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Una mela (ossia Apple) ci salverà

Il terremoto con epicentro nei mercati asiatici ha scosso tutto il mondo dell'economia, particolarmente colpiti i titoli tecnologici

Una mela (ossia Apple) ci salverà

GdS

26 Agosto 2015 - 18.26


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di Piero Cinelli

Se è vero, come è vero, che il Sig. Isaac Newton ebbe la folgorazione per la scoperta della legge di gravità osservando una mela cadere dall’albero, oggi la caduta della ‘mela’ in borsa ed il suo parziale rimbalzo, possono farci riflettere su un sistema economico globale irrazionale, e sulla scarsa capacità dell’economia, intesa come scienza, di governarne i fenomeni. Il black friday, seguito da un ancora più abissale black monday che ha falcidiato il 30% della borsa cinese, portandosi dietro una fetta consistente di quelle asiatiche e di quelle occidentali, non ha guardato in faccia nessuno, ma ha colpito in modo particolarmente massiccio i titoli tecnologici e le media companies, quelli che peraltro avevano ottenuto i maggiori incrementi nei mesi precedenti. Questa caduta ‘gravitazionale’ di titoli che in Cina ha visto il gruppo Dalian Wanda perdere 3,6 miliardi di dollari e Alibaba mezzo miliardo e a Wall Street Apple (che da sola rappresenta il 4,5 % del mercato azionario globale) perdere qualche decina di miliardi, e tra gli altri, Microsoft 3,2 miliardi, hanno provocato un fuggi fuggi devastante.

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Un terremoto con epicentro asiatico, causato apparentemente dalla difficoltà della locomotiva cinese a reggere un modello di crescita esasperato e moltiplicato dal panico di milioni di nuovi piccoli speculatori cinesi, in fuga precipitosa dal mercato azionario in caduta libera, e rilanciato in occidente da apocalittici e ribassisti.

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Una storia già vista che conferma lo scollamento tra valore delle azioni e delle società e risultati delle aziende e che alcuni analisti leggono come il principio di una nuova stagione di recessione globale. In questi momenti i risultati troppo positivi sembrano aggravare la situazione ed il crollo viene visto come una potente medicina che riaggiusta gli equilibri.

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In questo scenario, che potrebbe provocare una frenata violenta in tutto il mondo ed in particolare nel comparto tecnologico e mediatico, l’AD di Apple Tim Cook invia, molto furbescamente, una mail a Jim Cramer, conduttore di un popolare programma televisivo di economia, in cui rivendica l’anomalia del crollo del titolo in borsa a fronte di un’accelerazione delle vendite degli iPhone registrata nelle ultime settimane in Cina e di risultati record da parte degli apple store. Cramer ovviamente la rende pubblica con il risultato che in meno di due ore il titolo Apple che stava perdendo il 13% risale fino a un +2%, per chiudere con una perdita ridotta del 2%. La Cina è vicina, ma questa volta non ci seppellirà, e la corsa dei grandi titoli tecnologici, e, in modo sicuramente minore, delle media companies, non sembra per ora destinata a fermarsi.

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