Con Peppino di Capri finisce l’epoca del suo mix di twist, rock e canzone napoletana | Giornale dello Spettacolo
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Con Peppino di Capri finisce l’epoca del suo mix di twist, rock e canzone napoletana

Autore di tanti successi immortali, nel 1965 aprì i concerti dei Beatles in Italia

Con Peppino di Capri finisce l’epoca del suo mix di twist, rock e canzone napoletana
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11 Luglio 2026 - 12.02 Culture


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Stamattina “Il Mattino” di Napoli ha dato una triste notizia: Peppino di Capri, musicista conosciuto in tutto il mondo per i suoi tanti successi immortali, tra cui Let’s Twist Again a Champagne, è morto nella sua villa a Capri, dopo una lunga malattia, aggravatasi nel 2019 con la scomparsa dell’amata seconda moglie Giuliana.

Avrebbe compiuto 87 anni a fine mese, 80 dei quali vissuti per la musica.

Iniziò infatti da bambino, durante la guerra, suonando il pianoforte davanti ai soldati, e poi durante gli anni Sessanta fece ballare le nostre mamme e nonne con twist e rock and roll. Non possiamo dimenticare le famose scene de “Il Sorpasso” di Dino Risi, con i ragazzi che ballano i suoi successi del 1961: Don’t Play That Song, quasi un documentario, e Saint Tropez Twist, in sottofondo alle scene in spiaggia con Gassman, Trintignant e una giovanissima Catherine Spaak.

Antonella Nesi su adnkronos ne ripercorre l’entusiasmante carriera, di cui segnaliamo i momenti salienti.

Peppino di Capri era lo pseudonimo di Giuseppe Faiella, nato a Capri il 27 luglio 1939 in una famigliadi musicisti. Peppino iniziò a studiare pianoforte da bambino a Napoli, ma poi scoprì la sua vera vocazione appena quattordicenne portando la nascente musica rock d’importazione americana nei night club di Capri e Ischia con l’amico batterista Ettore Falconieri. I due, appena tre anni dopo, si esibirono in televisione in un programma condotto da Enzo Tortora, vincendo un televisore. Due anni dopo nacque il gruppo dei “Capri Boys”, che nel 1958 fu notato da un dirigente della Carisch con cui firmarono un contratto discografico diventando “Peppino di Capri e i suoi Rockers”. Da allora esplose il successo con la canzone Non è peccato, alla quale seguirono molte altre canzoni diventate dei classici.

Il 1960 fu l’anno della consacrazione, con la pubblicazione di vari 45 giri e due album, onnipresenti in hit parade, e l’inizio della carriera cinematografica, accanto a Mina e Maurizio Arena. Nel 1961 si esibì alla Carnegie Hall e conquistò il Sud America.

Peppino suona con le sue celebri giacche di lamé e lancia il twist in Italia con Let’s Twist Again, che raggiunge il milione di copie e lo porta in vetta alle classifiche. Seguono i brani presenti nel Sorpasso, le tournée in Germania e negli Stati Uniti, il successo di Speedy Gonzales. Nel 1963 vince il Cantagiro davanti a Little Tony, Celentano e Paoli, nel 1964 partecipa a “Un disco per l’estate”, nel 1965 apre i concerti italiani dei Beatles, nel 1967 debutta a Sanremo dove tornerà, vincendolo, nel 1970, 1973 e 1976. Nel 1971 firma Amare di meno sigla di “Rischiatutto”. Nel 1973 pubblica Champagne, il brano che diventerà la sua canzone-simbolo nel mondo.

Tra le onorificenze ricevute nell’ultima parte della sua carriera, nel 2005 diventa Commendatore della Repubblica, nel 2019 Rai1 gli dedica una puntata speciale di “Techetechetè”, nel 2023 riceve il premio alla carriera “Città di Sanremo” e lo scorso anno riceve le chiavi della città di Capri e Rai1 trasmette il film biografico “Champagne – Peppino di Capri”.

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