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I 70 anni dell'Agis

Ieri, 10 dicembre 2015, nella sede dell'Agis si è festeggiato il compleanno dell'associazione che ha spento 70 candeline.

I 70 anni dell'Agis

GdS

11 Dicembre 2015 - 09.43


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di Piero Cinelli

In apertura del convegno il Presidente dell’Agis Carlo Fontana legge un messaggio di congratulazioni e di auguri per i 70 anni dell’Associazone, nata il 7 dicembre 1945, appena arrivato dal Capo dello Stato Sergio Mattarella, invitando i numerosi e prestigiosi relatori a leggere il compleanno non solo come testimonianza del passato ma come stimolo per il presente e per il futuro. “Dobbiamo avere la forza ed il coraggio di affrontare la sfida del cambiamento, inclusa la concorrenza dei nuovi media e delle nuove piattaforme.

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Fortunatamente – continua Fontana -, sono cambiati gli interlocutori istituzionali e diamo atto al nuovo Governo ed al Ministro Dario Franceschini di aver rimesso la cultura e lo spettacolo al centro dell’agenda politica del nostro paese.” Fontana esprime inoltre un particolare apprezzamento da parte dell’Agis per il bonus a favore dei diciottenni deciso dal Premier Renzi, annunciando che l’Agis, raccogliendo una proposta della Sen. Di Giorgi, troverà modo di valorizzare ulteriormente l’iniziativa attraverso una scontistica particolare o azioni similari per i possessori della card. Fontana ha concluso il suo intervento con una riflessione indotta dai tragici fatti di Parigi del 13 novembre scorso. “I terroristi hanno voluto colpire le sale di spettacolo, perché sanno che in quei luoghi si esprime più che altrove la socialità. Luoghi nei quali lo spettacolo, tutto lo spettacolo, assolve alla sua funzione precipua: quella di favorire la partecipazione e la crescita civile della collettività.”

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Prende la parola Walter Veltroni, ex segretario del Partito Democratico e ministro dei Beni Culturali del Governo Prodi, dal 1996 al 1998, che rivendica un ruolo di cultura, di democrazia e libertà al mondo dello spettacolo, rappresentato in prima persona dall’Agis, nata a distanza di un anno dalla liberazione del Paese dal nazi-fascismo per far convivere al suo interno varie anime dello spettacolo, dal cinema, alla musica allo spettacolo dal vivo, collocandole in una moderna comunità di sistema, soffermandosi inoltre sull’importanza dei luoghi fisici dove la cultura viene offerta e concludendo che la crescita del paese passa attraverso il sostegno alla cultura perché se c’è qualcosa che in Italia può produrre lavoro quella è la cultura.

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A Carlo Bernaschi, Presidente Anem il compito di ricordare i primi anni dell’Associazione, con la presenza dell’avanspettacolo accanto a quelle del cinema e del teatro e come all’epoca lo spettacolo abbia contribuito a riavviare l’economia del paese. Dopo l’intervento di Walter Vergnano, in rappresentanza dell’Anfols, Associazione Nazionale Fondazioni Lirico Sinfoniche, la senatrice Rosa Maria Di Giorgi rivendica il ruolo trainante del Governo ricordando la promessa del Premier di spendere 1 miliardo di euro a favore della cultura accanto al miliardo di euro che verrà speso per la sicurezza ed a proposito del bonus chiedendo espressamente all’Agis di attivarsi, come peraltro precedentemente annunciato dal Presidente Fontana, per fare la sua parte e valorizzare ulteriormente questo strumento.

Sergio Escobar ricorda con molti aneddoti un altro compleanno, quello dei trent’anni del Fus, uno strumento politico destinato a incidere profondamente nel tessuto culturale del nostro paese, mentre Gianni Letta, ex sottogretario alla Presidenza del Consiglio dei governi Berlusconi, prende spunto dalla recente indagine del Censis per indicare ai giovani la strada della creatività e quindi della cultura per uscire dal ‘letargo collettivo’, dall’attuale impasse sociale e generazionale denunciata dallo stesso istituto.

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Il Presidente Anec Luigi Cuciniello affronta il tema del decreto della Buona Scuola, sottolineando come la formazione sia fondamentale per il futuro della cultura come asset strategico del paese. Gli fa eco l’on. Flavia Piccoli Nardelli della Commissione Cultura della Camera, che precisa che siamo di fronte ad un approccio diverso della scuola nei confronti della cultura, testimoniato dal bonus a favore degli insegnanti che porterà dei vantaggi non solo al consumo dei libri, ma anche di cinema e di teatro, ed in questa ottica si collega anche il bonus ai diciottenni. Dopo un saluto del Presidente della Siae Filippo Sugar letto dal Direttore Generale della Società pubblica Gaetano Blanidini e dell’on. Silvia Costa Presidente della Commissione Cultura del Parlamento Europeo che ha parlato delle differenze di sensibilità all’interno degli Stati membri del parlamento europeo nei confronti del diritto d’autore, il sindaco di Torino Piero Fassino ha esaminato la questione dal punto di vista del territorio, affermando che nell’epoca dell’economia globale la competizione non è tra le imprese ma tra i territori, e non a caso le maggiori città italiane ed europee stanno aumentando gli investimenti nella cultura. Cultura intesa nel suo insieme storico-monumentale con quello rappresentato dal cinema, teatro etc. ed alla quale lo stato deve rispondere con una strategia che riesca non solo a coniugarlke tra loro ma anche a coniugare gli investimenti pubblici con quelli privati.

Chiude il convegno l’intervento del Ministro Dario Franceschini. “Questo compleanno lo festeggiamo senza troppi lamenti” ha esordito il Ministro ricordando le azioni già intraprese a favore dello spettacolo e della cultura, ricordando che il compito del Ministero non si esaurisce con la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, come è stato inteso per lungo tempo in passato, ma è di promuovere e valorizzare il presente, la contemporaneità della cultura, in un quadro complessivo in cui l’Italia può ritrovare una dimensione di leadership a livello mondiale. L’azione del Governo in questo campo è stata molto importante, e arà ancora più incisiva nei prossimi anni, intanto registriamo nel 2015 un incremento significativo in tutti i comparti della cultura, dal cinema, ai musei, al consumo dei libri che ci conferma che siamo sulla buona strada. Dobbiamo pertanto guardare al futuro con grande ottimismo e leggere tra le altre cose la sfida digitale non come una minaccia ma come un’opportunità per un paese che ha tutte le risorse per vincerla.

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