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A Niccolò Fabi il premio Amnesty 2020 per i diritti umani

Il cantante vince con il brano “Io sono l’altro”. Il presidente italiano Russo: “Sa raccontare il tempo dell’egoismo e della chiusura”

A Niccolò Fabi il premio Amnesty 2020 per i diritti umani

GdS

10 Giugno 2020 - 11.18


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È Niccolò Fabi con “Io sono l’altro” il vincitore del premio Amnesty International Italia nella sezione dei “big”, scelto come miglior canzone sui diritti umani da una giuria di esperti e giornalisti.
Il musicista verrà premiato il 2 agosto alla serata finale della 23esima edizione di “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty”, che si terrà dal 31 luglio al 2 agosto a Rosolina Mare (Rovigo). Il brano è pubblicato nell’album “Tradizione e tradimento” uscito nell’ottobre scorso.

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Agli organizzatori Niccolò Fabi ha commentato: “L’altro che mi interessa non è necessariamente il diverso, nella accezione più iconografica e scontata della diversità etnica sociale o religiosa. Ho provato a parlare semplicemente dell’altro e della sua importanza. Di ogni altro che è il potenziale responsabile della nostra salvezza come della nostra infelicità, così come reciprocamente noi lo siamo della sua. Sono particolarmente orgoglioso che Amnesty International e Voci per la libertà abbiano riconosciuto come riuscito il mio tentativo, premiando questa canzone”.

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Per Emanuele Russo, presidente di Amnesty International Italia, la canzone di Fabi “è una riflessione sull’importanza dell’empatia, sull’altro, sul ‘diverso’. È un testo profondo che esalta la musica per merito della sua intensità, che racconta di un tempo in cui si tende a preferire egoismo e chiusura rispetto alla comprensione e alla conoscenza dell’altro. Racchiude in sé tutte le campagne che Amnesty International porta avanti da quasi 60 anni. Senza comprensione, empatia e rispetto reciproco non si potrà mai mettere fine alla catena di violazioni dei diritti umani a cui assistiamo, ogni giorno”.

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In lizza per il premio c’erano anche Brunori Sas con “Al di là dell’amore”, Levante con “Andrà tutto bene”, Fiorella Mannoia con “Il peso del coraggio”, Motta con “Dov’è l’Italia”, Willie Peyote con “Mostro”, Daniele Silvestri con “Qualcosa cambia”, Tre allegri ragazzi morti con Pierpaolo Capovilla con “Lavorare per il male”, Margherita Vicario con “Mandela” e The Zen Circus con “L’amore è una dittatura”.

“Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty” ora sta selezionando gli otto finalisti che suoneranno al festival in corsa per il premio della sezione emergenti

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