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Oscar 2015: Birdman, Boyhood e gli altri

Con l'arrivo di Birdman in sala il pubblico italiano può farsi finalmente un'idea di tutti i candidati all'Oscar

Oscar 2015: Birdman, Boyhood e gli altri

GdS

7 Febbraio 2015 - 08.54


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Di Marco Spagnoli

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@marco_spagnoli

Con l’arrivo nelle sale di Birdman questo week end e con quello di Whiplash la prossima settimana, il pubblico italiano potrà avere, finalmente, idea di quali sono i film candidati all’Oscar 2015 e, “idealmente”, assegnare il proprio premio di spettatore e appassionato.

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Una circostanza felice quella della contemporaneità delle uscite, non sempre verificatasi in passato e – soprattutto – non così largo anticipo sulla cerimonia di premiazione prevista a Hollywood il 22 febbraio. Un ennesimo segnale di come l’Oscar sia diventato, nel corso del tempo, il premio più importante del cinema e quello in grado di smuovere interessi commerciali, portando, di fatto, il pubblico nelle sale a dispetto di un’annata di titoli, complessivamente, non eccezionale nonostante qualche punta di diamante.
Un dato di fatto evidenziato da un confronto non favorevole con, ad esempio, la televisione nordamericana in grado di proporre, oggi, storie più coraggiose, più forti e talora perfino più incisive e di maggiore impatto rispetto a quello che quest’anno la produzione cinematografica internazionale ha offerto al pubblico a dispetto dei tanti successi e delle, ovviamente, pur importantissime sorprese.

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Gli otto film ‘migliori’ quindi rappresentano un po’ le tendenze del momento anche se, in un certo senso, sorprende l’assenza di titoli diversi come Vizio di Forma di Paul Thomas Anderson, Interstellar di Christopher Nolan, Gone Girl di David Fincher e Foxcatcher di Bennet Miller.

I due scienziati: Alan Turing vs. Stephen Hawking

Due grandi intepretazioni che reggono e ‘definiscono’ questi film britannici, altrimenti, dall’impianto molto classico e non certamente ‘graffianti’ sul piano dei contenuti nonostante le ampie possibilità offerte dalla trama. Benedict Cumberbatch e Eddie Redmayne offrono due grandi prove d’attore nel portare sullo schermo la storia, diversamente tragica, di due tra le più brillanti menti del ventesimo secolo. The Imitation Game racconta la vita dell’uomo che ha inventato la macchina in grado di decifrare il codice nazista Enigma e che, di fatto, ha dato un enorme contributo per vincere la Seconda Guerra mondiale salvando milioni di vite. Un atto eroico che non ha impedito al governo britannico di farlo castrare chimicamente come omosessuale a metà degli anni Cinquanta e, di fatto, indurlo al suicidio. Un atto d’accusa sacrosanto e una storia notevolissima con una regia, probabilmente, un po’ troppo di maniera.La teoria del tutto, invece, segue il percorso emotivo del rapporto tra Stephen Hawking e sua moglie che, a dispetto del primo manifestarsi della terriibile malattia dello scienziato ideatore della teoria del Big Bang, sono rimasti insieme avendo tre figli e, alla fine, divorziando e cercando la felicità con altre persone.

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Jazz come non l’avete mai visto – Whiplash

Anche qui è la grande interpretazione di JK Simmons, caratterista noto per la sua attività in televisione e in film come Spider-Man e Juno a rendere particolarmente interessante la storia di un professore di jazz esigente e abusivo nel rapporto inedito con uno studente di batteria, Un vero e proprio duello emotivo, pieno di trucchi, insulti e tranelli pur di ottenere il meglio dal ragazzo ossessionato dall’avere successo. Un film che per essere apprezzato in pieno deve essere visto in una sala cinematografica grazie al forte coinvolgimento del suono della batteria e alla dinamica narrativa forte, sebbene, non nuova. Una variazione, originale in ogni caso, sul tema del cinema di genere legato al successo e al ‘saranno famosi’.

American Hero

American Sniper è il film campione di incasso della stagione in cui Clint Eastwood racconta la storia del cecchino più letale dell’esercito americano. Un altro titolo spettacolare che, pur sembrando una versione light di The Hurt Locker e della sua riflessione sulla sindrome del disordine post traumatico dei reduci americani dal Medio Oriente, è piuttosto la celebrazione di un eroe working class, tutto patria e famiglia.

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Martin Luther King e il viaggio da Selma

La marcia da Selma alla capitale dell’Alabama Montgomery che dal 1965 segnarono l’inizio della rivolta per i diritti civili negli Stati Uniti. Un film emotivamente molto coinvolgente che racconta in dettaglio un pezzo di storia importante del Novecento, mettendo in scena il carisma di Martin Luther King e il suo coraggio, ma – soprattutto – evidenziando per la prima volta il ruolo di tante donne e di persone comuni dinanzi alla violenza, al razzismo e ai soprusi. Diretto da una donna è un film ‘epico’, realizzato con estrema difficoltà visto che i discorsi di Martin Luther King sono coperti da copyright e gli autori hanno dovuto lavorare molto (e si vede) sulla ricerca storica e del testo. Un grido di libertà dove, stranamente, tutti i personaggi principali americanissimi sono interpretati da attori inglesi.

La forza delle immagini: Grand Budapest Hotel

Uscito nella primavera dell’anno scorso e disponibile in Dvd per chi lo avesse perso è senza dubbio un’altra coloratissima e geniale prova di regia di Wes Anderson che prendendo spunto dalla storia di un fantomatico albergo mittleuropeo dà vita ad una saga romanzesca tanto esilarante quanto imprevedibile. Una prova di regia raffinata, talora, inevitabilmente un po’ ‘meccanica’, ma sempre interessante e divertente con un’importante interpretazione di Ralph Fiennes (non nominato all’Oscar…) al centro di un film corale.

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Il grande favorito: [i]Boyhood[/i] di Richard Linklater

Un’idea nuova per raccontare una storia moderna in cui il fattore ‘tempo’ diventa uno dei protagonisti. Il racconto della vita di un ragazzino del Texas filmato dalle elementari all’Università a più riprese nel corso degli anni è un racconto commovente, ma leggero sulla famiglia, i suoi errori, incertezze e punti di forza. Personaggi convincenti e una grande colonna sonora rendono onore ad un’idea narrativa originale, che trova soprattutto nella sua esecuzione e messinscena il senso ultmo del racconto.

Se Macbeth incontra Batman: Birdman

Girato come un unico piano sequenza, la storia dell’attore sul viale del tramonto che cerca la rivalsa attraverso uno spettacolo di Broadway è una celebrazione visionaria e travolgente del mondo dello spettacolo con le sue rare luci e le sue molte ombre. Un film in cui il personaggio di un supereroe interpretato venti anni prima tormenta, come un flusso di coscienza, il protagonista, dando vita ad alcuni momenti degni del Macbeth di Shakespeare con cui ci sono molti punti in comune. Film d’apertura della Mostra del Cinema di Venezia, Birdman è il ritorno al grande cinema di Alejandro Gonzales Inarritu dopo 21 grammi e Babel, con una narrazione tanto perfetta sul piano stilistico che importante dal punto di vista della qualità narrativa. Uno dei pochi esempi (insieme a Boyhood e Grand Budapest Hotel) della supremazia del cinema sul racconto televisivo e sul fatto che sul grande schermo la qualità visiva, narrativa, di scrittura e interpretazione possa sublimarsi in vera e propria arte.

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