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Niente libertà vigilata a Chapman, l’omicida di John Lennon

Per il Board of People liberarlo “potrebbe indurre qualcuno a emularlo spinto da odio, vendetta o desiderio di notorietà”. No per la decima volta

Niente libertà vigilata a Chapman, l’omicida di John Lennon

GdS

24 Agosto 2018 - 17.22


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L’8 dicembre 1980 Mark David Chapman uccise per strada John Lennon perché era John Lennon. Lo assassinò davanti al Dakota Building di New York, dove l’ex Beatles viveva insieme a Yoko Ono. Il 63enne Chapman ha chiesto un’altra volta la libertà vigilata e per la decima volta ha ricevuto un secco no. Con motivazioni precise: per il Board of People, organismo chiamato a vagliare la richiesta, liberarlo sarebbe un atto “incompatibile con il benessere e la sicurezza della società”. Oltre a
“mitigare la gravità del crimine commesso”, la liberazione “potrebbe costituire un serio rischio per la sicurezza pubblica, perché potrebbe indurre qualcuno ad emulare il gesto, spinto da odio o desiderio di vendetta, oltre che dalla ricerca di notorietà”
Perciò Chapman deve restare nella prigione di massima sicurezza Wende Correctional Facility.

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