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Cinema sostenibile: con EcoMuvi si tutela l'ambiente

Le meraviglie di Alice Rohrwacher ha permesso di risparmiare in fase di preparazione e riprese con EcoMuvi ben 5 tonnellate di Co2.

Cinema sostenibile: con EcoMuvi si tutela l'ambiente
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18 Novembre 2014 - 19.47


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Una pura forma di arte trasformata in un progetto culturale di formazione e informazione “green”. Recarsi al cinema per vedere un bel film potrebbe trasformarsi presto in una duplice gioia: quella di aver ammirato un capolavoro e la piena consapevolezza che girando quel film sono state risparmiate tonnellate di Co2.

Il ministero dei Beni e delle attività culturali ha infatti risposto positivamente all’interrogazione di Ermete Realacci, in cui l’onorevole chiedeva incentivi per ridurre l’impatto ambientale delle produzioni cinematografiche. E ha promesso un tavolo tecnico congiunto con il ministero dell’Ambiente. Ora il prossimo passo è l’elaborazione delle “Linee guida per la produzione di film sostenibili”, con le definizione di un disciplinare ad hoc. La strada per un cinema sostenibile passa attraverso il coinvolgimento degli addetti ai lavori, come sostiene il Green Cross Italia che rilancia con un convegno sulla produzione verde di pellicole che riunirà gli operatori del settore. “Ogni anno, in occasione del nostro premio, organizziamo nei giorni della Mostra di Venezia una conferenza sul tema – aggiunge il direttore del Green Drop Award Marco Gisotti -. In attesa della costituzione del tavolo ministeriale, credo che produttori, artisti e tecnici della sostenibilità possano già mettersi al lavoro per spianare e velocizzare questa strada. Come Green Cross saremo felici di dare una mano con un nuovo incontro sulla green economy del cinema proprio a Roma, a due passi dal Parlamento”.

«La risposta del Mibact ci fa ben sperare per l’affermazione di buone pratiche “green” nell’industria cinematografica – dichiara il presidente di Green Cross Italia Elio Pacilio -. Con il Green Drop Award, premio collaterale alla Mostra del Cinema di Venezia, da tempo ci battiamo perché le pellicole trattino tematiche ambientali ma anche perché la produzione dei film assuma maggiore consapevolezza della pressione che esercita direttamente sull’ambiente e, soprattutto, adotti comportamenti e misure che consentono di ridurne gli effetti più negativi». Nel caso del film “Le meraviglie” di Alice Rohrwacher, grand prix della giuria al festival di Cannes 2014 e prima produzione internazionale ad adottare un disciplinare certificato, si sono potute risparmiare in fase di preparazione e riprese con EcoMuvi ben 5 tonnellate di CO2, l’equivalente del consumo di gas di 12 mila famiglie in un anno.

Tra i protagonisti del convegno ci sarà la casa di produzione Tempesta, impegnata da tempo su questo fronte con la creazione di EcoMuvi, il primo disciplinare europeo di sostenibilità ambientale certificato per la produzione audiovisiva.

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