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Compensi Rai, fatta la legge trovato l'inganno: arriva la norma salva star

Nella Finanziaria del 2008 è stato trovato un cavillo che può autorizzare la Rai a pagare i suoi artisti anche oltre il tetto dei 240 mila euro lordi annui.

Compensi Rai, fatta la legge trovato l'inganno: arriva la norma salva star

GdS

24 Marzo 2017 - 12.42


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Come sempre in Italia nel minestrone legislativo c’è sempre una vecchia norma, non abrogata in modo esplicito, che può annullare gli effetti della nuova legge. Nella Finanziaria del 2008 è stato trovato un cavillo che può autorizzare la Rai a pagare i suoi artisti anche oltre il tetto dei 240 mila euro lordi annui. Questa norma è stata infatti ribattezzata salva-presentatore. Questo limite di 240 mila euro introdotto dalla nuova legge sull’editoria sei mesi fa – è stato esteso agli artisti, ai presentatori e ai giornalisti di grido (Annunziata, Vespa) dai consiglieri di amministrazione della Rai, a febbraio 2017.

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Il Parlamento dieci anni fa decise un massimale alle retribuzioni. Nessuna persona poteva incassare dallo Stato un compenso superiore allo stipendio del magistrato dal grado più alto, “il primo presidente della Corte di Cassazione”. Ma questo tetto – e veniamo alla questione chiave non si applicava a chi offriva una “prestazione artistica o professionale che consenta di competere sul mercato in condizioni di effettiva concorrenza”. Questo specifico passaggio non è stato abrogato, è tuttora in vigore e sembra fatto su misura per permettere al servizio pubblico televisivo di gareggiare ad armi pari con le emittenti private. Ieri Mediaset; oggi anche la7, Sky o Discovery.

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Come scrive su Repubblica Aldo Fontanarosa: “È davvero questa la scialuppa salva- Rai? Ne sono convinti i legali di Bruno Vespa che hanno segnalato l’esistenza della norma ad alcune figure di vertice di Viale Mazzini. I tecnici del governo sono più prudenti. Una regola del 2007-2008, anche se non è stata abrogata, viene comunque superata da una legge recente che è intervenuta sulla stessa identica materia. In altre parole, la legge sull’editoria di sei mesi fa, di ottobre 2016, avrebbe il sopravvento sulle norme di nove anni prima. Proprio per questo Palazzo Chigi, l’Economia e lo Sviluppo Economico lavorano per costruire un appiglio giuridico più solido a un’azione salva Rai. Sul tavolo c’è dunque una iniziativa legislativa nuova che richiamerebbe – questo sì – le regole della Finanziaria per il 2008”.

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