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'Victoria & Abdul' sbarcano a Venezia: un film che incanta e irride i pregiudizi

Il film di Stephen Frears racconta dell'amicizia tra la regina Vittoria e il giovane commesso indiano e musulmano Abdul Karim

'Victoria & Abdul' sbarcano a Venezia: un film che incanta e irride i pregiudizi

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4 Settembre 2017 - 13.43


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La 74esima mostra di Venezia non cessa mai di stupirci: e lo fa con una incredibile ed intelligente delicatezza.

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‘Victoria & Abdul’ ci racconta della amicizia, vera ed incredibilmente realistica, tra la Regina Vittoria ed un giovane commesso indiano di nome Abdul Karim, musulmano.

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Il regista britannico Stephen Frears non ha certo avuto peli sulla lingua, non nel girare il film e tantomeno nel commentarlo a Venezia: ha anzi affermato che la differenza tra la regina Vittoria e la regina Elisabetta II è, a suo dire, che “quest’ultima non conosce e studia certo l’urdu e il Corano”.

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La storia, insomma, racconta di uno scandalo per la corte britannica dell’epoca, ma che potrebbe sentirsi ancora attuale: specie quando la regina investe il suo amico di prestigiose cariche, mai toccate prima a un islamico.

Quando poi la regina comincia a studiare l’urdu e i testi sacri, sotto la guida di Abdul, la Corte vede sempre con più sospetto il servitore indiano e cerca di distruggerlo. Anche in questo senso poi la battuta del regista de Le relazioni pericolose, sempre nel segno dell’ironia, riguardo all’attuale presidente degli Stati Uniti: “Quando ho fatto questo film ho pensato a un’opera che potesse essere gradita e di ispirazione anche a Donald Trump”.

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Ma al di là dell’inaspettato confronto multiculturale in un Regno d’Inghilterra in pieno impero coloniale, ‘Victoria & Abdul’ racconta principalmente il rapporto davvero singolare tra questo indiano e una regina sempre ai confini tra affetto, interesse culturale e plagio. “Non credo si possa parlare d’amore tra loro – spiega la Dench, che ha già interpretato sua maestà Vittoria nel film La mia regina di Madden -, per questo è così intrigante e complessa questa storia. L’atteggiamento che ha il mio personaggio verso di lui non è solo un sentimento d’amore, ma piuttosto la gioia di una donna anziana di sentirsi rilassata, libera di parlare con qualcuno e anche di farsi insegnare qualcosa”.

E ancora l’attrice britannica, 83 anni, 120 ruoli tra cinema e tv e un premio Oscar nel 1998 per Shakespeare in Love nei panni di Elisabetta I d’Inghilterra: “Tornare nei panni di questa regina iconica certo non me lo aspettavo. C’è come una specie di continuità nel rivisitare questo personaggio e poi racconta una storia stupenda e ho trovato la proposta di Frears irresistibile”. Nel film, basato sull’omonimo romanzo di Shrabani Basu, “io e Judi – spiega Fazal – abbiamo cercato di ripassare il copione e abbiamo lavorato moltissimo insieme proprio per creare questo singolare rapporto. Ho letto poi tantissimi libri su quell’epoca cercando di capire come mai Abdul sia riuscito a creare con la Regina un rapporto così stretto in un tempo in cui dominava un forte razzismo”.

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