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"Turandot" futuribile e folle nella Pechino del 2070 con i russi AES+F

Il Teatro Massimo di Palermo affida video, costumi e scene al collettivo dall'immaginario surreale. Il video

"Turandot" futuribile e folle nella Pechino del 2070 con i russi AES+F

GdS

16 Gennaio 2019 - 17.22


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Il Teatro Massimo di Palermo apre la stagione 2019 con una “Turandot” in cui scene, costumi e video portano la firma dei AES+F. Il collettivo di artisti russi lavora con la fotografia, cinema, tecnologie digitali, ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 2007 e nel 2015 e crea scenari apocalittici: in apparenza del futuro sono immagine affollate di riferimenti all’arte e alle ideologie del passato tra modelle, modelli, una spiccata sensualità anche patinata, montano immagini surreali, spesso spiazzanti, tra incroci culturali di ogni tipo e una cultura visiva che potremmo dire neobarocca. Stavolta la fiaba di Carlo Gozzi è ambientata in una Pechino del 2070.

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Da sabato 19 fino al 27 gennaio l’ultima opera di Puccini (che non completò lui perché morì prima) viene rappresentata con la regia di Fabio Cherstich e sul podio Gabriele Ferro il qual ha scelto, tra i due finali scritti da Franco Alfano, quello eseguito da Toscanini. Gli AES+F garantiscono una “Turandot” carica di sorprese, molto globalizzata, multietnica, fantascientifica. I video per la “Turandot” saranno esposti al Lakhta Center di San Pietroburgo.

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