Enrico Pieranunzi in streaming: la musica ai tempi del Coronavirus

Il pianista jazz ha eseguito il primo di un poker di concerti da casa: dalle sue composizioni allo spiazzante Domenico Scarlatti

Enrico Pieranunzi

Enrico Pieranunzi

GdS 21 maggio 2020
di Giuseppe Costigliola

L’arte, in qualche modo, sta rispondendo al tremendo attacco sferrato dal virus che ci ha stravolti. La vita, la creatività, devono andare avanti e anche gli artisti, trovandosi ad affrontare una situazione esistenziale del tutto nuova, provano a lanciare una sfida, innanzitutto a se stessi, alle proprie capacità di fronteggiare una esperienza così drammatica. E, in attesa del ritorno alla normalità, passano al contrattacco.
I primi concerti casalinghi del periodo di quarantena, all’insegna del fai da te, si stanno infatti evolvendo su un piano più professionale, con dei live streaming a pagamento, curati nei dettagli,
con allestimenti di veri e propri set e riprese audio-video di livello professionale. L’obiettivo di questa nuova forma di eventi non è solo quello di supportare gli artisti e le agenzie che lavorano per loro, ma anche quello di sottolineare che la musica ha un imprescindibile valore culturale e sociale, oltre che economico.

Anche il mondo del jazz e della classica sta uscendo dal torpore procurato dalla quarantena, e ha suscitato grande interesse la decisione di organizzare quattro concerti live in solo streaming di uno dei maggiori pianisti italiani contemporanei, Enrico Pieranunzi, con repertori molto diversi.
Ieri è andato in onda il primo appuntamento, dalla sua abitazione, “Plays Scarlatti”, i prossimi concerti sono previsti per il 27 maggio (“My songs”, dedicato alle sue composizioni, con brani imperdibili come “Night Bird”, Don’t forget the poet”, “Les amants”, “Je ne sais quoi”), il 3 giugno (“Fellinijazz”, dove si proporranno allestimenti pianistici dei temi tratti dai film del Maestro riminese), e il 10 giugno (“New Songs”, con una selezione di brani scritti da Pieranunzi negli ultimi mesi, un viaggio sonoro che ripercorre questo strano periodo vissuto in una situazione così complicata). Gli eventi, della durata di un’ora e mezza, sono organizzati dall’agenzia International Music and Arts, il costo è 3,99 euro l’uno, o 14 per il pacchetto completo (i concerti si possono vedere anche in forma registrata), l’orario d’inizio è alle 18.30. Chi fosse interessato può visitare i siti internationalmusic.it e enricopieranunzi.com, o la pagina Facebook del pianista.

Il concerto di apertura di questo poker in streaming è stato formidabile. Pieranunzi ha presentato ad un pubblico eterogeneo per lingue e geografia (lo hanno seguito da numerose nazioni europee, dal Giappone e dal Sud America: su questa unicità rispetto ai concerti in presenza varrà la pena di riflettere) una delle proprie esperienze musicali più creative ed originali, che si è concretizzata in un celebre disco: la rivisitazione del geniale universo musicale di Domenico Scarlatti, compositore vissuto dal 1685 al 1757 che conserva una modernità per certi versi spiazzante, affrontato con “trasgressivo rispetto” e con la straordinaria tecnica improvvisativa che gli esperti del jazz riconoscono al pianista romano.

Il concerto – con ottime riprese e un audio di livello – si è aperto con la ritmata e frizzante sonata K531, che ben si presta alle travolgenti improvvisazioni di Pieranunzi, ed è proseguito con la dolce ed elegiaca K9, quindi con la K239, aperta da un’introduzione dal ritmo indiavolato, giocata sui semitoni. I brani sono stati inframmezzati dalle sagaci spiegazioni del pianista, che è apparso emotivamente molto coinvolto, e che ha presentato a grandi linee al pubblico virtuale la figura di Scarlatti e la sua musica, chiarendo il modus operandi col quale veniva “trasgredito”: un rispettoso e creativo gioco con le ritmiche scarlattiane, un entrare e un uscire continuo dalle sue sonorità in una sincretica creazione.

Il concerto è proseguito con la sonata K 377, introdotta da un preludio improvvisativo caratterizzato da spezzature ritmiche, con la splendida melodiosa K208, la trascinante K492, con la sua commistione di forma sonata e di elementi folclorici italiani e spagnoli, quindi con un brano d’autore, “Horizontes finales”, un “omaggio all’ispanità di Scarlatti” che dimostra limpidamente l’empatia del pianista romano con il grande compositore napoletano, brano nel quale ci è parso di cogliere anche delle suggestioni spagnoleggianti alla Chick Corea, quasi un simbolico viaggio nel tempo, nelle culture e nello spazio che solo il jazz può realizzare.
Pieranunzi ha poi eseguito la virtuosistica K3 (“potenzialmente un pezzo di jazz”), con un’improvvisazione che ha rivaleggiato con l’originale, quindi la K183, sonata piena di pathos. Il concerto è terminato con la K159, la celebre tarantella, che il pianista si è divertito a innaffiare con spruzzate di swing, prima di virare nel blues: brano che, se ce ne fosse ancora bisogno, ha dimostrato la notevole plasticità stilistica, l’assoluta padronanza ritmica e timbrica raggiunta da Pieranunzi, che gli permettono di trovarsi a proprio agio con ogni registro.
A giudicare dalle emozioni provate, questo esperimento di musica “in assenza”, o comunque “non in presenza”, può dirsi perfettamente riuscito. Anche l’artista, che ha salutato in varie lingue il suo pubblico, “presenza immaginata”, ha dato la sensazione di aver apprezzato questa forse perturbante esperienza, di aver brillantemente superato la difficoltà di doversi immaginare un audience virtuale. Di certo, questi concerti live streaming costituiscono un modo per rivendicare un ruolo più centrale alla musica di qualità, in particolare al jazz e alla classica, penalizzati dal mercato. Soprattutto, rappresentano una reazione, una risposta all’attuale scenario di emergenza che rischia di paralizzare ogni risorsa umana e creativa – in ultima analisi, sono una risposta di vita alla morte.