"Carne y Arena": premiato agli Oscar l'inferno virtuale del migrante alla frontiera americana | Giornale dello Spettacolo
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"Carne y Arena": premiato agli Oscar l'inferno virtuale del migrante alla frontiera americana

Un premio dell'Academy andrà a "Carne y Arena", opera immersiva del regista messicano attualmente proiettata a Los Angeles, in Messico e a Milano.

"Carne y Arena": premiato agli Oscar l'inferno virtuale del migrante alla frontiera americana
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30 Ottobre 2017 - 10.55


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Un altro riconoscimento per il regista Alejandro Gonzalez Iñárritu, il quale riceverà un Oscar speciale per Carne y Arena: si tratta di una breve immersione nel drammatico viaggio del migrante che tenta di attraversare la frontiera Americana. L’Oscar è stato  annunciato dall’Academy statunitense venerdì 27 ottobre.
L’opera del regista messicano, già premiato con due Oscar in due anni per “Birdman” (2015) e “The Revenant” (2016), è attualmente visitabile al museo Lacma di Los Angeles – dove per i prossimi mesi è già sold out – al Centro culturale Tlatelolco in Messico e alla Fondazione Prada di Milano, dove è possibile accedere su prenotazione. Con un casco per la realtà virtuale in testa e a piedi nudi nella sabbia, il visitatore vive per sei minuti l’esperienza di un piccolo gruppo di migranti che cerca di entrare negli Stati Uniti attraverso il deserto di Sonora. Un’esperienza in cui anche gli effetti sonori – sirene, grida, elicotteri – giocano la loro parte.
Come sottolinea il presidente dell’Academy, John Bailey, in un comunicato, l’installazione di Iñárritu propone una “immersione fisica e profondamente commovente”. “Più che un progresso creativo nel mondo nascente della realtà virtuale, ci mette in collegamento viscerale con la vera realtà politica e sociale del confine tra Messico e Usa”. Il regista sarà premiato l’11 novembre prossimo, insieme al suo direttore della fotografia Emmanuel Lubezki, in occasione dei Governor Awards a Hollywood e il premio gli sarà consegnato anche a marzo 2018 durante la 90esima cerimonia degli Oscar.

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