L’estasi e l’ineffabile. Concerto superbo al Lirico di Cagliari | Giornale dello Spettacolo
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L’estasi e l’ineffabile. Concerto superbo al Lirico di Cagliari

Venerdì 4 e sabato 5 aprile il M° Donato Renzetti e l’Orchestra hanno creato qualcosa di indescrivibile con le parole, qualcosa che se spiegato può essere solo sminuito.

L’estasi e l’ineffabile. Concerto superbo al Lirico di Cagliari
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7 Marzo 2016 - 11.52


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di Francesca Mulas

Un direttore amato dal pubblico cagliaritano e già ospitato diverso volte del nostro Teatro; un direttore ben conosciuto dall’Orchestra, che ha imparato a interpretarne gesti e volontà; un programma di richiamo, con la Quinta Sinfonia di Beethoven capace di inchiodare alla poltrona anche lo spettatore più disattento al ritmo del celeberrimo inciso iniziale.
Eppure, è stata una sorpresa. Perché, per quanto le premesse iniziali per un successo fossero tutte presenti, venerdì 4 e sabato 5 aprile il M° Donato Renzetti e l’Orchestra del Teatro Lirico hanno creato qualcosa di indescrivibile con le parole, qualcosa che se spiegato può essere solo sminuito.

Paradossalmente all’esecuzione della Quinta Sinfonia di Ludwig van Beethoven è possibile trovare qualche pecca: un’interpretazione forse un po’ troppo elastica del ritmo, specie del primo e secondo movimento, con troppi “rubato” e un’intenzione romantica non sempre efficace; o i fiati, specialmente gli ottoni, che punteggiavano le frasi musicali e i temi (fra i quali il riconoscibilissimo e onnipresente “tema del destino”) con interventi a volte poco integrati con la sonorità del resto della compagine. Ma sono piccolezze, a fronte di un’ottima gestione delle dinamiche, dei “pianissimo” chiari e distinti e dei crescendo trascinanti, davanti a un fraseggio chiaro e alle armonie perfettamente scolpite dalla bacchetta ma soprattutto dalla gestualità corporea di Renzetti, capace di tenere le fila dell’intera orchestra con un solo sguardo.

E poi, nella seconda parte, la “Seherazada”, suite sinfonica op. 35 di Nikolaj Rimskij-Korsakov, brano sicuramente meno conosciuto del precedente e per questo meno carico di aspettative. Invece, ecco la sorpresa. Tre quarti d’ora di perfetto silenzio del pubblico, non il rumore di una carta di caramella, non la suoneria di un messaggio in arrivo sul cellulare. Tre quarti d’ora di musica che ha raccontato un percorso, fiabesco e narrativo come nelle intenzioni del compositore (che prende spunto dai personaggi e dalle avventure de Le Mille e una Notte) o puramente lastricato da melodie suadenti e armonie cullanti, poco importa. Tre quarti d’ora di “festa privata per lo spirito”, definizione suggeritami da poco e assolutamente calzante per questa nicchia di estasi, durante la quale anche la sottoscritta, fin troppo integerrima, ha poggiato la penna rossa e si è lasciata trasportare dalla malìa verso posti lontani. Effetto Rimskij-Korsakov, compositore dall’orchestrazione ricca e brillante, di più facile comprensione rispetto ad un Beethoven portatore di messaggi etici? Effetto “Seherazada”, meno nota (e quindi meno confrontabile con altri stili esecutivi) e il cui esotismo ammiccante ha strizzato l’occhio al pubblico? La risposta è poco importante. È doveroso invece sottolineare la bravura delle prime parti dell’Orchestra, a partire dal primo violino Gianmaria Melis, che nel brano ha affrontato importanti e difficili parti solistiche con la consueta maestria, visto che il suo talento è ormai una garanzia per Cagliari, per proseguire con gli archi in genere, i fiati tutti (in particolar modo i legni) le percussioni e l’arpa. Tutto ciò possibile grazie ovviamente a Renzetti, veramente magistrale a questo giro.

Venerdì prossimo sarà ospite l’attesissimo pianista Krystian Zimerman, che sicuramente non deluderà le aspettative. Marzo, mese fortunato a quanto pare.

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