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La moglie di Brizzi difende il marito: contro di lui un tribunale mediatico

Lettera di Claudia Zanella: la persona descritta non è quella che conosco, anche quella contro me e mia figlia è violenza sulle donne visto che devo vivere barricata

La moglie di Brizzi difende il marito: contro di lui un tribunale mediatico

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15 Novembre 2017 - 22.12


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Prima brevi parole, ora una difesa a tutto tondo; mi addolora molto ascoltare le accuse che sono state rivolte a Fausto in questi giorni perché non corrispondono in nessun modo alla persona che conosco, pur nutrendo il massimo rispetto per le donne che si sono sentite ferite”.
Così Claudia Zanella, moglie del regista Fausto Brizzi, con una lettera indirizzata ai direttori di alcuni quotidiani, interviene sulla bufera che si è abbattuta sul marito accusato di presunti abusi sessuali da dieci ragazze.
“Mi spiace – aggiunge Zanella – anche perché a prescindere dal fatto che l’imputato in questo tribunale mediatico sia mio marito, non trovo affatto corretto per nessuno essere descritto come il peggiore dei criminali”. E aggiunge: “In questo momento gli sono vicina perché così avviene tra una moglie e un marito quando si affrontano periodi difficili”.
Per Zanella davanti alla violenza o all’abuso “bisogna correre dai carabinieri e denunciare”, mentre davanti a un’avance sgradita si deve “rispondere con un secco ‘no’, e andarcene, come ho fatto io stessa molte volte in questi anni nell’ambiente del cinema, della televisione e della moda”. E conclude dicendo che anche quella che si sta consumando contro lei e sua figlia “può essere considerata violenza sulle donne”: Zanella scrive infatti di essere “barricata in casa da 5 giorni e non posso nemmeno portare mia figlia di un anno e mezzo al parco, perché sotto al nostro portone ci sono giornalisti e paparazzi a qualsiasi ora del giorno e della notte”.

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