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Nasce la Fondazione Giovanni Lindo Ferretti #trafraneviadotti

La Fondazione nasce per operare in una quotidianità che fa del non abbandonare la propria terra, la propria storia. Una campagna di crowdfunding per sostenere il progetto.

Nasce la Fondazione Giovanni Lindo Ferretti #trafraneviadotti
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4 Giugno 2015 - 11.47


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La Fondazione Giovanni Lindo Ferretti SAGA il canto dei monti nasce il 19 dicembre 2014 con lo scopo di preservare e tramandare la necessità e il piacere di vivere in montagna in un tempo in cui il mondo si sgretola, rovina su di sé, scivola in basso, al piano, in città; operando in una quotidianità che fa del non abbandonare la propria terra, la propria storia, l’indiscutibile priorità.

Siamo a Collagna, alta valle del Secchia, nell’appennino reggiano. La sede è una azienda agricola risalente gli anni’60 posizionata, oggi, tra una frana e un viadotto, in un territorio densamente spopolato, abbandonato all’incuria e destinato all’inselvaticamento.

La Fondazione si propone come luogo di formazione e sviluppo di una disciplina umanistica, fisica e mentale, storica e geografica. Riconosce nel cavallo maremmano e d’Appennino, nell’allevare ed addestrare, il legame incarnato con la tradizione e il territorio; ne fa il proprio alleato nella necessità di conservare, tramandare, trasfigurare e rigenerare.

La Fondazione individua nel teatro, un teatro di uomini cavalli e montagne la forma principe del proprio operare, senza tralasciare ma utilizzando ogni espressione artistica, ogni dimensione culturale sia tradizionale, che innovativa e sperimentale.

La campagna

La Fondazione Giovanni Lindo Ferretti SAGA il canto dei monti organizza [url”una campagna di crowdfunding del valore di 100.000 euro”]https://www.derev.com/it/trafraneviadotti[/url], un decimo del valore complessivo dell’investimento in atto, per supportare lo sviluppo di attività legate al consolidamento dell’azienda agricola e della stalla, alla costruzione di un’arena all’aperto, allo sviluppo delle discipline equestri, teatrali ed artistiche, alla rigenerazione di una civiltà del vivere sui monti.
“Quello che andiamo perorando è un miracolo, ma i miracoli accadono.”

I luoghi

Collagna è la stalla, dimora quotidiana, allevamento e cura, in cui uomini e cavalli, rinvigorendo e trasfigurando un antico patto, ne sperimentano attualità e validità, ne intuiscono le possibilità di sviluppo, la necessità di potenziarlo.
Collagna è l’arena coperta, il luogo in cui la relazione uomo-cavallo si esplica, si affina, iene offerta alla narrazione.
Collagna sarà un’arena all’aperto per ampliare lo sguardo, aprirlo all’orizzonte.
Cerreto Alpi è il borgo: il luogo della dimensione culturale, una relazione conviviale attraverso l’arte e i suoi linguaggi.
Tutto intorno le montagne come un abbraccio rigenerante.
Ci sarà un Eremo: distacco dalla contingenza, ascesa al silenzio, cammino nel tempo.

Gli obiettivi intermedi 

1. Fieno annuale pari a                                                                                                10.000€
2. Mangime annuale pari a                                                                                          12.000€
3. Sistemazione parziale agibilità stalla pari a                                                              16.500€
4. Segatura annuale pari a                                                                                            8.400€
5. Maniscalco annuale pari a                                                                                         9.600€
6. Materiale annuale consumo stalla e arena e utenze pari a                                       8.500€
7. Completamento stalla ad uso scuderia pari a                                                          15.500€
8. Attivazione lavori costruzione arena all’aperto pari a                                               19.500€

Origini e nascita del progetto

La Fondazione eredita una storia che si sviluppa dall’estate 2010, quando nasce la Corte Transumante di Nasseta, libera compagnia di uomini, cavalli e montagne. Elegante, Scricciolo, Socrate, Tancredi, Verbena: cavalli maremmani; Tre e L’Una: cavalli di montagna; Giovanni Lindo, Marcello e Cinzia, un pugno di amici nel bisogno.

I primi due anni sono scanditi, nella dimensione pubblica, da piccoli spettacoli equestri, nel segno della monta tradizionale maremmana, che raccolgono, con stupore, un sentito consenso e diventano sprone nelle incertezze di un cammino appena iniziato. È la dimora della Corte il grande problema attorno cui, da subito, si gioca la sopravvivenza e la possibilità di sviluppo del progetto che va delineandosi. Il rapporto di collaborazione, sinergia pubblico/privato con il Parco nazionale dell’Appennino tosco emiliano, ipotizzato e concordato come sviluppo e potenziamento si rivela, nella realtà dell’operare, un rapporto fallimentare. Buoni proponimenti e parole vane contro le ineludibili necessità quotidiane. Ci ha costretti a due anni di prigionia in un centro ippico dell’alta Lunigiana per la cui gestione avevamo vinto il bando di assegnazione ma di cui non siamo riusciti a formalizzare il contratto a fronte di scadenze inevase, soluzioni rinviate, formulazioni sempre più labili e infine la latitanza degli interlocutori. Nel frattempo sperimentavamo l’impossibilità di costruire una stalla, un fienile, un’arena coperta: difficile crederlo ma la somma delle norme burocratiche ha prodotto una paralisi totale e al contempo una spasmodica ricerca di progettualità teorica ad uso politico. Senza perderci d’animo, con l’angoscia di non riuscire a salvare il branco di cavalli che cresceva e nascevano i primi puledri, ci siamo dedicati completamente al solo progetto che giorno dopo giorno si delineava nelle sua concretezza dipendendo esclusivamente dal nostro operare, dalle nostre capacità: la nascita e lo sviluppo di un teatro equestre. Un teatro in vertiginosa crescita, un pubblico affezionato, un palcoscenico senza una dimora in cui vivere, da cui partire e a cui tornare.

Nell’autunno 2014 l’esperienza della Corte Transumante di Nasseta si è consumata, raggiungendo il punto di non ritorno: le fattrici e i puledri al pascolo brado, 12 cavalli in addestramento in una stalla da abbandonare entro l’anno e l’inverno incombente. Per continuare ad esistere la Corte avrebbe dovuto abbandonare le montagne che l’hanno generata e sono sua ragione d’essere profonda; le proposte non mancavano ma ogni possibile decisione sarebbe stata una scelta suicida. Eccolo il paradosso della montagna contemporanea: si moltiplicano le istituzioni preposte alla progettualità e al controllo, si producono certificazioni, piani di recupero di crescita e sviluppo fino ad esaurire ogni risorsa ed energia in se stessi, nel formularsi ed essere presentati.

Una possibilità imprevista si è presentata mentre si consumava l’ultima speranza. L’unica azienda agricola del crinale, comprendente tutte le strutture per noi indispensabili, è stata messa in vendita. Grazie ad una cospicua donazione, alla ideazione e strutturazione di una Fondazione in grado di fare tesoro di esperienze culturali diverse che vanno a comporre il nostro patrimonio, capace di attrarre nuove competenze e stimolare nuove progettualità, la visione della Corte Transumante di Nasseta si è trasfigurata e rigenerata in Fondazione Giovanni Lindo Ferretti SAGA il canto dei monti. Non è la glorificazione di un nome piuttosto l’accettazione di un destino, ma in ottima compagnia.

Se la nostra montagna frana irrimediabilmente, frana la terra e si sgretolano le comunità che la abitano, e l’unica contromisura messa in atto è la costruzione di viadotti e gallerie ad agevolare il transito, noi accettiamo la sfida di questo nostro tempo: tra una frana e un viadotto costruiamo la nostra dimora di uomini e cavalli per essere argine, far fronte nella quotidianità dell’operare, secondo le nostre capacità, allo sgretolamento in atto.

la montagna vive e vivrà finché dura il dolore, la gioia, la pietà di chi la abita e ne ringrazia il Cielo

 

SAGA il canto dei monti è teatro, nasce da un pensiero che si fa racconto: una voce, una musica, una cadenza. È barbarico, messo in scena da un branco di cavalli e un pugno di uomini, tra polvere, sudore e dedizione nella disciplina di un arcaico patto. Un fabbro maniscalco, un musico d’antichi strumenti, un bardo cantore. È montano, nato sui monti per i monti, fissa gesti, posture, modalità dell’essere che, radicati nell’epica, segnano un’appartenenza. Si muove con ritmi da transumanza, bivacca in accampamento.
Un teatro del tramonto: tramonto del giorno, tramonto di un’era.

Come sta facendo il sole, giù nel mare, dietro il monte
similmente, a voi, la fronte chino prima di iniziare.
In questa incerta ora, narrerò di vita e morte
di cavalli, di montagne, di una vacillante sorte.

I Rewards

La campagna prevede la formula reward based,
fondata sull’idea di rendere omaggio ai sostenitori introducendoli ai luoghi, alle esperienze, sedimentando tracce del loro passaggio col desiderio di aprire spazi di contiguità, intrecciare racconti; contribuire alla rigenerazione di una civiltà del vivere sui monti che per radicarsi deve trovare nuove risorse, aprirsi a nuovi sguardi, scoprire nuovi gesti.

Nota Rewards

I donatori saranno contattati personalmente sull’aggiornamento delle date definitive in cui si terranno le giornate e i week end in Fondazione.

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