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Variety sostiene Hillary Clinton

La Bibbia dell'entertainment mondiale, per la prima volta, si schiera a favore di un candidato presidenziale.

Variety sostiene Hillary Clinton

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1 Novembre 2016 - 19.30


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[b]Variety per Clinton (La prima volta per un Presidente)

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di Marco Spagnoli

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@marco_spagnoli

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“La prima volta” con una donna e ci sono voluti 111 anni…No, non si tratta dell’ennesima mielosa storia d’amore o dell’irriverente commedia proveniente da Hollywood: Variety, la bibbia dell’ entertainment mondiale si schiera per un candidato Presidente degli Stati Uniti.
Una decisione storica e molto importante per il giornale che segue gli ‘abitudinari’ The New York Times e The Washington Post nell’appoggiare i candidati, così come The Atlantic che, però, lo fa solo per la terza volta nella sua storia che risale al 1857.

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Una scelta che l’editrice Michelle Sobrino-Stearns sembrerebbe non apprezzare e che eppure l’intera redazione ha appoggiato “per non ‘finire’ sul lato sbagliato della Storia.”
“Crediamo non solo che Hillary Clinton sia il migliore candidato a fare questo lavoro, ma sia ‘l’unico’ candidato possibile”. scrivono nell’editoriale in edicola oggi “…Come nell’industria di cui ci occupiamo, (Hillary) gode di un sostegno diffuso grazie all’avere coltivato dei rapporti sin dall’epoca in cui era la First Lady.” Aggiungono dopo avere evidenziato una lunga serie di qualità che la Clinton offre agli occhi del mondo Liberal americano.

Per quello che riguarda Trump, Variety non la manda, certamente, a dire: “Trump manca di esperienza, conoscenza e diplomazia per ricoprire una carica pubblica…la sua corsa alla presidenza può essere considerato uno stratagemma per un altro contratto televisivo o lanciare un proprio canale televisivo in cui esprimere le sue idee razziste e sessiste….lo Show Business
ha già i suoi problemi con le questioni relative alla diversità: durante questa epoca di cambiamento Trump non sarebbe il leader morale in grado di ispirare il cambiamento.”

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Come dire: dopo 111 anni, forse, Trump è il peggiore candidato della Storia americana e anche Variety, come tutti quanti noi in realtà, deve fare la sua parte in tempi bui e di cambiamento.

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