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“L’emergenza climatica accelera più di quanto pensavamo, la Biennale di architettura 2025 la sfida”

Il direttore del prossimo anno, l’architetto e ingegnere Carlo Ratti, svela il tema della mostra veneziana dal titolo “Intelligens. Naturale. Artificiale. Collettiva”. E promette: sarà ecologicamente sostenibile

“L’emergenza climatica accelera più di quanto pensavamo, la Biennale di architettura 2025 la sfida”
Il direttore della mostra di architettura del 2025 Carlo Ratti, a sinistra, e il presidente dell’ente Pietrangelo Buttafuoco. Foto Andrea Avezzu, Courtesy La Biennale di Venezia
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Stefano Miliani Modifica articolo

7 Maggio 2024 - 16.17


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“La situazione oggi non è la stessa di due anni fa, da molti dati campiamo che la crisi climatica accelera molto più rapidamente di quanto si pensasse due anni fa. È una sfida per Venezia che soffrirebbe tantissimo anche da un innalzamento del mare. Con la Biennale di architettura del 2025 vorremmo capire come affrontare le sfide del clima, un’emergenza oggi ancora più urgente”. Con queste parole Carlo Ratti ha tracciato il filo dei contenuti della mostra del prossimo anno di cui è curatore in una conferenza stampa in presenza e trasmessa online a Ca’ Giustinian, sede dell’ente lagunare.
Come titolo la mostra avrà “Intelligens. Naturale. Artificiale. Collettiva”, con la parola “intelligens” che include il termine latino “gens” (gente, persone). Le date saranno dal 10 maggio con (pre-apertura l’8 e 9) al 23 novembre. “Sono temi più urgenti di quello che pensavamo, a Rio de Janeiro abbiamo previsioni di 65 gradi centigradi, non è più transizione, è urgente”.

Veduta dell’Arsenale. Foto Andrea Avezzu, Courtesy La Biennale di Venezia

Da dove viene Carlo Ratti
Nato nel 1971 a Torino, Carlo Ratti insegna al Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston e al Politecnico di Milano, dirige il Senseable City Lab sempre nella città statunitense, è socio fondatore dello studio di architettura e innovazione CRA-Carlo Ratti Associati (con sedi a Torino, New York City, Londra). Specialista nella pianificazione urbana, si è laureato al Politecnico di Torino, alla École des Ponts ParisTech di Parigi, ha conseguito un master all’università di Cambridge in Gran Bretagna. Nella conferenza stampa veneziana aveva al suo fianco la responsabile dell’ufficio stampa Cristiana Costanzo.

Carlo Ratti nella conferenza stampa della Biennale di architettura 2025 trasmessa online

Buttafuoco cita Eco e Cacciari
Da parte sua il presidente Pietrangelo Buttafuoco, alla guida dell’ente da poco e con il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano in carica, in conferenza stampa manifesta una condivisione piena con Ratti scelto dal cda nel dicembre 23 su proposta del predecessore Roberto Ciccuto. A giudicare dalla presentazione online, in effetti sembra ci sia sintonia tra Ratti e Buttafuoco. Il quale, semplificando drasticamente e all’osso il suo discorso, sul filo del pensiero filosofico per la mostra di Ratti ricorda Umberto Eco e la sua idea di “opera aperta”, cita Massimo Cacciari e specifica: “Uno per me vale diecimila e Carlo Ratti è diecimila: il tempo futuro è il suo pensiero, la sua visione travalica la contemporaneità”.

Le Corderie all’Arsenale. Foto Giulio Squillacciotti – Courtesy La Biennale di Venezia

Una mostra sparsa anche in città
La mostra di architettura poggerà su “quattro pilastri metodologici”, riporta la nota stampa: “Transdisciplinarità; Laboratorio vivente; Raccolta di Idee; Protocollo di Circolarità” con l’elaborazione di un “manifesto della Circolarità” per definire “precise linee guida” e “un nuovo standard per future manifestazioni culturali” che siano ecologicamente sostenibili. Con il Padiglione centrale ai Giardini chiuso il prossimo anno per restauri parte della mostra sarà disseminata nella città e non solo appunto ai Giardini e all’Arsenale.

Le Gaggiandre all’Arsenale. Foto by Andrea Avezzù – Courtesy La Biennale di Venezia

Il direttore invoca nuove idee per affrontare la crisi del clima
Per l’architetto-ingegnere “l’architettura è una combinazione di intelligenza artificiale, naturale e collettiva”, Venezia è frutto anche di una “intelligenza collettiva di generazioni, di popoli”. Da qui spera che la Biennale porti “ricerche originali” e “nuove idee” in grado di suggerirci come affrontare la crisi del clima prima che sia troppo tardi. “Si domanda: come può il mondo salvare Venezia? Invece Venezia può suggerire soluzioni per il mondo”, afferma Ratti. Promettendo di mettere in pratica i principi enunciati: “Sarà una mostra circolare: quanto sarà usato qui sarà riciclato, voglio mettere in pratica cosa facciamo”.

I Giardini alla Biennale d’arte del 2019. Foto Andrea Avezzu, Courtesy La Biennale di Venezia

Chi sosterrà i costi della transizione? I più poveri?
Il direttore frena di fronte alle domande dei giornalisti su cosa esporrà: “Mi è stato detto di non rivelare particolari. Mi piace pensare agli architetti che danno elementi di cambiamento nell’ambiente. Ci interessa il progetto, cercare qualcosa che ci aiuti a trovare una soluzione, non avere una cosa conclusa, un’idea finita”. E alla domanda opportuna di un cronista in sala, ovvero se teme che il costo della trasformazione non vada a ricadere “sulle classi sociali che hanno meno”, Ratti in sostanza risponde: “Come verrà sostenuto il costo di questa transizione che non è più transizione? Chi lo sosterrà? Come contribuiremo a distribuire il costo della transizione? Bene, sarà un argomento della Biennale”.

Pietrangelo Buttafuoco nella conferenza stampa della Biennale di architettura 2025 trasmessa online

Ratti: vogliamo lasciare qualcosa di durevole per Venezia
Al riguardo Ratti assicura: a Venezia porterà “progetti sull’accessibilità, l’energia, la mobilità e altri argomenti per i veneziani, non posso dire di più”. E rimarca: “Molti giovani negli Stati Uniti e in Europa hanno ansia per il clima. Le iscrizioni alle facoltà di architettura diminuiscono, l’architettura sembra parte del problema ma può essere parte della soluzione perché il modo migliore per affrontare l’ansia per il clima è affrontare la progettazione, è trasformare il presente in qualcosa di diverso. Sarà importante comunicarlo alle nuove generazioni, vogliamo andare oltre il bellissimo evento e lasciare qualcosa di durevole per la città”.

A questo indirizzo web trovate la Biennale di architettura 2025:
https://www.labiennale.org/it/architettura/2025

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