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Caro Vecchioni, noi merda lo diamo solo alla mafia

E' bufera dopo le parole del cantautore: 'La Sicilia? Un'isola di merda', pronunciate all'Università di Palermo, durante un incontro che doveva essere formativo, non offensivo.

Caro Vecchioni, noi merda lo diamo solo alla mafia

GdS

4 Dicembre 2015 - 14.19


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di Onofrio Dispenza

Un mio caro amico ha ben scritto: “La cosa che più mi fa arrabbiare è che così Vecchioni rischia di dare ragione ai peggiori difensori della peggiore “sicilitudine” anche sulle cose sulle quali ha ragione…”. Perfetto, Francesco. Perché la sortita di Vecchioni, a Palermo (“La Sicilia? Un’isola di merda”) può avere questo effetto, anzi l’ha già avuto a scorrere i commenti che il cantautore è riuscito a far emergere in Rete. Non usare mezzi termini, come ha fatto Roberto Vecchioni durante una sua lezione all’Università di Palermo, sparando a zero sulla Sicilia, non poteva che avere questa conseguenza, e uno intelligente come pare essere Vecchioni queste cose deve metterle nel conto.

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Per chi non l’avesse ancora letto, ricordiamo le parole di Vecchioni: “In tutti i posti – ha detto – ci sono tre file di macchine in mezzo alla strada e si deve passare con una fatica tremenda, è inutile mascherarsi dietro il fatto che hai il mare più bello del mondo e che hai questo e quello, non basta, sei un’isola di merda”. Parole pronunciate ad un incontro formativo che aveva per titolo “Educare oggi”. Il cantautore avrebbe dovuto parlare di un padre che racconta ad un figlio quello che passa e che resta di un uomo. E l’ha fatto, e non risparmiandosi. Ha tuonato: “Non amo la Sicilia che non si difende”.”La filosofia e la poesia antiche hanno insegnato cos’è la bellezza e la verità, la non paura degli altri, in Sicilia – ha aggiunto – questo non c’è, c’è tutto il contrario. E mi sono chiesto prima di arrivare qui, se dovevo dirle queste cose a voi ragazzi: ‘Perché non una sviolinata? Come siete bravi…avete inventato la Magna Grecia?’ Sinceramente no, io non amo la Sicilia che non si difende”.Ed ancora:”Non amo quest’Isola che rovina la sua intelligenza e la sua cultura… Provo fastidio a vedere come la Sicilia non sia all’altezza di se stessa”.

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Mettendo ordine nella merda. Da siciliani ci capita di dire della Sicilia cose ancor più pesanti di quelle che ci ha regalato, in viaggio ( solo in un comodo e breve viaggio ) Vecchioni. Ma le nostre parole taglienti ( e come sappiamo essere taglienti noi siciliani… ) sono sempre d’amore; d’amore vissuto anche con dolore, e spesso con rabbia. Poi, alla rabbia sostituiamo altri sentimenti, pensando alla Sicilia che è stata all’altezza di se stessa, che è all’altezza di se stessa, e che Vecchioni non conosce, non ricorda, dimentica. Non sto a ricordarla neanche io, tanto meno mi va di ricordarla a Vecchioni. Lui, fatta la provocazione, può rientrare nel suo bello quotidiano che non puzzerà. Io continuerò ad amare e maledire questa mia Isola, che mi è lontana e mi manca. La maledirò ogni qual volta che lo meriterà. Ma non le darò mai della merda, questo disprezzo estremo, volgare e senza appello non ci appartiene, e lo usiamo solo per definire un nemico col quale mai far pace, come la mafia.

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