Quando il palcoscenico incontra la realtà: vicende che uniscono Chaplin e Zelensky   | Giornale dello Spettacolo
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Quando il palcoscenico incontra la realtà: vicende che uniscono Chaplin e Zelensky  

L’8 aprile 1918 un comico, Charlie Chaplin, chiedeva finanziamenti agli americani per l’esercito in guerra in Europa. Oggi è un altro comico, presidente dell’Ucraina, a chiedere finanziamenti per la guerra

Quando il palcoscenico incontra la realtà: vicende che uniscono Chaplin e Zelensky  
Zelensky e Chaplin
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Marcello Cecconi Modifica articolo

10 Aprile 2024 - 18.00 Culture


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Fa effetto vedere due uomini di teatro, di epoche diverse, chiedere soldi per finanziare una guerra. Sono due facce note: da un lato c’è Charlie Chaplin, l’icona del cinema muto, il clown che ha fatto ridere milioni di persone con la sua comicità senza tempo e dall’altro Volodymyr Zelensky, ex attore diventato presidente, costretto a chiedere fondi per combattere una guerra che nessuno s’aspettava. 

Chaplin, con il suo sguardo malinconico e la sua gestualità eloquente, vendeva War Bonds nel 1918. Era l’8 di aprile quando, con un megafono in mano, di fronte a oltre trentamila persone accalcate all’incrocio tra Broadway e Wall Street, a New York incitava la gente a investire nel conflitto mondiale che aveva dilaniato l’Europa. La sua performance era una mescolanza di patriottismo e propaganda, un’arte del convincimento che sapeva come toccare le corde del pubblico.

E ora, nel XXI secolo, ci ritroviamo con Zelensky, un uomo che una volta ha fatto ridere molte persone sul palcoscenico, costretto ad affrontare la dura realtà di una vera guerra. Il suo compito è molto diverso da quello di Chaplin, ma entrambi si trovano nella stessa posizione precaria: chiedere soldi per il conflitto.

È difficile non cogliere una malinconica ironia di fronte a questa situazione. Due uomini che una volta facevano parte del mondo dell’illusione, costretti a confrontarsi con la dura verità della guerra e della politica. Chaplin e Zelensky, ognuno a modo suo, incarnano la complessità dell’essere umano, la capacità di passare da un ruolo all’altro, da comicità a tragedia, da spettacolo a realtà cruda.

Lo fanno ognuno a suo modo, esaltando le proprie caratteristiche: mentre Chaplin vendeva obbligazioni di guerra con il suo sorriso affascinante e la sua grazia innata, Zelensky si rivolge al mondo con un mix di sconforto e determinazione, cercando di ottenere il sostegno di cui il suo paese ha così disperatamente bisogno.

È una lezione crudele sulla natura umana e sulle sue contraddizioni. Chaplin e Zelensky, due uomini divisi dal tempo e dalla storia, eppure uniti dallo stesso compito: trovar soldi per finanziare la guerra. Giusta o ingiusta che essa sia.

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