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Dieci big della canzone in corsa per il premio di Amnesty sui diritti umani

Da Brunori Sas agli Zen Circus passando per la Mannoia, chi sono i candidati al premio “Voci per la libertà”

Dieci big della canzone in corsa per il premio di Amnesty sui diritti umani

GdS

26 Febbraio 2020 - 16.43


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Dal 2003 Amnesty International Italia e Voci per la Libertà candidano dieci brani sui diritti umani di big della canzone italiana (c’è anche una sezione per emergenti): tra quei dieci pezzi uno verrà votato per il Premio Amnesty International Italia.

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Il vincitore sarà premiato al festival “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty”, in programma dal 17 al 19 luglio a Rosolina Mare (Rovigo). Assegna il riconoscimento una giuria composta da giornalisti, conduttori radiofonici e televisivi, intellettuali, addetti ai lavori, referenti di Amnesty International e di Voci per la Libertà.

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Di seguito le dieci nomination di quest’anno nell’ordine alfabetico stilato dagli organizzatori:

Dynamic 1

Brunori Sas con “Al di là dell’amore”
Niccolò Fabi con “Io sono l’altro”
Levante con “Andrà tutto bene”
Fiorella Mannoia con “Il peso del coraggio”
Motta con “Dov’è l’Italia”
Willie Peyote con “Mostro”
Daniele Silvestri con “Qualcosa cambia”
Tre allegri ragazzi morti feat. Pierpaolo Capovilla con “Lavorare per il male”
Margherita Vicario con “Mandela”
The Zen Circus con “L’amore è una dittatura”.

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