Elio Germano e l’incontro tra Pirandello e la realtà virtuale: Così è (o mi pare)

Il progetto rientra nel campo di ricerca del Teatro della Toscana, molto attivo nella sperimentazione delle nuove tecnologie al servizio del Teatro.

Elio Germano (foto Filippo Manzini)

Elio Germano (foto Filippo Manzini)

Giuseppe Cassarà 28 maggio 2021

Il Teatro della Toscana, in collaborazione con Infinito Produzione Teatrale e Gold Productions ha presentato oggi al Teatro della Pergola di Firenze il progetto di riscrittura per realtà virtuale dell’opera pirandelliana Così è (se vi pare), col nuovo titolo Così è (o vi pare), adattamento curato da Elio Germano. Sono previste anteprime il 14 luglio a Villa Bardini e il 5 agosto alla Manifattura Tabacchi in collaborazione Fondazione Stensen e il 23-26 settembre a Romaeuropa Festival 2021.

Il progetto rientra nel campo di ricerca del Teatro della Toscana, molto attivo nella sperimentazione delle nuove tecnologie al servizio del Teatro. Il digitale, il multimediale, si configurano come campi di ricerca per entrare in platea da una porta diversa, per guardare la scena da un punto di vista differente. La grande opportunità offerta dai nuovi media è quella di creare progetti specifici fruibili in maniera non sostitutiva al teatro. Ovvero, creazioni che nascono dal teatro e che al teatro ritornano. La sfida, quindi, è sui contenuti e sui modi per realizzarli.

Così è (o mi pare) cala il testo pirandelliano nella società moderna, dove “spiare” l’altro risulta ancora più semplice grazie all’uso dei nuovi media. Lo spettacolo è stato infatti pensato per essere realizzato in realtà virtuale, un nuovo strumento tecnologico, tra cinema e teatro, in grado di porre lo spettatore al centro della scena. Tramite appositi visori il pubblico si trova a essere non più a teatro, ma all'interno del lussuoso appartamento dove si svolge la storia, più precisamente all'interno del corpo di uno dei personaggi, che vede e ascolta tutto: il Commendator Laudisi anziano padre di Lamberto (interpretato da Germano), su una sedia a rotelle, invenzione non presente nel copione originale. Si apre così la possibilità di un'esperienza unica nel suo genere, utile alla finalità del racconto e alla riflessione pirandelliana su cosa sia reale e cosa sia vero.

La prospettiva è duplice: individuale e collettiva. Attraverso la visione simultanea, lo spettatore si trova immerso nella stessa vicenda a cui assistono gli altri, ma può scegliere lui dove e cosa guardare. Contemporaneamente, nello stesso spazio, altre persone fanno la sua medesima esperienza tanto che al termine è possibile confrontarsi rispetto a quanto visto e sperimentato. Esattamente come a margine di uno spettacolo teatrale o di un film.

 I temi cari a Pirandello – la soggettività della realtà, il rapporto-contrasto tra la realtà dei fatti e la realtà dell’immaginazione – inquadrati nella prospettiva della realtà virtuale arrivano così a mettere lo spettatore al centro della narrazione, ne fanno, addirittura, una delle parti in commedia. La pièce scende giù dal palco e accade tutta attorno al pubblico: ciascuno, in prima persona, si ritrova insieme agli attori “in scena”, cioè nella realtà alternativa di Così è (o mi pare).

Sempre Elio Germanio insieme a Theo Teardo, Simone Ferrari e Lulu Helbæk firma Paradiso 33, in cui si mette in scena un Dante Alighieri al XXXIII canto del Paradiso, in cui il sommo poeta si trova nell'impaccio dell'essere umano che prova a descrivere l'immenso, l'indicibile, prova a raccontare l'irraccontabile. Questo scarto rispetto alla “somma meraviglia” sarà messo in scena creando un’esperienza unica, quasi fisica, per lo spettatore al cospetto dell’immensità.

Elio Germano e Teho Teardo sono la voce e la musica per dire la bellezza e avvicinarsi al mistero, mostrando quello che non si potrà mai descrivere logicamente. Il XXXIII canto verrà attraversato parola per parola, accompagnato dalla musica dal vivo con strumenti di tutte le epoche e giochi sonori.

Ogni parola del testo è accompagnata a sua volta dalle immagini e dagli effetti speciali di Simone Ferrari e Lulu Helbæk. Grazie alla loro esperienza accadrà qualcosa di magico e meraviglioso, qualcosa di inspiegabile, fatto di riflessi e di luci, trascendendo qualsiasi concetto di teatro, concerto o rappresentazione dantesca.