E' uscito "Flop", il nuovo album di Salmo che non ha paura di deludere

Il rapper sardo è uscito con il suo nuovo album che ha così tante forme da renderlo difficile da riassumere. In tutto sono 17 tracce curate musicalmente dalla prima all’ultima.

Salmo

Salmo

Redazione 2 ottobre 2021

di Antonio Mazzolli
Era dal 2018 che non usciva con un progetto solista, da quel “Playlist” che era stato in vetta alle classifiche, ma che aveva generato numerosi malumori nei suoi fan più accaniti per un passaggio molto repentino a un genere musicale diverso da quello che aveva abituato: un rap “annacquato”, dicevano in molti.

Oggi Salmo si ripresenta in una veste nuova, sicuramente diversa ma altrettanto interessante, con il suo album “Flop”, presentato da lui stesso ironicamente come appunto “l’album più brutto della sua carriera”.

Mettiamo immediatamente i puntini sulle i: non è assolutamente il suo prodotto musicale peggiore, anzi forse è tra i migliori che abbia mai sfornato.

Il progetto contiene 17 brani, con quattro featuring in totale: oltre ai capisaldi della scena rap come Gué Pequeno, Marracash e Noyz Narcos (che arricchiscono il disco con delle strofe evocative e molto potenti), sorprendente anche l’incursione della giovane Shari che con dolcezza arriva verso la fine del disco.

Il Salmo delle origini viene rispolverato, con alcune melodie aggressive rock come ci aveva già abituato, con alcune incursioni nel pop come era già capitato in “Playlist”, con l’unica differenza che in questo disco il rapper sardo non cerca forzatamente il singolo da radio, ma si concentra più sulla precisione delle produzioni senza scadere quasi mai nella banalità.

E’ insomma un progetto che vuole strizzare l’occhio a più mondi possibili: a chi lo segue da tempo, a chi lo ascolta da pochissimo e a chi non lo ascoltava fino adesso, ma avrà un’occasione per approfondire questo lavoro e quelli passati.

Il disco affronta molti temi importanti e ricorrenti, tra cui gli alti e bassi dati dal successo, la religione e la critica alla chiesa, la salute mentale, l’amore e le critiche verso le contraddizioni della società e la scena musicale.

Ma non solo: Salmo vuole anche denunciare un utilizzo della musica che sembra essere diventato marginale, se non inutile: “Siamo diventati il sottofondo di un podcast, un balletto di Tik Tok. Sembra di vedere un film senza colonna sonora”, dice nel brano “Criminale”.

In più frangenti poi, approfondisce l’oscurità data dal raggiungimento degli obiettivi, che spinge a volere sempre di più, facendo spegnere quel fuoco dentro che si possiede a inizio carriera. Una volta raggiunto poi, regala solitudine e un grande vuoto dentro.

Con lo skit “Vivo” ci regala la vera essenza del disco: per quale costo conviene essere ricchi e di successo se poi non c’è la possibilità di vivere la propria vita come quando eravamo sconosciuti? E soprattutto c’è necessità di essere sempre così performanti? “Flop” è la risposta a tutto: la volontà di dire che anche l’artista è fallibile.

Detto questo, l’album di Salmo sembra suonare con una freschezza e con un’accuratezza che non sentivamo da tempo nel mondo underground.




Le tracce -  Il disco parte con il primo brano “Antipatico” che punta sulla critica sociale, concentrandosi anche sull’ossessione dei giovani ragazzi per le armi. In “Mi sento bene”, Salmo comincia a far presenti i drammi della sua interiorità.

In “Criminale” se la prende neanche troppo velatamente con la scena musicale dei più giovani, utilizzando una strumentale molto rock, in cui banalizza la vita di strada degli altri rapper, divenuto ormai un tema più che abusato e molte volte non veritiero.

In “Ghigliottina” rispolvera vecchie abitudini con Noyz Narcos, mentre nelle successive “In trappola” e la “Chiave” affronta la fama e i suoi effetti: qui Salmo esce dalla sua comfort zone più rap per interpretare un ritornello più vicino alle tendenze pop.

“Kumite” e “L’angelo caduto” (con l’inciso di Shari, una delle grandi sorprese dell’album) sono i pezzi più romantici, mentre in “Marla” delinea la fisicità e i gesti di un femme fatale, riprendendo proprio l’omonima protagonista del film “Fight Club”, interpretata da Elena Bonham Carter.

L’ultimo feat è quello con Gué Pequeno, in cui vengono illustrate le contraddizioni della chiesa e della Bibbia.

Il lato rock viene fuori con “Hellvisback” e “A Dio”: quest’ultima vede anche la partecipazione di Alex Britti, autore della linea di chitarra del pezzo.

Con “Fuori di testa” si torna al Salmo scatenato da ‘pogo’, mentre la title track rock.elettronico ci illustra quasi un Salmo menefreghista sul risultato del suo album, quasi come a voler esprimere la sua libertà di sperimentare andando oltre le valutazioni del suo pubblico.

Il disco si chiude con l’irriverente “Aldo ritmo”, che riprende forse il vero protagonista della musica di oggi, l’algoritmo delle piattaforme di streaming.

L’uscita di album era stata anticipata da cartelloni pubblicitari 3D a Milano, una scelta che aveva scatenato la curiosità dei social, mentre ieri prima delle 2 di notte (orario di pubblicazione del progetto) era stata organizzata una diretta live proprio sul profilo dell’artista sardo, in cui con lui al posto di guida, era stato dato uno spoiler delle strumentali di tutto il disco: una linea di marketing assolutamente studiata dei dettagli, come da sempre Salmo ci aveva abituato con i suoi progetti passati.

Ma ora lasciamo che a parlare sia la musica.