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'Nocturama': il controverso film francese apre il Filmmaker 2016

La pellicola di Bertrand Bonello mostra il tentativo di un gruppo di adolescenti di colpire luoghi simbolo di Parigi

'Nocturama': il controverso film francese apre il Filmmaker 2016
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24 Novembre 2016 - 11.23


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Dopo essere stato presentato nella sezione Alice nella Città, durante l’ultima edizione della Festa del Cinema, Nocturama è il film di apertura del festival milanese Filmmaker, in programma dal 25 novembre al 4 dicembre presso lo Spazio Oberdan e l’Arcobaleno Film Center. Acclamato dalla critica e accolto all’uscita in sala da un fiume di polemiche, il film di Bertrand Bonello racconta il tentativo di sprofondare Parigi nell’incubo messo in atto da un gruppo di adolescenti, decisi a mettere a ferro e fuoco la città colpendola in alcuni dei suoi luoghi simbolo, dalla statua di Giovanna d’Arco ai grattacieli della Défense. Tra i ragazzi nessun jihadista, ma un mix di giovani delle banlieue e di studenti di diversa estrazione sociale, che dopo aver compiuto gli attentati trascorrono in un grande magazzino una lunga notte d’attesa, destinata a essere interrotta soltanto dall’irruzione delle forze speciali.

“Ho voluto trattare solo il come e non il perché dell’azione: non volevo un gruppo omogeneo né socialmente né ideologicamente. Non volevo che fosse rappresentativo di un settore: la periferia, l’Islam, la sinistra rivoluzionaria, la borghesia illuminata… ma solo di una rabbia. La rabbia può avere mille ragioni. E mille rabbie diverse possono incontrarsi e fare un pezzo di strada assieme” sottolinea il regista, già autore di pellicole come Le Pornographe, L’Apollonide e Saint Laurent. Scritto molto prima che gli attentati del novembre 2015 insanguinassero Parigi, il film si è confrontato poi con la realtà di questi anni. “Dopo la strage di Charlie Hebdo ci siamo posti il problema di rimettere mano alla sceneggiatura, ma ci siamo detti che avremmo avuto torto se l’avessimo fatto”, continua Bonello, “Essere un regista vuol dire intuire qualcosa e dargli una forma di finzione. Per me, la forma era giusta prima e quindi rimaneva giusta anche dopo. Il 13 novembre 2015, il giorno della strage del Bataclan, la fase di produzione era già finita e avevamo cominciato il montaggio, che non è stato facile. Il film espone dei dettagli che, senza volerlo, fanno eco a quello che è effettivamente successo”.

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