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PerSo Film Festival, proiezioni no-stop e focus sulla dignità del lavoro

Prima edizione del Perugia Social Film Festival: accanto alla dignità nel lavoro, retrospettiva anche sul rapporto tra lavoro e disabilità psichiatrica.

PerSo Film Festival, proiezioni no-stop e focus sulla dignità del lavoro

GdS

21 Settembre 2015 - 15.51


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E’ entrato nel vivo e prosegue fino al 27 settembre il Perugia Social Film, PerSo, con una serie di eventi che animeranno per tutta la settimana il capoluogo umbro. Dopo l’incontro con il regista Giuliano Montaldo e la cena in compagnia di grandi protagonisti del cinema documentario internazionale, proseguono no-stop le proiezioni (dalla mattina fino a notte), con il pubblico invitato a esprimere il proprio voto sulle opere in concorso per assegnare importanti premi.

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Il PerSo – Perugia Social Film Festival nasce da un progetto della Fondazione “La città del sole” – Onlus, attiva sin dal 1998 nel campo della salute mentale, che ne cura anche l’organizzazione. Se l’attività nel sociale per la Fondazione resta dominante e si caratterizza con interventi sperimentali sviluppati in collaborazione con i Servizi socio-sanitari e i Dipartimenti di Salute mentale del territorio umbro, non meno importante è quella espressa in questi anni in ambito culturale, con l’organizzazione di convegni di vario tipo e con importanti esperienze di produzione in campo cinematografico tra cui “Sto lavorando” (1998) e “Un silenzio particolare” (2004) che hanno ottenuto importanti riconoscimenti italiani e internazionali. Il PerSo è presieduto da Stefano Rulli, regista e sceneggiatore, nonché presidente della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia e della Fondazione “La città del sole” – Onlus; direttore artistico è Mario Balsamo, Filmmaker, documentarista e docente di ideazione e regia documentaria al Centro sperimentale di Cinematografia (Palermo), direttore organizzativo Marco Casodi, operatore della Fondazione “La Città del sole”, con alle spalle importanti esperienze di organizzazione di eventi.

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Lo scopo del Perugia Social Fim Festival è quello di “mostrare e raccontare – dicono i promotori -, attraverso l’eco e la dirompenza della pellicola e delle immagini, il panorama del cinema sociale e il delicato universo di problematiche e sfumature a cui attinge”. E “sociale” è inteso come tutto ciò che abbraccia la dimensione umana: “La relazione dell’uomo con se stesso e con numerosi altri mondi; l’uomo inteso come colui che cerca di svelare se stesso, al di là del ruolo che ha scelto nella società. Cerchiamo storie – proseguono gli organizzatori – che rappresentino la realtà vissuta o desiderata, storie universali, cause ed effetti del proprio vivere e sentire, che confondano il giusto, che trovino senso nel conflitto. Sociale è questo e tanto altro che abbiamo ancora da scoprire e ritrovare”. Le proiezioni legate al concorso (presso le sale dei cinema Méliès, PostModernissimo, Sant’Angelo e Zenith), sono articolate in 5 sezioni e c’è un montepremi complessivo di 21.000 euro. In totale sono arrivate oltre 300 opere, “con un’apertura geografica internazionale: tra lungometraggi, cortometraggi, teaser e spot, si toccano 4 continenti e più di 30 paesi, tra produzioni internazionali e lavori di registi italiani girati in giro per il mondo”. Dall’Islanda al Giappone, dal Kenya agli Stati Uniti, passando per Groenlandia, Turchia, Uganda, Bolivia, Mozambico, Thailandia, Messico, Peru, Burkina Faso, Congo, Palestina ed Emirati Arabi.

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Inoltre, accanto alle proiezioni in concorso, sono in programma due retrospettive: la prima dedicata a un autore simbolo del “cinema di narrazione”, Roberto Andò, per l’occasione anche presidente della Giuria del PerSo; la seconda a uno specifico tema sociale, quest’anno la dignità nel lavoro. A questa seconda retrospettiva è legato un convegno (dal titolo “Occupazzìa”) in cui si dibatterà del rapporto tra disabilità e lavoro, con uno sguardo particolare alla disabilità psichiatrica, con l’obiettivo di presentare buone pratiche e proporre correttivi all’attuale disciplina legislativa della materia.

Previsto inoltre, dopo il successo delle iniziative sulla Psichiatria del 2014, un appuntamento annuale di ricognizione e presentazione di progetti innovativi per la psichiatria regionale umbra, con un occhio attento a tutto ciò che si muove nel settore a livello nazionale e internazionale. L’interesse per l’ambito psichiatrico del soggetto organizzatore ha incontrato “la giusta sponda nei servizi socio-sanitari del territorio, nei DSM e nella Direzione generale del Servizio Programmazione Socio-Sanitaria dell’Assistenza Distrettuale ed Ospedaliera”. Ogni anno l’appuntamento, quest’anno alla sua prima edizione, partirà dalla proiezione di opere cinematografiche dedicate al tema. Per il 2015 è prevista la proiezione di “San Clemente”, di Raymond Depardon, e di “Per Ulisse”, di Giovanni Cioni. Alle proiezioni sono legate una o più iniziative convegnistiche e di approfondimento. Quest’anno si tratterà di “processi di recovery in salute mentale”.

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In programma per la mattina del 24 settembre (dalle ore 9) nella sala Donati del cinema PostModernissimo (via del Carmine, 4) il convegno “La Fondazione di comunità”, in cui verrà lanciata la creazione di una “fondazione di comunità” per il sostegno della pienezza di vita delle persone affette da malattie psichiatriche, “una fondazione unica al mondo nel suo genere”. “Per raggiungere gli obiettivi terapeutici nel campo della salute mentale – affermano gli esperti della Città del sole – è necessaria non solo l’alleanza con una pluralità di soggetti provenienti servizi socio-sanitari, ma la partecipazione dell’intera società civile. A partire da questo concetto si sviluppa il modello di ‘psichiatria di comunità’. La fondazione di comunità è il risultato della ricerca di un modello organizzativo che consenta di progettare, finanziare e monitorare lo svolgimento di percorsi di sostegno alla persona con disturbi psichici, cioè il sostegno della pienezza di vita degli individui”. (ep)

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