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L'arte di Laika torna a bordo della Freedom Flotilla

La street artist romana decora la nave madre della spedizione umanitaria con opere dedicate alle piccole vittime del conflitto e all'attivismo pro-palestinese.

L'arte di Laika torna a bordo della Freedom Flotilla
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14 Aprile 2026 - 14.27 Culture


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Il mare torna a farsi tela per l’impegno civile di Laika, la street artist che ha scelto di firmare con la propria impronta visiva la nuova missione della Global Sumud Flotilla. Dopo aver già collaborato a precedenti spedizioni, l’artista ha impresso due interventi significativi sulla “nave madre” del convoglio, salpata lo scorso 12 aprile da Barcellona. L’imbarcazione si appresta ora a fare rotta verso l’Italia e la Grecia per unirsi a un’imponente flotta di circa cento natanti, uniti dal comune obiettivo di sfidare il blocco navale e portare soccorso.

L’opera più toccante ritrae la piccola Hind Rajab nell’atto di indicare la rotta, trasformando il ricordo della bambina uccisa dal fuoco di artiglieria in un simbolo di guida per l’intera spedizione. Il tributo si estende idealmente a Ritaj Rihan, colpita mortalmente a soli nove anni mentre era a scuola, e alle migliaia di minori che hanno perso la vita nel conflitto. Accanto a questo omaggio, Laika ha realizzato una seconda composizione che ritrae il bacio tra due manifestanti, accompagnata dai messaggi “Nel nome di Hind” e “Blocchiamo tutto”, unendo così il dolore per le vittime all’urgenza dell’attivismo politico.

L’artista ha espresso parole durissime riguardo all’attuale scenario internazionale, denunciando un isolamento informativo che aggrava il bilancio delle vittime. “A Gaza si muore nel silenzio di stampa e opinione pubblica — afferma Laika —, un silenzio anche causato dalla finta tregua voluta da Trump”. Secondo la sua visione, i numeri della tragedia continuano a crescere inesorabilmente nonostante i proclami diplomatici, rendendo indispensabile un’azione concreta che rompa l’assedio imposto ormai dal 2009 da quello che definisce un esercito di occupazione illegale.

L’obiettivo dichiarato della missione, sostenuto con forza dalla street artist, è quello di garantire un flusso costante e senza restrizioni di aiuti umanitari e personale medico necessari alla ricostruzione della Striscia. Laika invoca inoltre una mobilitazione popolare che spinga l’Unione Europea e i singoli governi a interrompere ogni legame economico con Israele, cessando quella che considera una complicità strutturale. Il suo intervento si chiude con un auspicio di libertà per i territori occupati e un augurio alla flotta: “sogno la fine dell’occupazione e dell’oppressione coloniale a Gaza e nella Cisgiordania occupata” ha ribadito l’artista.

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