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Il manager di Bjork la difende: Von Trier è un bugiardo, è colpevole di molestie

Derek Birkett interviene sul caso di molestie sessuali per difendere la sua artista: il regista dice il falso, è responsabile di abusi fisici e verbali.

Il manager di Bjork la difende: Von Trier è un bugiardo, è colpevole di molestie

GdS

26 Ottobre 2017 - 13.05


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Una polemica che prosegue, anche perché le uniche armi che hanno i due contendenti sono verbali, e tanto tempo è passato. Intanto, il manager di Bjork, il quale lavora con lei da 30 anni, e quindi anche durante il periodo delle riprese di ‘Dancer in the dark’ prende le parti dell’artista. E’ così che Derek Birkett decide di scrivere un post chiaro, informativo, che smentische le affermazioni del regista danese.

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“Non ho mai rilasciato una sola dichiarazione o intervista sul nostro lavoro insieme – ha scritto il manager in un post su Facebook – questa volta è diverso”.
Birkett va dritto al punto e definisce Von Trier un bugiardo. “Ho letto le bugie scritte da Lars e il suo produttore Peter su Björk – inizia il manager – e mi sono sentito obbligato a dire la mia per mettere in ordine i fatti. Negli ultimi 30 anni il progetto “Dancer in the Dark” è il solo e unico progetto in cui ha avuto problemi con un collaboratore. Una conseguenza dovuta al continuo, irrispettoso abuso fisico e verbale del regista, che è continuato anche dopo che io e Bjork abbiamo chiesto di smetterla”. Nononstante questa situazione di tensione, “Björk ha portato a termine il film per rispetto del cast e di tutte le persone coinvolte nelle riprese. Mi sono sentito obbligato a parlare pubblicamente per supportare Björk circa la sua terribile esperienza con Lars Von Trier”.
“Sostengo tutto quello che ha detto Björk al 110%”. Queste parole di Birkett non lasciano dubbi sulle mancanze di Von Trier sul set di “Dancer in The Dark”. L’attrice, che ha conquistato un Oscar grazie alla sua canzone “I’ve Seen it All” inclusa nel film, ha accusato via social il regista di Dogma 95 di averla molestata verbalmente e fisicamente per tutta la durata delle riprese, nonostante gli avesse chiesto di smettere di toccarla. Tra “sussurri indesiderati agghiaccianti” e abbracci non richiesti, Björk aveva dettagliato la pesante atmosfera sul set in un post contrassegnato dall’hashtag #MeToo, nato in supporto delle donne al centro dello scandalo che ha travolto Harvey Weinstein. Il particolareggiato racconto era nato in risposta alle dichiarazioni di Von Trier rilasciate al quotidiano danese “Jyllands-Posten”, in cui il regista parlava solo di una grande inimicizia con l’attrice.

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