Stefano Bollani e Gonzalo Rubalcaba, coppia perfetta del jazz

Il pianista cubano e quello italiano hanno presentato a Piacenza in anteprima mondiale il loro progetto in duo: un'esperienza che speriamo prosegua a lungo

Stefano Bollani a Piacenza. Foto Angelo Bardini

Stefano Bollani a Piacenza. Foto Angelo Bardini

GdS 30 marzo 2019
di Marco Buttafuoco

Le due star del pianismo internazionale Stefano Bollani e Gonzalo Rubalcaba, definirli semplicemente jazzisti sarebbe alquanto riduttivo, si sono incontrati al Teatro Comunale di Piacenza per l’anteprima mondiale del progetto (curato da Crossroads e dal Piacenza Jazz Festival) che li vede suonare in duo. La loro eccellente esibizione ha forse spiazzato quanti si aspettavano, dati i precedenti dei due, entrambi consumati animali da palcoscenico, un turbinio d’invenzioni, di gag musicali, di virtuosismi spregiudicati.

I due sono certamente dei virtuosi e, diciamolo pure, anche degli istrioni. Sono però anche dei grandi professionisti. All’inizio della loro performance si sono quindi “studiati”, quasi come due pugili durante le prime riprese di un match, cercando un terreno comune. D’altronde avevano cominciato a provare solo il giorno antecedente la loro esibizione piacentina. Dal terzo brano della scaletta, la celebre Reginella della tradizione napoletana, suonata con lirismo essenziale e toccante, il concerto ha cominciato salire di tono. Il cubano ha poi sfoderato, in solo, una rilettura del classico Windmills of Your Mind di Michel Legrand, enunciando il delicato tema solo nel finale, mentre Bollani ha proposto, anche lui in solitario, il suo Siamo tutti figli di qualcuno nello stile carioca che egli è particolarmente caro. A seguire, ricomposto il duo, la raffinatezza jobiniana di Samba Di Uma Nota So e il fuoco della cubana Lagrimas Negras. L’interplay fra gli esecutori è cresciuto, minuto dopo minuto. Finale con un brano di Duke Ellington, un Caravan di notevole impatto, nel quale riemergevano continuamente tracce della grande tradizione del pianismo jazz delle origini.

Il pubblico numerosissimo (il Comunale era praticamente al completo) ha applaudito con entusiasmo. Qualcuno fra i critici più esigenti ha notato come sia stato Gonzalo Rubalcaba a condurre il gioco e che Stefano Bollani fosse, in qualche maniera, a rimorchio del collega; ma pubblico e critica, a volte accade, sono stati concordi nel valutare positivamente questa prima uscita.

I due sono ora attesi da un breve tour in Spagna. È prevedibile, e auspicabile, che Bollani e Rubalcaba approfondiscano questa loro esperienza. Il loro duo potrebbe diventare, specie se sapranno mantenere l’equilibrio e la misura di questo primo concerto, un punto di riferimento della scena musicale internazionale.