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La Siae di Mogol: artisti, dite sì all'obbligo del 33% di musica italiana nelle radio

La Società con il suo presidente invita i suoi autori a schierarsi per la proposta di Morelli, deputato già direttore di Radio Padania

La Siae di Mogol: artisti, dite sì all'obbligo del 33% di musica italiana nelle radio

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26 Febbraio 2019 - 13.08


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La Siae indossa una giacca che potremmo facilmente definire “sovranista” attraverso il suo presidente, il paroliere Mogol, all’anagrafe Giulio Rapetti. Il quale abbraccia la proposta di Alessandro Morelli, oggi presidente della commissione Trasporti e telecomunicazioni della Camera, che fino allo scorso anno dirigeva Radio Padania: obbligare tutte le radio italiane, pubbliche private, a trasmettere ogni giorno per almeno un terzo (il 33%) musica “opera di autori e di artisti italiani e incisa e prodotta in Italia”.
Mogol ha spedito una lettera a sua firma a tutti gli associati affinché appoggino la proposta: “Tale iniziativa avrebbe un impatto positivo sul mercato radiofonico italiano, generando maggiori introiti in diritti d’autore e in diritti connessi e contribuendo ad aumentare la quantità di musica prodotta in Italia”.

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Per Mogol “la proposta di legge richiama altri esempi in Europa, come il sistema delle quote, utilizzato da molto tempo in Francia”. “In base ai nostri dati medi di ripartizione dei diritti d’autore, relativi al periodo 2010-2017, su 10 stazioni radiofoniche, soltanto 4 rispetterebbero la soglia del 33% della proposta di legge”. Repubblica.it però riferisce dei dati che cambiano il quadro rispetto a quello disegnato dalla Siae: “Nel 2018 tra i 30 artisti più venduti 29 sono italiani, e nella top ten dei singoli più venduti (streaming e download inclusi) ci sono solo tre canzoni internazionali e cinque in quella dei brani trasmessi delle radio”.

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Morelli ha lanciato la sua proposta dopo il festival di Sanremo vinto da Mahmood (italiano a tutti gli effetti e nato a Milano). “Chiedo a tutti voi di contribuire a questa battaglia per la valorizzazione della nostra musica nelle radio – termina la lettera inviata via mail da Mogol – Qualsiasi vostra iniziativa sarà preziosa affinché si affermi il principio che la musica italiana fa parte del nostro patrimonio culturale e in quanto tale va valorizzata e difesa”.

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