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Rosenberg, sceneggiatore di Weinstein: "tutti sapevano delle molestie"

Il regista ha voluto specificare che né lui né altri sapevano delle accuse di stupro, ma che era noto il suo"comportamento eccessivamente aggressivo"

Rosenberg, sceneggiatore di Weinstein: "tutti sapevano delle molestie"

GdS

17 Ottobre 2017 - 15.58


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Lo sceneggiatore vicino a Weinstein ha voluto infine fare una dichiarazione: perduta ora, visto che le parole di cui si componeva sono state pubblicate e poi eliminate su Fb. Ma la stampa americana ha riportato per filo e per segno i contenuti del post.
“Sapevamo della sua fame. Non c’era niente di segreto nella sua voracità”. Stando a quanto sostiene Scott Rosenberg, non erano note le accuse di stupro, ma certamente era chiaro a tutti che il produttore fosse uso a molestare le collaboratrici: perché non hanno parlato prima? perché mantenere la bocca chiusa li facilitava nella carriera, lo sceneggiatore lo ammette chiaramente. Ma “direttori, agenti, attori, giornalisti e politici. Tutti sapevano. Come faccio ad esserne sicuro? Perché ero lì. E vi ho visti. Tutti voi”. “Tutti conoscevamo qualcuno che aveva ricevuto le sue avances. Ma ridevamo della sua arroganza, la vedevamo come una grottesca esibizione di potere. Per noi era molto più semplice credere questo, perché Harvey ci ha fatto vivere i momenti migliori e la gallina dalle uova d’oro non capita molte volte nella vita”.
“Ma che avremmo dovuto fare? A chi avremmo dovuto dirlo? Harvey aveva la stampa in pugno. Avremmo dovuto chiamare la polizia? Per dire cosa? Le vittime hanno scelto di non parlare, ma se lo avessero fatto con i loro agenti, questi ultimi gli avrebbero consigliato di tacere”. Le persone che sapevano erano infatti anche quelle che grazie a Weinstein stavano “troppo bene, facevano un lavoro straordinario e lavoravano a film meravigliosi”.
“Il comportamento di Harvey è la cosa più riprovevole, ma altrettanto scandaloso è l’atteggiamento di chi ora nega e condanna fingendo di non sapere nulla”. Nel suo post, Rosenberg fa ammenda: “Mi dispiace per le donne che hanno dovuto subire tutto questo. Il loro coraggio ha acceso la luce sulla mia vergogna: alla fine dei giochi, anche io sono stato un complice”.

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