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La “prima” alla Scala vuota, un gala tv e web che non “misura” la politica

Nell’era Covid arie d’opera, balletti e letture, con artisti come Alagna, Bolle, Eleonora Buratto, Chailly sul podio. Musiche da Rossini a Boosta

La “prima” alla Scala vuota, un gala tv e web che non “misura” la politica

admin

6 Dicembre 2020 - 20.29


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In un anno così devastante anche il rito musical-mondano-politico per antonomasia, la “prima” della Scala del 7 dicembre, come saprete ha dovuto cambiare totalmente registro: invece della “Lucia di Lammermoor” di Gaetano Donizetti Riccardo Chailly dirigerà un gala di cantanti con inserti di letture di cinema, poesia e balletto in un teatro vuoto e in una serata strutturata appositamente per la tv, il web e l’immancabile e indispensabile radio. Per una buona ragione: prevenire il contagio quando un appuntamento simile avrebbe rischiato di essere una festa pagata a caro prezzo. D’altro canto il soprintendente Dominique Meyer voleva tanto la “Lucia”, ma quando il Covid ha fatto irruzione e contagiato coristi e poi qualche musicista del teatro ha dovuto rinunciare e ripiegare su un’altra via.

Senza pubblico non si misura il clima politico

In una sala senza folla, fotografi, cronisti, politici e, come si diceva un tempo, “presenzialisti” della mondanità, manca pertanto la serata che tradizionalmente fa la gioia degli amanti del gossip, dei commentatori sugli abiti, come degli osservatori della politica: il 7 dicembre milanese infatti è sempre stato anche altro da un appuntamento musicale, si è configurato come un termometro di cosa vibra nell’aria, sia a livello nazionale che cittadino, dalle proteste in piazza quando ci sono ai recenti applausi a scena aperta a presidenti come Sergio Mattarella. Nel dicembre 2021, quando speriamo che le nostre vite avranno ripreso il corso consueto, vedremo se l’appuntamento manterrà il suo valore simbolico – pensiamo di sì – oppure il cambiamento di quest’anno, nel clima intorno allo spettacolo, avrà effetti duraturi. Potrebbe essere che il rito manterrà il suo valore ma che non funzionerà più tanto come termometro del clima del momento: qualcosa del genere in fondo era nell’aria.

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“A riveder le stelle” da Rossini a Boosta e Caterina Murino
Andiamo allora al programma della serata. Che ha un titolo che vuol essere beneaugurante per il 2021, “A riveder le stelle” e riprende il verso finale della “Divina commedia”, oltre tutto perché il prossimo è l’anno del settimo centenario della morte di Dante. Con Chailly sul podio la regia è sempre di Davide Livermore e partecipa tutta la “famiglia” scaligera: l’orchestra, il coro preparato da Bruno Casoni, i ballerini diretti da Michele Gamba e le maestranze. Sotto vi diamo il link al cast completo ma il parterre degli artisti è in effetti di alto livello. Tra arie e balletto sulle musiche si va sul classico sicuro con 31 brani e un paio di inserimenti d’autore a sorpresa: Rossini, Donizetti, Bizet, Čajkovskij, Massenet, Verdi, Wagner, Puccini, più il novecentesco Satie e l’outsider (almeno in apparenza) Davide Boosta Dileo, che tra tante attività ha fondato i Subsonica e ha quindi tutt’altro retroterra.
Oltre a Roberto Bolle e Nicoletta Manni tra le étoile, la sequenza dei cantanti (ben 25) vede tra altri intonare arie d’opera Roberto Alagna, Eleonora Buratto, Placido Domingo, Juan Diego Florez, Elīna Garanča, Francesco Meli, Marina Rebeka, Luca Salsi, solo per citarne alcuni senza stilare un elenco del telefono. A legare i brani intervengono attori di prosa, tv e cinema come Caterina Murino, Giancarlo Judica Cordiglia e Claudio Bisio che a loro volta interpretano testi narrati che vanno dalle lettere di Verdi a Victor Hugo, da Montale a Sting.

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L’Inno di Mameli, Popolizio e stilisti
Pur senza sindaco, ministri e pubblico in sala, l’attacco rimane immutato come da tradizione: l’Inno di Mameli. Cui segue l’attore Massimo Popolizio che interpreta passi di Ingmar Bergman e dello scomparso Ezio Bosso. Poiché anche la moda vuole la sua parte, ed è una voce determinante sia nell’economia sia nella nostra cultura creativa, la Scala ricorda come le cantanti indossino abiti firmati da stilisti selezionati con la Camera della Moda quali Giorgio Armani, Domenico Dolce e Stefano Gabbana e altri.

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In tv e web, con Milly Carlucci e Bruno Vespa e in diretta radio
La diretta tv non è una novità, di per sé. Trattandosi di un evento ad alta gradazione mediatica, ha come conduttori Milly Carlucci e Bruno Vespa, che occasioni simili non vuole perderle. La diretta inizia alle 16.45 su Rai Cultura in Eurovisione su Rai1, Radio3 con il circuito Euroradio e in streaming su Raiplay. Lo spettacolo inizia alle 17 per finire alle 20. E che si possa vedere in tv e online è cosa che fa piacere e conforterà tanti.

Per la serata “A riveder le stelle” del 7 dicembre sul sito della Scala clicca qui

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