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Maurizio, cinque minuti per sempre

Il famoso cantante se ne è andato per un male incurabile. Dal beat dei New Dada alle ballate da solista, dalla sexy music al punk e all'elettronica coi Krisma, era sempre avanti.

Maurizio, cinque minuti per sempre
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30 Gennaio 2015 - 14.17


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di Francesco Troncarelli

Lui era sempre prima, all’avanguardia, capace di reinventarsi e dare sempre tutto nel nuovo progetto che abbracciava anima e corpo. Un’idealista della musica ma anche un animatore della scena nel vero senso della parola.

Maurizio Arcieri, meglio noto semplicemente col nome di battesimo, Maurizio, che se ne è andato per un male incurabile, è stato un protagonista del mondo dello spettacolo. Dal beat dei New Dada alle ballate da solista, dalla sexy music al punk e all’elettronica coi Krisma, era sempre un passo avanti.

Era da tempo fuori dal grande giro e dal barnum mediatico (proprio lui che era un personaggio nato), ma restava un’icona per chi lo aveva conosciuto come un bel tenebroso degli anni giovanili e come eccezionale performer degli anni della maturità.

Aveva cominciato col beat, con il complesso milanese dei New Dada, uno de tanti esplosi all’epoca del boom dei “capelloni”, lui ne era il frontman con una voce particolare un po’ nasale e le movenze giuste sul palco che attiravano soprattutto gli sguardi e gli applausi delle “ragazze ye ye”, come venivano chiamate le giovanissime di quegli anni.

Subito famosi, tanto da essere chiamati ad aprire i concerti dei Beatles nella loro celebre tournèe italiana. “Batti pugni” il loro primo grande successo arrivato terzo al Cantagiro dopo “Io ho in mente te “ dell’Equipe 84 “Che colpa abbiamo noi” dei Rokes, due brani manifesto del beat.

Poi la carriera da solista, con brani-cult come “Cinque minuti e poi” e “L’amore è blu”, film e fotoromanzi a raffica. Una parentesi della sua vita e carriera, forse la più pop, perché Maurizio, capello biondo e sguardo che penetrava, virò ancora una volta nella musica rock, poi passò al punk per approdare infine nella elettronica, inseguendo nelle sue stagioni della vita e professione, nuove atmosfere e nuovi stimoli.

Per dirne una, negli anni a ridosso del ’77 si tagliò un dito davanti al pubblico di un suo concerto creando scandalo e stupore. Gli anni dei Krisma poi, il duo che fondò insieme alla compagna di sempre Christina Moser, sono stati, certamente, quelli più intensi dal punto di vista creativo, il periodo della cosidetta sexy music che loro incarnavano benissimo. Successi come Water, Cathode Mama e Many Kisses, hanno fatto colpo in un certo tipo di pubblico non tradizionale che li seguiva passo dopo passo.

I Krisma hanno sperimentato e collaborato con numerosi artisti di livello tra cui Franco Battiato, Vangelis e Subsonica e prima di tutti hanno aperto un canale satellitare negli anni ’90 mentre negli anni duemila erano stati ospiti fissi del “Chiambretti Night”.

Aveva 72 anni e da ormai oltre 10 anni viveva con la compagna a Castelveccana, buen retiro tra le Prealpi e il lago Maggiore dopo una carriera vissuta a mille tra l’Italia e l’estero. Al suo fianco, sino all’ultimo, la sua Christina, vera e propria passione della sua vita insieme alla musica.

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