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Cotroneo: racconto l'età in cui tutto sembra assoluto

Il regista Ivan Cotroneo racconta i suoi ultimi progetti in attesa dell'uscita del film 'Un bacio' in primavera. [Roberta Benvenuto]

Cotroneo: racconto l'età in cui tutto sembra assoluto

GdS

22 Dicembre 2015 - 09.10


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di Roberta Benvenuto*

Si può essere scrittori, sceneggiatori, registi nel campo televisivo, cinematografico, seriale e web? La persona giusta per rispondere a questa domanda è Ivan Cotroneo, penna poliedrica e prolifica sulla scena autoriale italiana. Ironicamente – o forse provocatoriamente – sulla sua pagina web passa di tanto in tanto la citazione di Thomas Mann: “Uno scrittore è una persona per la quale scrivere è molto più difficile che per gli altri”. Se è vero che è difficile, non lo è per lui che ci riesce benissimo. Nel suo curriculum c’è la sceneggiatura del premiato Mine Vaganti di Ozpetek. Il debutto dietro la camera con La Kriptonite nella borsa (2011, tratto dal suo romanzo omonimo, premio Rosebud come migliore regia esordiente e tre Ciak d’oro). E ancora alcune tra le serie italiane di maggior successo come Tutti pazzi per amore, Una Grande Famiglia. Non ultima la web serie Una mamma imperfetta andata on line sul sito del Corriere della Sera e che ha partorito una versione cinematografica: Il Natale della mamma imperfetta. Ma non è finita. Come ci confida lo stesso Cotroneo “sto montando il mio nuovo film per il cinema, Un bacio, che uscirà la prossima primavera.” E poi c’è E’ arrivata la felicità, la serie in onda su Rai 1 con Claudia Pandolfi e Claudio Santamaria, che alla sua prima stagione sta già scalando l’Auditel ed è già in odore di rinnovo.

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Ma andiamo per ordine. Un bacio, prodotto da Indigo Film, Titanus, Lucky Red e Rai Cinema con la collaborazione della Film Commission del Friuli Venezia Giulia e verrà distribuito da Lucky Red nella primavera del 2016. Il film parla della paura e delle difficoltà degli adolescenti attraverso le storie di tre teenagers che frequentano lo stesso liceo in una piccola città di provincia del nord. E che imparano, insieme, a superare la solitudine e scoprire la felicità. Tutto parte da una violenza e da un bacio.

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Come è nata l’idea?

“Un bacio nasce da un racconto che ho pubblicato con Bompiani e che ha lo stesso titolo. La partenza e l’urgenza del racconto vengono da un fatto di cronaca, l’omicidio Larry King in California. King, 15 anni, è stato una vittima dell’omofobia, purtroppo una delle tante. Da lì, ispirandomi molto liberamente ai fatti, e inventando di sana pianta personaggi e psicologie, ho scritto una storia ambientata in Italia”.

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I temi che hai toccato sono molto delicati: dall’adolescenza al bullismo all’omofobia. In quale chiave gli hai affrontati e perché?

“Ho cercato di raccontare soprattutto l’adolescenza, e quel periodo della vita in cui tutto avviene per la prima volta, e tutto sembra fatto di assoluti. Un’età in cui si è sicuramente maggiormente esposti alla violenza e al giudizio degli altri. Direi che ho cercato di raccontare questo mondo con una chiave emotiva e non cronachistica. Spero di esserci riuscito.”

Come è stato lavorare con attori così giovani?

“Con i produttori sapevamo che non avremmo cominciato le riprese prima di essere sicuri di avere trovato i ragazzi giusti per i tre personaggi. C’è stato un casting lungo, e alla fine ho scelto Rimau Grillo Ritzberger, Valentina Romani e Leonardo Pazzagli. Hanno portato al copione e alle riprese tutta la luce della loro prima volta. E’ stato molto coinvolgente.”

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Quale messaggio hai voluto dare?

“Non volevo dare un messaggio, solo raccontare una storia. E con questa storia di amore, amicizia, passione, paura del giudizio degli altri, e perdita del controllo, forse dire una sola piccola cosa: che non bisogna avere paura.”

A lei piace sperimentare e giocare coi linguaggi…

“Sì, l’ho fatto con 2 di noi, serie di cui ho presentato il pilot alla festa del Cinema di Roma. Una commedia con due protagonisti, impersonati però da quattro attori: Carolina Crescentini e Giulia Micheli, Alessandro Roja e Stefano Fresi Il tema centrale è “la paura di farci conoscere dagli altri per quello che siamo veramente.” La domanda di sottofondo: “se gli altri ci ‘vedessero’ veramente per come siamo non ci amerebbero più?”

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Come mai questa scelta?

“2 di noi nasce dalla voglia di raccontare in commedia quanto siamo diversi quando siamo con gli altri rispetto a quello che siamo quando ci troviamo da soli fra le mura di casa. Volevo enfatizzare questo concetto, renderlo in una forma visiva, e mi è venuto in mente di avere per ciascun personaggio due attori differenti fra loro per caratteristiche fisiche, che si interscambiano quando sono in versione sociale o in versione privata.

Quando potremo vederlo? “Al momento sto lavorando allo schema delle puntate degli altri 11 episodi che per me dovrebbero costituire la prima serie di 2 di noi. La presentazione alla Festa del cinema di Roma e al mercato del Mia, ha incuriosito diversi possibili partner sia all’Italia che all’estero, che stiamo incontrando con la Indigo Film che ha la produzione. E’ un progetto a cui tengo molto e che penso debba avere modalità e collaborazioni produttive inedite.

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*Questo articolo è stato pubblicato sul numero 7 dell’edizione cartacea del Giornale dello Spettacolo. Per leggerlo [url”CLICCA QUI”]http://goo.gl/xsgC7E[/url]

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