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Tim Robbins a Milano: il teatro mi ama più di Hollywood

L'attore premio Oscar sarà impegnato con la sua compagnia al Teatro dell'Arte dal 22 al 24 giugno con 'Sogno di una notte di mezza estate' di Shakespeare.

Tim Robbins a Milano: il teatro mi ama più di Hollywood
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19 Giugno 2015 - 10.30


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Tim Robbins ha presentato al Teatro dell’Arte di Milano lo spettacolo ‘Sogno di una notte di mezza estate’, classico shakespeariano che porterà in scena dal 22 al 24 giugno 2015 con la sua compagnia The Actors’ Gang di Lo Angeles.

Candidato all’Oscar nel 1996 come miglior regista con ‘Dead man walking – Condannato a morte’, Tim Robbins ha vinto come miglior attore non protagonista nel 2004, grazie alla sua interpretazione in ‘Mystic River’ di Clint Eastwood. Nonostante il successo sia arrivato dal grande schermo, la storia d’amore tra l’attore e il teatro è iniziata nel lontano 1981, quando ha fondato la compagnia degli The Actors’ Gang.

“Amo teatro e cinema – ha spiegato Robbins – ma forse è il teatro che ama me più di quanto non mi ami Hollywood. Con ‘Sogno di una notte di mezza estate’ Shakespeare vuole dirci che il caos del mondo è generato dagli uomini che litigano tra loro. E pretendono di cambiare il mondo senza prima cambiare se stessi. Nel mezzo di quello che sta succedendo ora nel mondo, come compagnia abbiamo sentito la necessità di ricordare che l’amore è una forza grande, che può cambiare il mondo in modo più radicale e duraturo dell’azione politica”.

La differenza tra teatro e cinema per Tim Robbins è sempre stata chiara: a teatro si può creare, al cinema si viene assunti per portare a termine un lavoro. “Hollywood ormai è regolata da logiche ben precise – ha aggiunto Robbins -. Penso che oggi non avrei potuto fare ‘Dead man walking’, non mi avrebbero mai dato i soldi”. Il regista del resto da anni è impegnato nel sociale e ne ha fatto quasi una missione. ‘The Actors’ Gang’ da anni lavorano ormai nelle carceri degli Stati Uniti per aiutare i detenuti nella riabilitazione. In occasione dello spettacolo in Italia, la compagnia visiterà ad esempio il carcere di Bollate, dove proverà ad applicare lo stesso metodo delle carceri americane.

“Per la natura fisica del nostro lavoro e per la sua forte componente emotiva, i detenuti che hanno lavorato con noi sono cambiati radicalmente”, ha spiegato Tim Robbins. “Usiamo la commedia dell’arte come strumento per dare ai detenuti l’opportunità di esprimere le proprie emozioni. Stiamo lavorando in cinque prigioni in California e abbiamo intenzione di allargare il nostro raggio d’azione”.

“Una parte del lavoro che farò qui sarà ricerca sulla commedia dell’arte – ha concluso Robbins la conferenza stampa di presentazione di ‘Sogno di una notte di mezza estate’ -. Se l’interpretazione americana della commedia dell’arte è diversa da quella italiana, allora è un’offesa all’Italia. Sto cercando di capire se posso fare questo lavoro in maniera rispettosa e allo stesso tempo originale”.

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