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Balle Spaziali al Festival, Mork chiama Ork

La Cristoforetti non è in diretta, l'artificialità domina il Festival ma la realtà fa breccia grazie alla chimica

Balle Spaziali al Festival, Mork chiama Ork
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13 Febbraio 2015 - 17.16


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di Chiara D’Ambros

Balle spaziali: la Cristoforetti non è in diretta e l’artificialità di questo Sanremo2015 si amplifica assieme alla conferma che per molti (troppi) aspetti rimane prigioniero degli anni ’80, un influsso fatucchiero del ritorno di Raf? Ha trascinato con se la domanda “Cosa resterà degli anni ’80?” E ogni sera si cerca di dare almeno una risposta? Terza sera: Ospiti d’onore gli Spandau Ballet e il collegamento con lo spazio alla “Mork chiama Orson rispondi Orson, che stai per dirmi questa settimana mia immensità?”

Però sono voci dallo spazio! Seppure in differita l’idea di parlare con lo spazio come faceva Mork, in fondo, piace e affascina anche se è falso qualunque terrestre vuole credere di ascoltare proprio lassù in diretta. E quando si vuol credere ad una cosa, come succede per i bambini con le favole, diventa vera. Parlare con lo spazio in diretta ci sembra vero ma non stupisce, ormai non ci si stupisce più di nulla (se non qualche comico che osa parlare di matrimoni gay al Festival di Sanremo nel 2015, forse) ma quel microfono fluttuante e il pensiero che “una di noi” sia fluttuante nell’universo, non ci lascia di certo indifferenti.

La base spaziale con a bordo AstroSamantha in questi giorni sta attraversando il cielo proprio sopra l’Italia (che fortunata coincidenza!). La si può veder passare. La Cristoforetti ci invita ad alzare il naso e cercare un punto luminoso che si muove velocemente, a 7 km/sec. Proprio come Mork nel suo uovo, anche noi, ci dice l’astronauta, siamo in fondo su un’astronave, l’astronave Terra, che ci porta tutti insieme in viaggio per lo spazio. Quindi, ha aggiunto: “Dobbiamo averne cura perché un’altra non ce l’abbiamo”.

Forse, possiamo aggiungere oggi, a partire dal riconoscere la preziosità dell’acqua, visto che alla domanda di Conti: “Che cosa ti manca lassù?” Senza nemmeno rendersene conto, la Cristoforetti stessa ha citato la possibilità di lavarsi le mani, di farsi una doccia.

Astro Samantha sarà l’unica ospite donna del Festival a presentarsi senza tacchi e abito da sera. Tema quello del look che, anche in questa terza serata, ha confermato la divisione della triade che fiancheggia Conti, in Cenerentola e Sorellastre. Emma Marrone sicuramente la più spigliata e pronta delle tre, forse per non farla spiccare, in quanto pur sempre sorellastra, ieri è stata ripetutamente vestita come una bambola, anni ’80 naturalmente, gonna corta e cintura ascellare. Arisa è restata “imbachettata” in vestiti neri e bianchi che hanno dato un po’ l’effetto: “bambina che vuol vestirsi da grande”. Solo una pillola magica riesce (finalmente?) a scioglierla, pure un po’ troppo. Grazie alla prescrizione del dottor Stefano Ferlito – che dopo ieri sera sarà ricercatissimo – almeno la dislessia di Arisa non sembrava per celebro lesione femminile, bensì causata dal fatto che stava compiendo un “viaggio cosmico nella pace dei sensi e della risata, mezzo di trasporto: la chimica pura” (almeno così ci è stato detto).
Non un tocco ma uno squarcio di mondo femminile, ha fatto irruzione sul palco dell’Ariston ieri sera. Il retroscena dell’umanità che fa vivere i corpi e le menti al di là della scena, ha fatto un’incursione prepotente ma per fortuna è arrivata subito la musica a riportare tutti di nuovo tra la finzione e l’artificio, tra le stelle del palcoscenico. Stelle ben diverse da quelle che la Cristoforetti vede, un po’ più da vicino rispetto a noi noi, dagli oblo della sua astronave.

Ps. Luca e Paolo ora direbbero: ciao Mork, ciao Robin!

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