E’ bastato un semplice gesto, che gli sceneggiatori hanno voluto dettato dall’emergenza, per dare, partendo dalla pur routinaria evoluzione di una serie televisiva, l’immagine di un islam diverso da quello della percezione che hanno in molti al cospetto delle sue distorsioni.
E’ stato quando, nel corso della tredicesima puntata della 14/ma stagione della serie ‘Grey’s Anatomy’, un interno, Dahlia Qadri (il personaggio è interpretato dall’attrice Sophia Taylor Ali), una dottoressa che sta muovendo i primi passi nella professione, si trova da sola a dovere fronteggiare una situazione delicata e per lei quasi nuova. Un giovanissimo paziente, per una grave ferita ad un arto, rischia una emorragia e lei, per fare un laccio emostatico, si toglie l’hijab e lo usa per fermare la perdita di sangue.
Un gesto quasi istintivo, dettato dagli automatismi della professione medica, per la quale la salute del paziente viene sopra di tutto, ma che è stato accolto con grande attenzione e favore dei telespettatori musulmani fedelissimi della seguita saga ospedaliera.
La sceneggiatura, scritta da Jason Ganzel, affida alla stessa ”dottorezza Qadri”, cui un collega chiede se il suo gesto le sia costato, le parole per dire spiegare che l’hijab:”è un simbolo della mia fede. E la mia fede è servire e avere compassione”.