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Virginia Raffaele: una bomba d'allegria risveglia la Tv

Facciamo che io ero è una tempesta di risate e parodie argute. La Rai ha il nuovo Fiorello

Virginia Raffaele: una bomba d'allegria risveglia la Tv
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Claudia Sarritzu Modifica articolo

19 Maggio 2017 - 11.06


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Virginia Raffaele ieri sera ha vinto, la prima puntata di Facciamo che ero io, dove si è mossa fra imitazioni e monologhi da artista navigata, è andata alla grande. Ha vinto con lei la Rai, gli spettatori e le donne, sì le donne, per la prima volta protagoniste e non spalle ammaestrate di uno show tv in prima serata.  
«Facciamo che io ero» è la frase che dicono i bambini quando sognano di essere qualcun altro. E Virginia Raffaele ieri ha dimostrato che è riuscita a ricordasi quell’emozione del gioco della trasformazione che solo i bimbi conoscono. E’ un’artsta con una pluralità di anime, sa cantare, ballare, imitare, interpretare, far ridere, far riflettere, e fare anche un po’ la trapezista come sua nonna e sua bisnonna.  Ha iniziato nei panni di se stessa, forse la cosa più difficile, ha portato in scena i suoi antenati acrobati e la sua passione per lo spettacolo. E che spettacolo!
Durante la trasmissione è diventata Fiorella Mannoia che sfotte Francesco Gabbani («Io non ce l’ho con te per aver vinto Sanremo, ma ti auguro di fare la fine di Giò Di Tonno e dei Jalisse») passando per Bianca Berlinguer che se la prende con il regista di #CartaBianca («ma chi l’ha tagliata sta scena, Robespierre?»).

Ha dimostrato pure di non sfigurare ballando con Roberto Bolle, con una presa d’angelo mozzafiato alla Patrick Swayze e Jennifer Grey in Dirty Dancing, senza sembrare goffa. 

Ha fatto servizio pubblico ieri Virginia, recitando un monologo contro l’omofobia e la transfobia senza cadere nella banalità. E ne avevamo bisogno, tanto bisogno dopo che la Rai ha dato spazio per anni a persone come Paola Perego (niente di personale, ma i suoi programmi non mi piacciono). 

Ma soprattutto ieri questa grandissima artista ha lanciato un messaggio importante ai giovani. Che non si arriva in Tv (e in nessun campo lavorativo) e si fa una stragrande bella figura se non con anni di gavetta. Che la qualità è lentezza e pazienza, perseveranza. Che in tv una donna non deve per sempre ricoprire solo il ruolo della comparsa ma sa essere anche protagonista indiscussa del palcoscenico. E questo successo si ottiene solo se sei brava e competente e talentuosa. Non basta essere bella, bisogna essere intelligenti e avere qualcosa da comunicare. 

Per una volta va detto: grazie Rai! Grazie Virginia Raffaele. 

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