Nuove accuse di stupro a Polanski: Renate Langer denuncia violenze subite nel 1972 | Giornale dello Spettacolo
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Nuove accuse di stupro a Polanski: Renate Langer denuncia violenze subite nel 1972

Terminata la conferenza stampa, nuova accusa. Langer, attrice tedesca, ha dichiarato alla polizia che Polanski l'ha violentata a Gstaad, quando aveva solo 15 anni.

Nuove accuse di stupro a Polanski: Renate Langer denuncia violenze subite nel 1972
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5 Ottobre 2017 - 10.12


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La bufera non si placa per Polanski. Terminata la conferenza stampa, nella quale il regista chiedeva di essere lasciato in pace, arriva una denuncia di stupro da parte di una quarta donna. Renate Langer, attrice tedesca, ha dichiarato alle forze dell’ordine che Polanski l’ha violentata nel 1972 a Gstaad, quando aveva solo 15 anni.
Come riporta il “New York Times”, Langer fu presentata a Polanski dopo aver iniziato a lavorare per un’agenzia di modelle di Monaco, durante la scuola superiore. Ha raccontato di essere andato a trovare il regista a Gstaad, dopo aver ricevuto il permesso dai suoi genitori. Lui l’aveva invitata perché aveva espresso interesse per lei per un ruolo in un film. Dopo di che, secondo il resoconto di Langer, Polanski l’avrebbe violentata in camera da letto. Lei ha ricordato di essersi sentita inerme, incapace di difendersi nonostante i tentativi. Lasciò la casa il giorno seguente, vergognandosi e in stato confusionale, scegliendo di non raccontare a nessuno l’accaduto. Un mese dopo Polanski la richiamò per scusarsi dell’accaduto e offrendole un ruolo nel suo film “Che?”: Langer accettò a patto che lui la trattasse professionalmente. Una volta a Roma, Langer prese parte al film e – a quanto pare – subì una nuova violenza da parte del regista. “Questo evento ha influenzato tutta la mia vita”, ha concluso Langer.
Krusi Hanspeter, capo della comunicazione della polizia di St. Gallen, è al lavoro sul caso della ex modella tedesca, oggi 61enne. La donna non ha raccontato a nessuno della violenza per molto tempo, prima di riferirlo a un suo fidanzato, anni dopo. “Mia madre avrebbe avuto un attacco di cuore – ha dichiarato la presunta vittima -. Mi vergognavo e mi sentivo in imbarazzo e perduta e sola”. Ora che i suoi genitori sono morti, ha deciso di denunciare la violenza, affidando le indagini alla polizia svizzera.
Harland Braun, uno dei legali di Roman Polanski, non ha commentato le nuove accuse. Langer è la quarta donna che accusa Polanski di violenza sessuale su minore. Nell’agosto scorso una donna di Los Angeles, che ha scelto di identificarsi con il solo nome di Robin M., ha denunciato il regista 84enne, premio Oscar per “Il pianista”, di aver abusato sessualmente di lei nel 1973, quando aveva solo 16 anni. Il regista si è dichiarato estraneo ai fatti. Nel 2010 l’attrice inglese Charlotte Lewis mosse le stesse accuse a Polanski: avrebbe abusato di lei, 16enne all’epoca dei fatti.
Nel 1977, Polanski venne accusato a Los Angeles di “violenza sessuale con l’ausilio di sostanze stupefacenti” ai danni di una ragazzina di 13 anni e undici mesi, Samantha Geimer, modella, figlia di una conduttrice televisiva. Dal 1978 vive in esilio, dopo aver lasciato il Paese alla vigilia della sentenza sul caso. Da allora ha ottenuto la cittadinanza francese (per non essere estradato negli Stati Uniti) ma ha vissuto perlopiù tra la Polonia e la Svizzera. Gli avvocati di Polanski hanno cercato di far cadere le accuse relative al caso Geimer più volte. Nell’agosto scorso è arrivato un altro rifiuto da parte di un giudice americano. In una recente intervista rilasciata a Hollywood Reporter Polanski ha dichiarato che per lui il caso “è chiuso”.

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