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Mark Ruffalo, da Hulk a tenero papà

L'attore torna al cinema con Teneramente Folle, un film di Maya Forbes tratto da una storia vera. La pellicola sarà nelle sale dal prossimo 18 giugno

Mark Ruffalo, da Hulk a tenero papà

GdS

7 Giugno 2015 - 16.52


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Dopo il grande successo nei panni di Hulk in ‘Avengers: age of Ultron’, Mark Ruffalo torna al cinema con una nuova pellicola, lontana anni luce dalle battaglie con i suoi amici supereroi. Stavolta Ruffalo interpreta un padre ‘Teneramente folle’, definizione che dà il titolo al film di Maya Forbes.

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Che il disturbo bipolare possa produrre, oltre a sbalzi d’umore e manie varie, tanta infantile dolcezza lo si scopre in questo film di Maya Forbes dal titolo didascalico, Teneramente folle, in sala dal 18 giugno con la Good Films. Un film tenero, a volte drammatico, e contaminato forse da qualche tono melò di troppo. Dalla sua il lavoro della Forbes ha l’interpretazione di Mark Ruffalo e, come accade spesso per tutte le vicende più incredibili, il fatto di essere tratto da una storia vera.

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Ambientato nel 1978 in una Boston che mostra tutto il suo carattere, il film ha come protagonista Cameron Stuart (Ruffalo), uomo affettuoso e marito innamorato, che per le sue manie depressive perde un posto dopo l’altro. La moglie di colore Maggie (Zoe Saldana), per il bene delle figlie Amelia e Faith, allontana il marito da casa. Ma costretta poi, per seguire a New York un Master of Business Administration della Columbia University, ad allontanarsi di casa per 18 mesi, sceglie di affidare le figlie a quel padre folle che, dopo una lunga terapia, sembra migliorato.

Cameron, di famiglia ricchissima quanto avara, ospita le bambine in una casa molto povera, la sola che gli permette il minimo sussidio che gli passano i facoltosi parenti. Fatto sta che il connubio tra questo papà-bambino e folle e le sue due figlie adolescenti alla fine funziona. L’uomo trova finalmente qualcosa in cui applicarsi. Fare da mamma non gli dispiace affatto. Lui protegge le talentuose figlie e loro proteggono un padre che è anche il loro preferito compagno di giochi.

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Tornando alle verità della storia, la regista Maya Forbes, erede della dinastia editoriale e affermata sceneggiatrice televisiva, esordisce non a caso sul grande schermo con questo film autobiografico che ha come titolo originale Infinitely Polar Bear. Ovvero con la storia di Maya e di sua sorella China, allevate per un lungo periodo dal padre, Cameron Forbes, affetto da disturbo bipolare, mentre la madre studiava per ottenere l’Mba alla Columbia.

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