Yoko Ono conquista Los Angeles con la retrospettiva "Music of the Mind" | Giornale dello Spettacolo
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Yoko Ono conquista Los Angeles con la retrospettiva "Music of the Mind"

L'esposizione ad ingresso gratuito, installata al museo di arte contemporanea "The Broad" della città californiana, sarà aperta al pubblico fino all'11 ottobre 2026

Yoko Ono conquista Los Angeles con la retrospettiva "Music of the Mind"
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24 Maggio 2026 - 17.40 Culture


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Un viaggio nel tempo fra musica e attivismo. Potremmo descrivere con queste poche parole “Yoko Ono: Music of the Mind“, l’esposizione, visitabile fino all’11 ottobre 2026, che offre un percorso completo attraverso le diverse fasi della carriera dell’artista e musicista giapponese naturalizzata statunitense.

Tra le opere più celebri che sarà possibile ammirare spicca il video della performance “Cut Piece” del 1964, un momento iconico in cui il pubblico venne invitato a tagliare lentamente i vestiti dell’artista, evidenziando il suo approccio volto all’interazione e il coinvolgimento diretto degli spettatori assiepati in massa sotto al palcoscenico.

La mostra, realizzata con la collaborazione della galleria d’arte Tate Modern di Londra, include anche le “istruzioni poetiche” e concettuali del suo libro intitolato “Grapefruit“, con appunti originali scritti (a matita) o dattiloscritti in lingua giapponese. Tuttavia, ampio spazio è dedicato a video, fotografie e soprattutto installazioni interattive, che sollecitano la partecipazione attiva dei visitatori, come per esempio una parete dove è possibile piantare dei chiodi o una barchetta “del rifugiato” da colorare con pennarelli, facendo sì che il pubblico diventi parte integrante della creazione artistica.

Non poteva di certo mancare una un’ampia sezione dedicata al periodo successivo all’incontro di Yoko Ono con John Lennon, avvenuto nel 1966 alla Indica Gallery di Londra. Qui è possibile ammirare la “storica” scala con lente di ingrandimento, simbolo dell’esibizione che sancì l’inizio della loro storica collaborazione, durata fino all’improvvisa scomparsa dell’ex membro dei Beatles nella serata dell’8 dicembre del 1980.

Inoltre, sono esposti anche dei disegni originali creati per le campagne pacifiste condotte insieme a Lennon, ritagli di giornale e fotografie d’epoca, tra cui una parete interamente dedicata al manifesto “War is over, if you want to“, il quale, mentre il boato delle bombe in Vietnam si diffondeva a macchia d’olio in tutto il mondo, voleva scuotere le coscienze e riaccendere il desiderio di pace nei cuori delle persone.

Tuttavia, sotto la curatela di Sarah Loyer l’esposizione estende il suo messaggio anche oltre le mura del museo, grazie ad un’iniziativa urbana parallela. In altre parole, in concomitanza con l’apertura della mostra sette billboard (cartelloni) digitali lungo i “boulevard” di Hollywood e Sunset proiettano degli slogan iconici delle campagne di Ono e Lennon, quali “Imagine Peace“, “Think Peace” e “Peace is Power“.

Insomma, una nuova mostra nel cuore degli Stati Uniti d’America è pronta ad accogliere quante più persone possibili, con la speranza che i numerosi messaggi pacifisti lanciati da Yoko Ono non rimangano inascoltati.

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