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Scandalo al(la) Sony: non avete ancora sentito nulla

La pubblicazione di decine di migliaia di mail private dello studio hollywoodiano da parte di un gruppo di hacker è uno scandalo senza precedenti.

Scandalo al(la) Sony: non avete ancora sentito nulla
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12 Dicembre 2014 - 05.53


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di Marco Spagnoli

@marco_spagnoli

Quando Harry Cohn, Mogul fondatore della Columbia Pictures, è morto nel 1958, il suo funerale vide la partecipazione di migliaia di persone e il salace commento del grande un comico dell’epoca Red Skleton fu “Questa è la prova di quello che Harry ripeteva sempre: dai al pubblico quello che vuole e questo arriverà…”

Harry Cohn è stato uno dei meno apprezzati e più odiati “padri fondatori” di Hollywood, passato alla storia, in maniera probabilmente esagerata, come un uomo maleducato e molto duro. Al tempo stesso è stato un produttore importante, in grado di segnare in maniera positiva e rilevante la storia del cinema a dispetto del carattere e del gossip.

La Columbia, infatti, ci ha regalato nel corso della sua storia decine di grandi film e alcuni capolavori della storia del cinema come Lawrence d’Arabia, Il Dottor Stranamore, La Signora di Shanghai, Gilda, Nata Ieri, Accadde una notte, andando frettolosamente a ritroso nel tempo.

Senza dubbio anche “King Cohn” aveva i suoi segreti e piccoli o grandi che fossero mai avrebbe potuto immaginare che – un giorno – le carte private della sua società sarebbero state rese pubbliche da un gruppo di hacker autonominati ‘I guardiani della Pace’.

Oltre 40.000 e-mail della Sony Pictures sono state rese pubbliche mettendo in difficoltà – per la prima volta nella storia – uno studio hollywoodiano di cui vengono rivelati i panni più o meno sporchi, ma anche ogni dettaglio economico e artistico della vita della società.

Tutto, si dice, sia nato come una risposta della Nord Corea al film con James Franco Interview, dove due giornalisti americani che hanno ottenuto il permesso di intervistare Kim Il Jong vengono assoldati dalla CIA per uccidere il dittatore.

Il paese orientale non avrebbe gradito la commedia (e non solo per i suoi meriti artistici…) decidendo così di danneggiare significativamente lo Studio mettendo in rete alcuni film sui siti illegali dove hanno ottenuto, ovviamente, milioni di scaricamenti. Tra questi il film con Brad Pitt, Fury, Annie, Still Alice che potrebbe portare all’Oscar Julianne Moore e Mr. Turner.

Ad imbarazzare la Sony e Hollywood, però, non sono solo i danni materiali ovvero la perdita di biglietti venduti su film che usciranno nel mondo nel 2015, bensì una serie di informazioni e di scambi salaci di e-mail riguardanti Star come Angelina Jolie e Adam Sandler, ma anche un importante numero di attori e attrici di cui, peraltro vengono rivelati dati sensibili come salari e i cosiddetti alias per i tour pubblicitari dove le celebrità girano sotto falso nome.

Sinceramente di cattivo gusto l’alias di Jessica Alba Cash Money

In cima alla piramide dell’imbarazzo, però, resta lo scambio di e-mail tra il capo dello Studio Amy Pascal e Scott Rudin riguardo una presunta serie di film che potrebbero piacere al Presidente Obama dove i titoli citati, purtroppo, sono tutti legati alla schiavitù da Django Unchained a 12 anni schiavo.

Uno scambio di battutacce in cui uno scemenziario all’ennesima potenza dà il senso di tutto il razzismo vero o presunto che può serpeggiare anche in un luogo considerato liberal come Hollywood. Certo Rudin e Pascal hanno pubblicamente chiesto scusa, e si sono perfino detti certi di potere continuare a lavorare eppure il danno di immagine è forte e senza precedenti.

Un fatto grave cui bisogna aggiungere le definizioni, le considerazioni e gli epiteti decisamente sorprendenti relativi ad alcune delle principali Star che hanno collaborato al successo della Sony: da Adam Sandler a Angelina Jolie fino ad un apprezzamento entusiastico non di ‘tutto’ Michael Fassbender, ma del suo – ehm, ehm – organo genitale.

Anche dal punto di vista creativo non mancano le sorprese: il nuovo script di Vince Gilligan autore di Breaking Bad intitolato Battle Creek è disponibile per essere letto da tutti e SpiderMan potrebbe apparire in Capitan America 3… così come in un film LEGO.

Ce ne è di tutte e per tutti: dai piani pensione degli impiegati fino ad arrivare al costo delle singole spese di produzione.

Un brutto colpo per la Sony che potrebbe avere ulteriori conseguenze visto che produttori come la Eon Pictures potrebbero non avere piacere a vedere rivelato il budget da 300 milioni di dollari del nuovo film di James Bond, Spectre o scoprire che alcuni attori vogliono soldi in più per pubblicizzare i loro film tramite il proprio account Twitter.

Migliaia di mail da cui può emergere ancora tanta spazzatura, pubblicate in seguito ad un tentativo di estorsione da parte degli hacker, che dopo due settimane sembra in via di peggioramento e tutt’altro che dimenticato dai media americani e dal pubblico.

Angelina Jolie chiamata ‘una furia dall’ego viziato’ e definita ‘minimamente talentuosa’ potrà mai volere lavorare di nuovo per Sony? Amy Pascal potrà mai tornare a guardare negli occhi il Presidente Obama di cui è sempre stata – pubblicamente – una sostenitrice?

Mentre tutti gli altri Studios hollywoodiani stanno rinforzando i loro server e vengono spulciate le restanti migliaia di mail, Sony guarda con evidente preoccupazione allo Tsunami di insulti, pettegolezzi, cretinate e danni concreti riguardanti la vita della sua società a livello internazionale, di cui vengono rivelati piani industriali, modelli di business e le spese.

Meno male che il famoso divano di Harry Cohn, quello su cui centinaia di attrici hanno posto loro malgrado le basi per la loro carriera, non è mai stato collegato a Internet altrimenti questo crimine informatico potrebbe diventare la più grande soap opera dai risvolti inquietanti del Ventunesimo Secolo visto che proprio secondo la stessa Amy Pascal, come ha dichiarato a The Wrap, gli hacker avrebbero copia di tutte le mail interne degli ultimi dieci anni. Un numero evidentemente non quantificabile neppure da parte della stessa Sony, ma che si aggira verosimilmente intorno al milione…

Uno scandalo, dunque, che non accenna a placarsi e per cui Variety cita la celebre frase pronunciata da
Al Jolson ne Il Cantante di Jazz il primo film sonoro della storia del cinema prodotto proprio dalla Columbia nel 1927 ovvero “Non avete ancora sentito nulla”…

Ironia della sorte: Il cantante di Jazz è la storia di un ebreo che per sfidare suo padre, si finge nero per realizzare il suo sogno di cantare il Jazz…un film che, forse, citato a Barack Obama avrebbe fatto sorridere a differenza degli altri menzionati in quello scambio inutile di e-mail per nulla ridicolo e solo offensivo in maniera irriverente.

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