Muti, Morricone, Fracci, Cecilia Bartoli firmano perché la musica riparta

Oltre 10mila musicisti scrivono al governo per ricominciare: il Covid19 è “il più grave attacco dalla Seconda guerra mondiale allo spettacolo dal vivo”

Ennio Morricone

Ennio Morricone

GdS 14 maggio 2020
Direttori come Riccardo Muti, Riccardo Chailly, Antonio Pappano, Daniele Gatti, il compositore e direttore Ennio Morricone, il pianista Maurizio Pollini, il violinista Salvatore Accardo, la cantante Cecilia Bartoli, Carla Fracci, la regista Emma Dante, talenti più giovani come la pianista Beatrice Rana o il direttore Michele Mariotti: oltre 10mila musicisti hanno firmato una petizione della classica perché i concerti e gli spettacoli dal vivano riprendano e consegnata al premier Giuseppe Conte il 12 maggio. Il presidente del Consiglio è il destinatario ma ovviamente il ministro più interessato deve essere il titolare dei beni e attività culturali e turismo Dario Franceschini.

L’iniziativa è stata lanciata da alcune dai direttori delle principali riviste del settore, Amadeus, Classic Voice, L’Opera, Musica e Suonare news. “C’era il silenzio intorno al tema della ripartenza in questa nuova Fase 2 anche dello spettacolo dal vivo, settore ignorato sino ad allora dai DPCM emanati dal Governo e colpito da una crisi che potrebbe divenire irreversibile”, scrive Amadeus sul sito.

Cosa dice il testo? Ne riportiamo un ampio stralcio: “Questa clamorosa situazione ha risvolti artistici, sociali e occupazionali gravissimi. E una pesante ricaduta anche nell'economia dell'indotto. Musicisti, attori, ballerini, registi, scenografi, personale artistico e tecnico si sono trovati all'improvviso nell'impossibilità di esprimersi e di lavorare. Al pubblico, privato dell'accesso a spazi che garantiscano diffusione culturale, è stato negato un diritto costituzionale. Il settore dello spettacolo dal vivo sta subendo il più grave attacco dalla Seconda guerra mondiale.
Consapevoli dell'importanza di tutelare la sanità dei cittadini, chiediamo al Governo quando deciderà di riaprire i servizi turistici, come la ristorazione all'aperto e l'ospitalità alberghiera, di autorizzare anche lo svolgersi di manifestazioni artistiche all'aperto, con le stesse precauzioni sanitarie e di distanziamento sociale.
Uno stop più lungo rischia di essere fatale per un comparto artistico che è da sempre un fiore all'occhiello dell'Italia e un punto di riferimento per tutto il mondo”.

Molte le adesioni delle associazioni di categorie: “Agis, Confturismo, Cidim, Impresa Cultura Italia, Aiam”, informa l’Associazione generale italiana dello spettacolo. Che scrive: “Nella petizione si prende atto che a seguito dell'emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 il mondo dello spettacolo dal vivo si sia fermato creando gravissimi risvolti artistici, sociali e occupazionali. I firmatari dichiarano di essere consapevoli dell'importanza di tutelare la sanità dei cittadini, ma chiedono al Governo quando deciderà di riaprire i servizi turistici, come la ristorazione e l'ospitalità alberghiera, di autorizzare anche lo svolgersi di manifestazioni artistiche all'aperto, con le stesse precauzioni sanitarie e di distanziamento sociale”.

I firmatari, presumibilmente in crescita, chiedono che il Mibact “assicuri a tutte le istituzioni di produzione e diffusione dello spettacolo dal vivo le risorse necessarie per affrontare questo periodo di transizione e di sostenere le forze artistiche in modo tale che nessun artista debba sentirsi escluso”. (Cl. Sar)

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