Santoro torna su Rai2 con il teatro-inchiesta "M": la prima puntata è su Hitler | Giornale dello Spettacolo
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Santoro torna su Rai2 con il teatro-inchiesta "M": la prima puntata è su Hitler

Il titolo M si ispira al film di Fritz Lang sul mostro di Dusseldorf, che inaugura un linguaggio "fusion" tra cinema, teatro e tv.

Santoro torna su Rai2 con il teatro-inchiesta "M": la prima puntata è su Hitler
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14 Giugno 2017 - 17.10


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“M” è l’inedita creatura televisiva di Michele Santoro, che lui stesso definisce per il suo carattere sperimentale una sorta di “numero zero in onda” (in due puntate nel prime time di Rai2 il 22 e 29 giugno), dedicata ad un’inchiesta sul personaggio di Adolf Hitler, la cui domanda di fondo sarà: “si tratta di una mostruosità irripetibile?”

Il programma infatti vedrà alternarsi la diretta in studio con il dibattito e gli attori (“per la prima volta ci cimenteremo nel teatro d’inchiesta”), la ricostruzione filmica (“dedicata in particolare al rapporto incestuoso tra Hiltler e la nipote Geli, figlia di una sua sorellastra”) e lo spazio d’intervento per i social. Le immagini di repertorio sul nazismo scorreranno a tratti sullo sfondo ma non faranno parte del racconto. In studio l’attore Antonio Tidona vestirà i panni di Hitler in una sorta di “intervista impossibile che diventa possibile”, “perché risponderà solo con parole realmente pronunciate da Hitler in vita”.

Per il direttore di Rai2 Ilaria Dallatana, che domani manderà in onda in prima serata anche ‘Robinù’, il documentario di Santoro sulla faida tra i baby boss della camorra presentato all’ultima Mostra di Venezia, ‘M’ “è un altro prodotto di artigianato di lusso che esce dalla factory che fa capo a Michele Santoro e che prova a tracciare un solco nuovo nella contaminazione del linguaggio televisivo”. Per Santoro ‘M’ è invece anche “un tentativo resistenziale contro l’invasione dei format ‘americani’ e l’affermarsi di un pensiero unico televisivo”.

E per questo incarna quella che secondo il giornalista è la mission del servizio pubblico: “Fare quello che il mercato non riesce a fare da solo. E mai come oggi c’è bisogno di una grande Rai. Perché anche la concorrenza, che un tempo generava del dibattito e degli stimoli, si è molto affievolita con la crisi economica. E a volte viene nostalgia anche della Rai lottizzata, perché c’era più confronto”.

‘M’ è stato pensato da Santoro come un format ripetibile, con altri personaggi. “I ‘signori M’ sono tutti quei personaggi della storia recente o remota che appartengono tuttavia al presente perché, entrati nell’immaginario collettivo, sono diventati argomento di una discussione che non ha fine, tanto che anche chi non possiede particolari conoscenze storiche, in un moto puramente istintivo, si pone delle domande profonde su questi personaggi e sul ruolo che hanno ricoperto”.

E a chi gli chiede se abbia pensato al prossimo ‘M’ dopo Hitler e se possa essere un personaggio politico italiano, Santoro risponde: “‘M’ potrebbe essere uno come Matteo Messina Denaro e non Beppe Grillo. Almeno non oggi. Ci vuole una certa storicizzazione delle vicende per fare un’operazione del genere”.

 
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