Irene Grandi: “Sono introspettiva e ammiro Greta Thunberg” | Giornale dello Spettacolo
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Irene Grandi: “Sono introspettiva e ammiro Greta Thunberg”

Con il disco "Grandissimo" la cantante celebra i 25 anni di carriera con ospiti come Mannoia, Consoli, Bollani e Trent d’Arby

Irene Grandi: “Sono introspettiva e ammiro Greta Thunberg”
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18 Giugno 2019 - 15.07


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Giordano Casiraghi

Non sono pochi 25 anni di carriera e Irene Grandi li ha voluti celebrare con l’uscita di Grandissimo, un album che raccoglie molto dei suoi trascorsi. Innanzitutto un gruppo di canzoni inedite tra cui il singolo I passi dell’amore, Accesa e Sono qui per te, quindi una parte definita unplugged dove intervengono a turno altri grandi protagonisti della musica italiana come Loredana Berté (La tua ragazza sempre), Stefano Bollani (Amore amore), Carmen Consoli (Alle porte del sogno), Levante (Un motivo maledetto), Fiorella Mannoia (Un vento senza nome) e Sananda Maitreya aka Terence Trent D’Arby (Time Is On My Side). Infine un’ultima parte in versione elettrica, corrispondente a quello che Irene Grandi presenta dal vivo abitualmente, dove la canzone diventa un’esplosione di ritmo e melodia insieme.

Allora Irene pronta per ripartire con un nuovo capitolo importante, un capitolo articolato, preparato con tanto lavoro, eppure la gente pensa che siete in vacanza da una vita, e invece?
Abbiamo l’esigenza di esprimerci, mettere in canzone quello che siamo, ogni volta cercare nuove idee da offrire alla gente e vi assicuro che non è sempre facile. È però vero che chi fa un lavoro che gli piace veramente rimane un po’ sempre in vacanza. Quando si moltiplicano gli impegni, in piena promozione, alla fine di un lungo tour di concerti, la stanchezza si fa sentire, ma poi ci sono tante soddisfazioni nei tanti momenti di condivisione con i musicisti e con il pubblico.

Cosa è più fatica e cosa più gioia?
Tante volte la fatica è nel combattere con le proprie paure e le insicurezze. Riconosco che sia un mestiere privilegiato e la lotta più grande è con se stessi, perché magari non ci si sente all’altezza, ci si sente a volte stanchi o vuoti, poi invece passi all’azione e tutte le incertezze svaniscono, ecco quello è un momento di gioia.

Tante collaborazioni in questo album, ma come è riuscita a coinvolgere Terence Trent D’Arby?
Lo avevo conosciuto quando feci qualche spettacolo natalizio nel 2010, c’era anche lui e rimasi folgorata dalla sua voce particolare e originale. Pensare che con il mio gruppo agli esordi cantavo anche le sue canzoni: così ho voluto coinvolgerlo con un brano che hanno cantato anche gli Stones, ma io mi sono riferita più alla versione soul della cantante Irma Thomas, ricca di cori.

Lei ha dimostrato di ben saper interpretare canzoni dalle diverse caratteristiche stilistiche. In questo disco c’è Bollani che l’accompagna in un brano perfino struggente. Lo facevate già insieme?
No, è una mia recente scoperta. Nel disco che ho fatto con Bollani interpretavo canzoni degli anni Sessanta ma erano perlopiù in inglese. Sono andata a studiarmi i compositori di colonne sonore, con incursioni in rassegne jazz con Rita Marcotulli, così ho apprezzato compositori italiani come Riz Ortolani e Armando Trovajoli, come anche questo brano di Piccioni-Sordi che mi piace tantissimo.

C’è una canzone inedita che mi ha incuriosito, “Sono qui per te”, a chi è dedicata?
Appartiene, come anche Accesa, a un’esperienza che è durata un anno quando con il mio produttore Saverio Lanza abbiamo fatto un laboratorio all’interno dell’ospedale Meyer di Firenze nel reparto di adolescenti con difficoltà. Avevamo le melodie delle canzoni e abbiamo costruito i testi durante queste visite-laboratorio. La canzone esce da questa esperienza.

Mai avuto voglia di non tornare più dopo un lungo viaggio?
Sempre, in un certo senso. Nel viaggio della consapevolezza non si torna indietro.

Nella canzone “Bum Bum” c’è una citazione di una canzone dei Giganti, Festival di Sanremo 1967. Si chiama “Proposta” e comincia con “Mettete dei fiori nei vostri cannoni”. Citazione voluta?
Si, volevamo cogliere quell’atmosfera, un po’ da figli dei fiori, contro guerra e il cattivo progresso. Ci siamo riferiti anche a Imagine quando canto Se l’inferno non c’è, il paradiso non c’è/Il mondo per noi/È dentro me, è un’immagine che/Ognuno ha dentro di sè/È il mondo che vuoi.

È interessata a quello che succede nella politica oggi?
Il mio compagno guarda più la politica, ma quando sono sola a casa preferisco un film. È importante sapere e capire, ma credo che in Italia ci sia un problema grosso sul fare le cose e trovare tutti d’accordo.

Anche i cantautori fanno fatica a esprimere qualche dissenso. Come la vede?
Per me il cambiamento più importante è quello che riguarda le persone. Ammiro Daniele Silvestri che è capace di inserire argomenti sociali nelle sue canzoni, io sono più per l’introspezione. In ogni caso anche il mondo della musica riflette quello che succede ovunque, con grosse contraddizioni e conflitti d’interesse.

Come spiega che alla manifestazione del primo maggio non sia stata data rappresentanza adeguata alla canzone femminile?
Mi ha stupito, di solito non mi sembra sia accaduto, forse non è stato voluto ma è capitato. L’anno prossimo non deve succedere.

Cosa ne pensa della mobilitazione dei giovanissimi sui cambiamenti climatici?
Bravissima Greta che ha scatenato questo interesse per la salvaguardia del pianeta terra. Un argomento che i giovani devono prendere a cuore, perché solo loro potranno creare un’inversione di tendenza, sperando che non sia troppo tardi per cambiare le cose.

Come festeggerà i 50 anni prossimi?
Al Teatro Verdi di Firenze farò un concerto come finale della tournée e inviterò ospiti e amici, quindi festeggerò sul palco.

25 anni cosa di attività, cosa è cambiato?
È cambiato il modo di fruire della musica, anche il modo di fare musica, usiamo computer molto più di prima. Per certi versi riesci a fare cose impensabili, ma qualcosa si è perso. La vita ci insegna che dobbiamo essere pronti al cambiamento, quantomeno ci si prova. Si consuma tutto molto più in fretta. Mi auguro che possano uscire artisti capaci di durare nel tempo, questo adesso appare più difficile.

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