti si sono esibiti stasera) dei 24 cantanti.
Nella zona blu, l’alta classifica, si posizionano Arisa, Daniele Silvestri, Achille Lauro, Loredana Bertè.
La zona gialla, intermedia, comprende Ex-Otago, Il Volo, Ghemon, Paola Turci.
La zona rossa, il fondo classifica, ha Federica Carta e Shade, Nek. Domani sera gli altri dodici. 

La cronaca minuto per minuto

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A Televoto chiuso da qualche minuto, il Comune di Sanremo consegna a due figlie del cantante partenopeo il premio alla carriera postumo a Pino Daniele. Baglioni ricorda una canzone sul mare che lui e Pino facevano e osserva: “Torneremo tutti in quel mare”. Un memento mori al festival.

Bisio: nel 1969 Battisti fu a Sanremo con Wilson Pickett con “Un’avventura”. Introduce così Michele Riondino e Laura Chiatti attori interpreti del film omonimo nelle sale dal 14 febbraio. Non sono cantanti perfetti, i due artisti però cantano. Gli attori di oggi sono più versatili. “Non c’è Battisti” avverte Riondino. “Non solo per coppiette, è anche per single”, avverte l’attrice.

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Riccardo Cocciante ospite porta a Sanremo Giò di Tonno come interprete di Quasimodo nel suo musical “Notre Dame”. Dopo di che con Baglioni duetta in “Margherita”, uno degli hit del cantautore nato a Saigon. Finché Cocciante conclude da solo e senza pianoforti né orchestra. Anche qua Ariston che acclama.

Pio & Amedeo: “A noi non resta che augurare il meglio a tutti quelli che prendono decisioni ma invece che tifare per una fazione dovremmo tifare perché si calmino le acque”. E recitano i versi da “Uomini persi” di Baglioni: “Anche questi cristi caduti senza croce sono stati marinai”. Satira politica? Sì ma verso tutti per non scontentare nessuno. E comunque molto oltre la mezzanotte per non disturbare troppo i manovratori.

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Pio & Amedeo: “Dillo Claudio, vai, dillo davanti alle telecamere che il festival il prossimo anno lo facciamo al cento per cento”. “Prima gli italiani”.

Pio & Amedeo: il duo “manovra” per convincere Baglioni al tris con loro. Ne ha anche per gli animalisti.

Pio & Amedeo: su Salvini. Lui non è rancoroso, prima ti odia dopo due o tre anni ti vuole bene, ha fatto così con noi meridionali.

Pio & Amedeo: Berlusconi ora ci riprova con le europee, con le africane non gli è andata bene.

Pio & Amedeo: in Italia per mantenere il successo devi essere servile, noi mandiamo il cestino a tutti i partiti. A Mastella, pure ai Savoia, la politica è come la moda tutto torna. Danno lezione su come “oliare” la macchina anche politica.

Pio & Amedeo evasori provetti. I due comici raccomandano a Baglioni di ringiovarnirsi e rinnovarsi. “Qpgr” ha 47 anni, c’era la lira, “gli immigrati eravamo noi” (sono del sud). Devolveremo il nostro compenso a una onlus, dal nome impronunciabile che “si occupa della benestanza di due famiglie, la mia e la sua”. “Un escamotage per fregare Equitalia, te non lo fai?”. No, risponde Baglioni. “Non fai come Mina? E’ andata in Svizzera per non pagare le tasse, se uno non vuole apparire se ne va a Campobasso”.  Elogio della furbizia italica.  “Ciao Fiamme gialle”, “non ho mai pagato il canone”, “tu come cosa dici al telefono? come li chiami? gianduiotti?”. I soldi a nero.  

Spettatori in sala cantano “Questo piccolo grande amore”.  Commossi. In piedi.

La pipì di Baglioni rievoca quando seppe di aver vinto come “canzone del secolo”. A Sanremo uscì per andare a far la pipì e non lo facevano entrare. Ma al pianoforte non cantò in playback. “Da quell’anno per merito tuo è tornata l’orchestra e cantanti a cantare dal vivo”, esclama Pippo. 

Pippo Baudo riappare. “A volte ritornano, mi presenterò alle presidenziali”. Ricorda quando presentò il primo festival nel 1985 e vinsero i Ricchi e Poveri. “Fu un festival moscio, non c’erano orchestra e coro, i cantanti cantavano in playback”. Ma ricorda un premio dato a “Questo piccolo grande amore” di Baglioni come canzone del secolo.

Federica Carta e Shade: “Senza farlo apposta” resta uno dei brani meno vivaci, meno appassionanti del festival.

I Negrita nella loro “I ragazzi stanno bene” stasera sembrano aver perso forza rispetto a ieri. Non è una canzone che entusiasma, però l’esibizione bis non è proprio come la prima del martedì. Abbraccio del cantante Pau con Bisio prima del brano con il comico che avverte: “Chi se ne frega, siamo amici, non è un endorsment”.

Virginia Raffaele nell’Habanera dalla Carmen di Bizet. Smorfiette, rapporto non idilliaco con il direttore d’orchestra, inciampi, dizione saltellante, vestita come una fragolona nell’aria “L’amour est un oiseau rebelle”… Show doveva essere show è. Brava anche a fischiare il “Flauto magico” di Mozart per passare a Morricone. Diverte, anche se ci potremmo aspettare più irriverenza, da una come lei.

Paola Turci con “L’ultimo ostacolo” ha una delle canzoni più dignitose.

Energia, rabbia, fragilità, delusione: Loredana Berté le canta e non solo con le parole, con l’interpretazione della sua “Cosa ti aspetti da me”. Meritata standing ovation. Fosse per l’Ariston lei avrebbe buone chance di vittoria.

Ghemon con le sue “Rose viola” stasera ha qualche difficoltà nel tenere l’intonazione?

Come da copione, duetto con Baglioni al pianoforte e Mangoni canta “L’essenziale”. Marco: “Sanremo mi ha cambiato la vita”. Lo ha vinto nel 2013 e Baglioni definisce il brano “bello, rarefatto”. Rarefatto? Segue un omaggio a Battisti-Mogol e interpretano “Emozioni”. Fanno del loro meglio. Ma è una canzone adatta alla voce di Battisti o qualche rauco rocker. Se no rischia di diventare melensa.

Marco Mengoni sui social è stato l’ospite più atteso: nella sua “Hola” featuring Tom Walker secondo ospite canoro, raccoglie anche lui una pioggia di applausi e una standing ovation. 

I social hanno preso in giro ieri Baglioni, Virginia e Bisio? Bisio aveva una giacca che sembrava un sofà? Sembravano la famiglia Addams? Ecco una canzone sul solco dell’auto-ironia. 

Seguono gli Ex-Otago. Brani che smosciano il ritmo. Hai voglia a dire che è il festival della canzoni, quando poi gruppi pur con un buon pedigree si perdono nelle melodie banali. 

Bisio e Michelle ballano, cantano, scherzano, danzano al ritmo della disco. Affiatati. Come al tempo di “Zelig”. Gran bel numero televisivo.

Chi non la pensa come noi farà i conti con la lega. Dell’amore”. Cantano Bisio e Michelle. Tra allusioni a partitoni e a non fare differenza tra nord e sud, a non fare i Robin Hood tra nord e sud, la Lega di Salvini può anche prendersela.

Michelle Hunziker gag su lei influenzata in collegamento telefonico. Malata con l’influenza, annuncia Bisio. Come sei vestita. “Pigiama color tortora, ciabattine a forma di gallina”. La showgirl promette di arrivare entro sabato. Finché non appare dalle scale.

“Argentovivo” di Daniele Silvestri con il rapper Rancore conferma il responso della prima serata: è la canzone migliore.

Virginia e Baglioni duettano, citano Pippo Baudo che entra sul palcoscenico tra gli applausi e pubblico in sala. “Perché apparire? Come si fa a rinunciare a questo abbraccio”, dice il presentatore storico.

Al posto dello sgabello Virginia porta una poltrona per anziani per Baglioni. Lo tratta da vecchietto. Lui a lei: “Avrai un filarino”. “Un filarino, ma come parli?”.  Il duetto al pianoforte ingrana bene.

Nella sequenza dei cantanti in gara è il turno di Nek. Professionista, poca sorpresa.

Fiorella Mannoia ha cantato soltanto. “Il peso del coraggio” da sola, “Quello che le donne non dicono” in duetto con il direttore artistico. Ha cantato benissimo due canzoni eccelse. Non ha parlato di migranti. Chi glielo dice a Libero e a Salvini che si sono imbufaliti preventivamente e inutilmente?

Duetto Mannoia-Baglioni con Claudio alla chitarra e alla voce in “Quello che le donne non dicono”. Bella intepretazione, platea in visibilio, giustamente. 

Fiorella acclamata a gran voce dal pubblico in sala. Claudio Baglioni ricorda un episodio del 1973: per un video volevamo una donna su un cavallo bianco e scegliemmo Fiorella che era anche una stunt-woman. Ma quel cavallo era un po’ selvaggio, ricorda lui.

“Ognuno ha i suoi diritti”. Le parole e la voce e la canzone “Il peso del coraggio”: Fiorella Mannoia prima ospite è uno di quei casi in cui un’artista svetta su colleghi e colleghe. “Siamo noi l’umanità”, abbiamo “il diritto di ricominciare”. Il giusto pathos.

Bisio, gli dicono che elite e popolo devono dialogare. “Non ne ho voglia di parlare con l’elite. Io elite”. Un messaggio arrivato che giura vero: “Guitto pelato guarda la tua Inter che fa ridere”. Mi offendo, sono milanisti. Da Teresa: “Non guardo Sanremo, italiani siamo razzisti e boicottiamo i partiti”. “Teresa ti voglio bene”. Gli haters ridicolizzati con facilità e garbo.

Arisa, “Mi sento bene”. Un passaggio non ricorda un brano dei Matia Bazar? Non plagio, una semplice evocazione? Raccoglie applausi, una canzone modesta.

Virginia Raffaele omaggia l’orchestra, i musicisti, il chitarrista “più inquadrato della storia”, dimentica e poi al coro “grazie Graziella e grazie al coro”. Spigliata, si sente a suo agio. Si è “sciolta”, come auspicava Bisio in conferenza stampa.

Riecco il trio del Volo. Pop rivestito di lirica, hanno avuto e avranno successo, ma che noia, quanta magniloquenza. “Siamo musica vera che resta”. Il resto non è musica vera?

“Porta Portese” con punteggiatura straziata da Bisio. Baglioni sta al gioco e fa i suoi versacci. Virgolette, punti e virgole, due punti … Pernacchiette, gesti, smorfie, l’ironia e l’auto ironia paga. “Non comprate il cofanetto di Baglioni, uscirà con la punteggiatura”, invoca Bisio.

Versacci di Claudio. Bisio “sviolina” Baglioni cantante. Un profluvio – ironico – di “emozioni”. Gag sulla punteggiatura assente nelle canzoni di Claudio. “Facciamo una canzone bella o una delle tue?” Con versacci per indicare punti, punti interrogativi, virgoli mentre il direttore artistico canta “Signora Lia”

Einar con le sue “parole nuove”. Che in realtà non suono tanto nuove.

Primo dei cantanti, Achille Lauro con la sua “Rolls Royce” trap citando Vasco Rossi. Tiene bene il palcoscenico.

I codici dei cantanti? Bisio che si sgola e Virginia che ammicca si fanno più disinvolti. Loro e i loro autori hanno cambiato registro. 

Virginia interprete dal cinese. La Raffaele traduce in diretta in “cinese” l’obbligatoria tiritera su televoto e regolamento. La comica qui è a suo agio. Meglio di ieri. L’inizio è più spumeggiante (ci voleva anche poco) ma hanno capito che devono essere più disinvolti, i comici.

Claudio Baglioni ritira fuori lo yin e lo yang dopo aver cantato “Noi no” per rompere il ghiaccio della seconda serata. Ballerini e ballerine incappucciati stile rapper che impugnano fiori. E ritira fuori lo yin e lo yang. “Gli opposti si attraggono, vi presento il mio fratello sole Claudio Bisio e sorella luna Virginia Raffaele”. Speriamo per Zeffirelli che non segua questa citazione impropria. Lo applaudono, in sala. Applausi raccolti facilmente.

Gli ospiti
Sanremo serata seconda, a breve la diretta del festival. Gli ospiti sono Pippo Baudo, Marco Mengoni, Riccardo Cocciante, Fiorella Mannoia, Michelle Hunziker, Laura Chiatti e Michele Riondino che presentano il film “Un’avventura” ispirato alle canzoni di Mogol-Battisti, il duo comico Pio e Amedeo. Claudio Baglioni assegna anche il premio alla carriera, postumo, a Pino Daniele.
Claudio Bisio e Virginia Raffaele in conferenza stampa stamani hanno fatto autocritica e hanno promesso di essere più “sciolti”: il passaggio da comici a conduttori ieri li ha infatti un po’ imbalsamati, come ha ammesso Virginia. E hanno promesso più show: ieri, con 24 cantanti, è stato uno show dimezzato.

Baudo a Baglioni: “Infischiatene delle polemiche”
Il conduttore veterano di Sanremo Pippo Baudo è ospite alla seconda serata del festival di Baglioni e al direttore artistico – cantante dispensa un consiglio: “Infischiarsene di tutto e andare avanti tranquillo. Non c’è niente che possa ostacolargli il percorso”. Il presentatore nella città dei fiori ha ricevuto il Premio speciale David Zard, produttore e promoter di spettacoli dal vivo scomparso un anno fa. Ha conferito il riconoscimento a Baudo Assomusica perché è vera e propria leggenda della televisione italiana e personalità tra le più importanti e influenti nel mondo dello spettacolo, per la sua rilevante attività di talent scout e per aver contribuito alla scoperta e alla valorizzazione di tante stelle del panorama musicale italiano”. Hanno consegnato il premio il figlio di Zard, Clemente, e il Presidente di Assomusica Vincenzo Spera nella sala stampa dell’Ariston. I giornalisti hanno salutato Baudo con un applauso.

I 12 cantanti in gara
Oggi cantano 12 dei 24 cantanti in gara (gli altri 12 si esibiscono domani): nell’ordine alfabetico fornito dalla Rai Achille Lauro, Einar, Il volo, Arisa, Nek, Daniele Silvestri, gli Ex-Otago, Ghemon, Loredana Bertè, Paola Turci, i Negrita e infine Federica Carta e Shade.

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