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La Scala apre con “Tosca”, storia di molestie del malvagio Scarpia

Sabato 7 la “prima” con Chailly sul podio, Anna Netrebko protagonista, Mattarella in sala. In scena la prima versione poi mai più rappresentata

La Scala apre con “Tosca”, storia di molestie del malvagio Scarpia

GdS

4 Dicembre 2019 - 13.22


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La Scala di Milano apre la stagione 2019-20, nella consueta data del 7 dicembre questo sabato alle 18, con la Tosca di Giacomo Puccini. Con Riccardo Chailly sul podio dell’orchestra e coro del teatro, la star della lirica Anna Netrebko come protagonista, la regia di Davide Livermore e un argomento che non va eluso, tanto più dopo la diffusione nello spettacolo del fenomeno antimolestie e antiviolenze #metoo: il malvagio Scarpia (impersonato da Luca Salsi) vuole la bella Tosca a qualunque costo nonostante lei lo rifiuti e le prometterà di salvare la vita all’amato Cavaradossi (interpretato da Francesco Meli) solo se lei cederà.

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All’Ansa Chailly ha detto che l’opera scritta nel 1900 “è uno squarcio sul futuro di tutto quello che viene più di un secolo dopo. La modernità del soggetto, la grandezza della musica di Puccini rende Tosca attualissima, credibilissima e affiancabile a realtà ahimè molto crude e dure della nostra società”. “Spero che la storia non valga per il futuro ma per la contemporaneità sì”, ha fatto eco Livermore.

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Lo spettacolo ambientato a Roma, a partire dalla chiesa di Sant’Andrea della Valle e in Castel Sant’Angelo, andrà in diretta su Rai1, a cura di Rai Cultura, con la conduzione di Milly Carlucci e Antonio Di Bella e poi resterà per 14 giorni anche su RaiPlay, e in diretta su Radio3. Per Alexander Peirera è l’ultima “prima” da soprintendente a Milano: poi va al Maggio Musicale Fiorentino e lo sostituisce alla Scala Dominique Meyer.

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Tra gli ospiti ci saranno il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la vicepresidente della Consulta Marta Cartabia, il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora e il viceministro dell’Economia Antonio Misiani. I biglietti hanno raggiunto perfino i tremila euro di costo.

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