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Gaming online, la nuova piazza dei ragazzi: tra amicizie virtuali e insidie nascoste

Dalla socializzazione online alle insidie informatiche, ecco come il gaming è diventato il nuovo punto di ritrovo per i più giovani tra opportunità di connessione e rischi per la sicurezza.

Gaming online, la nuova piazza dei ragazzi: tra amicizie virtuali e insidie nascoste
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27 Ottobre 2026 - 14.35 Culture


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Per una generazione cresciuta con lo smartphone in tasca, il videogioco non è più soltanto un passatempo da consumare sul divano. È diventato un territorio digitale articolato, dove si chiacchiera, si fa squadra, si stringono legami e si compiono acquisti virtuali. Le chat integrate, le partite in cooperativa e le community che nascono attorno ai titoli più amati hanno trasformato le piattaforme di gioco in vere e proprie piazze, in cui i ragazzi si ritrovano per condividere obiettivi e tempo libero. Un cambiamento profondo nel modo in cui i più giovani socializzano, che porta con sé occasioni inedite ma anche pericoli che spesso sfuggono a chi li vive in prima persona.

A restituire la dimensione del fenomeno è un’indagine di YouGov commissionata da Kaspersky, condotta su 525 ragazzi italiani tra i 10 e i 16 anni. Dai dati emerge che il gioco online è ormai un luogo di incontro che va oltre la cerchia degli amici: quasi un giovane su tre, il 32%, racconta di essere entrato in contatto con persone mai viste prima durante le partite. Le stesse piattaforme che permettono di collaborare per vincere una sfida o di farsi nuovi compagni di avventura rendono però sempre più sfumato il confine tra svago e relazione con estranei. E proprio qui si annida il rischio, perché i ragazzi tendono a sottovalutarlo. Una parte di loro, infatti, si fida al punto da cedere dati personali a interlocutori conosciuti solo attraverso uno schermo: l’8% ha condiviso informazioni sensibili e il 7% ha inviato fotografie o immagini private.

Come avviene sui social network, anche nei videogiochi le interazioni possono trasformarsi in situazioni difficili da decifrare. Gli esperti dell’azienda di cybersicurezza segnalano la possibilità di imbattersi in tentativi di raggiro, episodi di cyberbullismo o adulti che costruiscono lentamente un rapporto di fiducia con l’intento di ottenere dati, immagini intime o altri contenuti delicati. A favorire questi scenari contribuisce l’atmosfera informale e cooperativa tipica dei giochi multiplayer, che tende ad allentare la guardia. Imparare a leggere le dinamiche delle relazioni in rete, sottolineano gli analisti, è dunque importante tanto quanto saper riconoscere un malware o un messaggio di phishing.

Del resto, chi vive di crimine informatico ha già capito dove si sono spostati i giovani. Secondo le rilevazioni di Kaspersky, nel primo semestre del 2024 gli attacchi che sfruttano titoli molto amati dai ragazzi sono cresciuti del 30% rispetto ai sei mesi precedenti, con oltre 6,6 milioni di tentativi registrati nel mondo. Minecraft, Roblox e Among Us sono tra i nomi più usati come esca per diffondere software dannoso, rubare credenziali o dirottare gli utenti verso siti truffaldini. L’inganno punta quasi sempre su ciò che attrae di più un giocatore: skin rare, monete virtuali, bonus gratuiti o vantaggi esclusivi, promessi in cambio di un clic su un link pericoloso o di qualche dato personale.

Il quadro è reso più complesso dal divario tra ciò che si sa e ciò che si fa. Il 93% dei ragazzi intervistati ha sentito parlare di cybersicurezza, soprattutto in famiglia e a scuola, eppure il 27% ammette di aver aperto un link senza accertarsi che fosse sicuro. Una contraddizione che racconta come la dimestichezza con il digitale possa trasformarsi in un eccesso di sicurezza. Lo conferma Cesare D’Angelo, General Manager Italy, France & Mediterranean di Kaspersky: “Le piattaforme di gaming non sono più semplici ambienti di intrattenimento, ma ecosistemi digitali complessi che integrano comunicazione, socializzazione e transazioni digitali”. Per questo, aggiunge, “è naturale che, con l’aumento del tempo trascorso in questi spazi, cresca anche l’interesse dei cybercriminali nello sfruttarli come vettore di attacco”.

Che cosa possono fare, allora, genitori e ragazzi? Il consiglio dell’azienda è di mantenere un dialogo aperto e di seguire con attenzione le attività online dei più giovani, insegnando loro a insospettirsi quando a scrivere è un perfetto sconosciuto. Va chiarito che il nome della scuola, l’indirizzo di casa, il numero di telefono, le foto e ogni altro dato privato non vanno mai comunicati a chi si è incontrato soltanto dentro un gioco. Serve poi una buona dose di diffidenza verso le offerte troppo generose, come skin rare, bonus gratuiti o valuta virtuale, e la regola di scaricare giochi, mod e contenuti extra soltanto da canali ufficiali, per non incappare in truffe e programmi malevoli. Kaspersky ricorda inoltre di aver sviluppato soluzioni di protezione con funzioni pensate apposta per chi gioca, e mette a disposizione di famiglie, insegnanti e studenti corsi online gratuiti di Cyber Hygiene, dedicati a sicurezza in rete, truffe digitali, cyberbullismo, tutela dei dati personali e gestione consapevole delle relazioni online.

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