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Casa delle donne, l'appello del mondo del cinema: "Raggi, ripensaci"

Gli attori Marcello Fonte e Jasmine Trinca difendono l'associazione: "Tante parole non servono, servono i fatti"

Casa delle donne, l'appello del mondo del cinema: "Raggi, ripensaci"

GdS

24 Maggio 2018 - 16.30


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Il mondo del cinema si schiera dalla parte della Casa internazionale delle donne che rischia la chiusura a causa del debito per l’affitto rivendicato dal Campidoglio. Un conto che l’associazione intende pagare togliendo però le spese effettuate per la gestione emnutenzione della sede.
Marcello Fonte, premiato come migliore attore all’ultimo festival di Cannes per Dogman, e Jasmine Trinca, tra le firmatarie del manifesto Dissenso Comune che riunisce decine di donne del mondo dello spettacolo e della cultura, hanno partecipato alla conferenza stampa nella sede di Trastevere della Casa internazionale delle donne per esprimere la loro vicinanza alla battaglia dell’associazione per salvare un importante spazio della città.
“Cosa dico alla sindaca? E’ una donna – ha detto Marcello Fonte – le dovrebbe interessare. La Raggi l’avevo vista all’inizio, tante belle parole. Vediamo adesso cosa dice, vediamo chi è veramente. Poi tante parole non servono, servono i fatti. Sono felice che siate tutti uniti – ha aggiunto – Sono qui perché ci tengo e credo che gli spazi vadano mantenuti e difesi, perché dove dobbiamo anna’? Uno costruisce una cosa e viene distrutta… alla fine le forze finiscono. Lasciatece campa’, fate respirare le persone e attaccate chi fa le cose brutte, non le cose belle come si fanno qui”.
“Uno spazio vuoto – ha proseguito l’attore – non serve a nessuno. Mi porto dietro tutto quello che ho appreso durante le esperienze del Valle, del Cinema Palazzo, dell’Angelo Mai. Speriamo ci lascino i luoghi, altrimenti ce li terremo stretti, ci chiuderemo dentro. Non attaccate la povera gente, stiamo provando a crescere tutti assieme”.
“Sono giorni – ha detto invece Jasmine Trinca – di vera e propria resistenza. C’è il problema di un concetto non capito fino in fondo: dove si pensa di avere un credito invece si ha un debito profondo. Il lavoro culturale e sociale che si fa qui è imprescindibile. Noi siamo vicine a chi fa di questa città un’idea diversa da un’idea di mercato. Siamo stanche di fare un appello ogni giorno perché non chiuda qualcosa”.
Molto critica nei confronti dell’amministrazione Raggi la presidente della Casa internazionale delle donne. “Vediamo che la linea dell’amministrazione – ha detto Francesca Koch – è la persecuzione di tutte le realtà che gestiscono spazi di cultura e autonomia creativa, invece di valorizzarle e riconoscere che sono il cuore della città rispettosa e attenta alle persone”.
“Invece di valorizzare queste realtà come possibile visione diversa della città – ha aggiunto – hanno una linea per cui tutto va azzerato, gli spazi vanno chiusi per riportare ‘legalità ‘: parola terribile che ha causato sgomberi. Parola pericolosa se usata in modo astratto o come pretesto per silenziare soggetti critici o non in linea. Questo accanimento si realizza soprattutto contro gli spazi delle donne”.
Poi qualche precisazione per “correggere – ha aggiunto Koch – alcune narrazioni che parlano della Casa delle donne come di un posto di signore snob che si godono questo spazio a sbafo della cittadinanza. Sono circa 30mila le donne che frequentano questo spazio che è un palazzo del 1600 di cui abbiamo cura facendoci carico di spese molto alte”.
Sulla Casa internazionale delle donne è intervenuto anche il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. “Nei prossimi giorni – ha scritto in un messaggio inviato in occasione della conferenza stampa – proporrò alla giunta di dichiarare la Casa internazionale delle donne sito di notevole interesse pubblico”.

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