"Via col Vento" uscì il 15 dicembre. Grazie a Black Lives Matter è in streaming con spiegazione

In risposta alle proteste del movimento e alle accuse di razzismo, le piattaforme fanno precedere il kolossal del 1939 da un'introduzione che ne discute gli aspetti storici

Una scena di Via col vento

Una scena di Via col vento

Redazione 15 dicembre 2020

di C.G.

Ad 81 anni dalla sua prima cinematografica, il 15 dicembre 1939 in America, Via col Vento fa ancora parlare di sé. In seguito alle proteste dopo la morte di Floyd e legate al Black Lives Matter, molte piattaforme di video streaming hanno deciso di rimuovere temporaneamente dal catalogo il film di Victor Fleming per reinserirlo in seguito con un’adeguata introduzione.

Le proteste che hanno e stanno infiammando gli USA ormai da diversi mesi, scaturite dalla tragica morte di George Floyd per mano di un poliziotto bianco di Minneapolis, avvenuta il 25 maggio 2020, e la rabbia che la comunità afroamericana ha dimostrado in queste proteste, è il frutto di secoli di offese e di violenze che non devono essere dimenticate.

Se in un primo momento le sembianze dell’antagonista sono state rivestite dall’ex presidente Donald Trump, dalla polizia americana e in generale dal sistema statunitense, in seguito si è guardato non più solo contro la contemporaneità, ma anche alla storia e ai suoi protagonisti.
Alle immagini delle piazze prese d’assalto dai manifestanti e la nascita del movimento Black Lives Matter si è aggiunta anche la protesta, iniziata sui social, di coloro che hanno indirizzato lo sguardo verso il cinema americano e la rappresentazione stereotipata degli afroamericani.


Ad aprire il vaso di Pandora riguardo il film kolossal da 3,9 milioni di dollari e che detiene il record assoluto di incassi è stato lo sceneggiatore John Ridley, autore anche dello script di 12 Anni Schiavo, di Steve McQueen.

Via col Vento fu diretto da Victor Fleming e prodotto da David O. Selznik, adattamento dal romanzo omonimo di Margaret Mitchell, il film è ambientato durante la guerra di Secessione e racconta la storia di Rossella O'Hara, interpretata da Vivien Leigh, figlia del proprietario di una piantagione della Georgia.
Vinse molteplici Oscar, tra cui film, regia, sceneggiatura, attrice protagonista con la Leigh, e non protagonista, grazie a Hattie McDaniel, che con il personaggio di Mami, la balia-schiava stereotipata di Rossella, fu la prima attrice afroamericana a vincere la statuetta. Ma per quanto il riconoscimento possa essere stato un primo passo verso l’eguaglianza, è stato un passo dal sapore amaro visto che lei, come tutto il cast di colore, non potè partecipare alla parata ad Atlanta, dove avvenne la "prima", data la natura segregazionista della Georgia, e alla stessa cerimonia degli Oscar subì un distanziamento sociale.

Dopo l’episodio di Floyd e le proteste scoppiate in merito al film, la piattaforma di video in streaming HBO aveva deciso di rimuove il film del 1939 dal suo catalogo. 

Oltre alla HBO anche altre piattaforme di streaming tra cui Netflix, hanno tolto ed in seguito riproposto nel loro catalogo la versione integrata del film.
Adesso il film è accompagnato da una video presentazione, curato da uno storico esperto in studi afroamericani, nella speranza di educare gli spettatori e renderli più consapevoli su ciò che stanno per guardare: l'esperto suggerisce di guardare il film tenendo a mente il contesto dell’epoca razzista e schiavista e ne presenta la complicata eredità.
Il dibattito analizza inoltre la difficile storia del Sud, i danni lasciati dalla guerra civile e come la schiavitù abbia irrimediabilmente continuato a condizionare i rapporti tra i vari Stati, invitando a vederlo solo dopo aver approfondito cos’è il Black Lives Matter.


Lo storico Marc Ferro, in merito alla diatriba, ha sostenuto che non si dovesse cancellare Via col Vento.
Ferro è stato uno dei primi accademici ad avvicinarsi al mondo del cinema, sostenendo che i film dovessero essere studiati in quanto fonti storiche capaci di raccontarci l’ideologia di una determinata epoca. Inoltre, ad uno spettatore contemporaneo dovrebbe risultare chiaro come un film con l'ambientazione di Fleming sia superato: questo non toglie che sia capace di fornirci informazioni utili per comprendere un certo tipo di visione tipica della fine degli anni ’30.

Cancellando il film in questione si cancella una parte spinosa della storia americana, e malgrado Via col Vento sia offensivo per le proteste per i Diritti Civili e a volte sia difficile accettare che l’evoluzione dell’umanità è stata contraddistinta da brutalità che purtroppo non appartengono esclusivamente ad epoche passate, bisogna tenere a mente che da tutto ciò nascono movimenti come il Black Lives Matter, che sta cercando di cambiare le cose.

Questa non è la prima volta che prodotti artistici del passato entrano in contrasto con le nuove sensibilità, che si trovano spesso di fronte alla difficoltà di contestualizzare storicamente e culturalmente le opere.

L’elenco dei film da eliminare secondo una concezione del politicamente corretto odierno sarebbe vasto: dagli indiani selvaggi contro cui combatteva John Wayne alla dolce bionda Doris Day, la fidanzata d’America, espressione di un intero catalogo di sessismi, dalle accuse di sessismo a Mulan a quelle di razzismo al Mickey Rooney di Colazione da Tiffany.

Il centro focale non è sopprimere questa o quell’opera, ma costruire un pubblico che sa cosa guarda, un pubblico consapevole e in grado di contestualizzare, imparando dal passato per non sbagliare in futuro.

Conosciamo fin troppo bene il valore di quel zì zignora di Mami, e su quale immensa base di violenza si fondi, eppure possiamo apprezzare Via col Vento senza quella propensione antistorica, ma con occhio critico e sfruttando il nostro spirito illuminista che rifiuta la censura, perché censurare o trasformare libri, film e statue ci priva della possibilità di capirne il contesto e quindi di criticarlo ed emanciparlo.