Il film su Cucchi e Netflix: Occhipinti si dimette da presidente distribuzione Anica

 Cinemaundici e Lucky Red hanno prodotto Sulla mia pelle. Ma molti esercenti hanno contestato la scelta di veicolarlo sulla piattaforma tv

Andrea Occhipinti

Andrea Occhipinti

GdS 18 settembre 2018

 Andrea Occhipinti si dimette dalla carica di Presidente della Sezione Distributori dell’Anica. E questo perché la sua società, la Lucky Red, ha scelto anche Netflix per veicolare Il  film sulla morte di Stefano Cucchi.
Ha detto Occhipinti: “Ho deciso di dimettermi perché la nostra scelta di distribuire Sulla mia pelle di Alessio Cremonini in contemporanea nelle sale e su Netflix ha creato molte tensioni tra gli esercenti che lo hanno programmato (pochi) e quelli che hanno scelto di non farlo (molti). II successo del film ha aumentato queste tensioni.


Nonostante esistessero dei precedenti in Italia e ci sia un acceso dibattito a livello internazionale, non voglio che una scelta puramente aziendale venga considerata come una posizione della sezione distributori dell’Anica, visto il mio ruolo.


Per non creare ombre o imbarazzo ai miei colleghi, ritengo quindi opportuno lasciare la carica di Presidente.


 Cinemaundici e Lucky Red hanno deciso di produrre questo film prendendosi interamente il rischio Imprenditoriale, con il solo contributo del tax credit previsto dalla Legge Cinema. Tutto il resto è venuto dopo, a film finito. 


Abbiamo avuto l'occasione di portare un'opera prima italiana in 190 paesi del mondo; siamo noi che abbiamo lottato affinché fosse possibile portarlo anche al cinema, per chi lo ha realizzato, per la storia che racconta, per l'importanza della visione condivisa, che solo la sala cinematografica può offrire.


Sulla mia pelle è un film straordinario, apprezzato a tutti i livelli, dalla critica cinematografica più esigente e da un vastissimo pubblico; un film che ha il raro dono di unire il cinema vero all'impegno civile, dimostrando di avere una forza senza precedenti.


Per tutte queste ragioni è un unicum, e di conseguenza è unica la situazione in cui il film si è venuto a trovare. Lo dimostra il successo che ha avuto nelle sale nonostante tutti potessero vederlo su Netflix e malgrado le affollatissime proiezioni pirata organizzate su tutto il territorio nazionale.


Sulla mia pelle non segna l'inizio di una nuova modalità distributiva: tutti i film Lucky Red rispettano e rispetteranno le finestre di sfruttamento. La centralità della sala cinematografica non è mai stata messa in discussione.


 Lascio la carica dopo cinque anni di intenso lavoro, di impegno e passione che hanno contribuito a tagliare molti traguardi. La condivisione del percorso che ha portato all’approvazione e all’entrata a regime della nuove Legge Cinema, strumento fondamentale per il nostro settore; la creazione del MIA, che ha riportato in Italia e a Roma un moderno mercato dell'Audiovisivo;  la riforma del David di Donatello; il dialogo concreto instaurato con le Major per poter normalizzare in Italia la distribuzione durante tutto il corso dell'anno; i successi ottenuti in ambito europeo sui temi del copyright e della territorialità.


Sono ancora molte le cose da portare avanti insieme a tutte le realtà della filiera. La strada per arrivare a un superamento della stagionalità è ancora lunga, la pirateria rimane il grande problema irrisolto. Lascio però la carica di Presidente con serenità, certo di poter e voler continuare a dare il mio contributo in qualità di associato dell'Anica sia come produttore sia come distributore".


 La reazione dell’Anica
A proposito delle dimissioni di Andrea Occhipinti da Presidente della Sezione Distributori dell’ANICA, il Presidente Anica Francesco Rutelli, la Presidente dei Produttori Francesca Cima, il Presidente delle Imprese Tecniche Ranieri De Cinque, i Vicepresidenti Tilde Corsi e Richard Borg hanno condiviso il seguente comunicato:


 Andrea va ringraziato per l’ottimo lavoro svolto in cinque anni, nell’interesse di realtà produttive molto importanti per l’industria del cinema e dell’audiovisivo.


Prendiamo atto e rispettiamo la sua scelta, assunta per evitare che le sue decisioni da imprenditore creino tensioni nel settore e nei rapporti tra esercizio, distribuzione e produzione.


Vogliamo confermare con chiarezza e forza che le parole-chiave nella filiera creativa e industriale che rappresentiamo sono: condivisione e innovazione.
Occorre prendere le decisioni assieme agli stakeholder e in un dialogo fruttuoso con le istituzioni e i regolatori.
Di fronte ai giganteschi cambiamenti globali (che impattano inevitabilmente sulle abitudini e i gusti del pubblico) non si tratta di erigere barricate, ma di contribuire a guidare le trasformazioni nella filiera del cinema e dell’audiovisivo, nei rapporti con l’esercizio, i broadcaster e le nuove piattaforme.