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Daniele Rustioni: «Direttrici d’orchestra? Sono a favore, vale la qualità»

Il nuovo direttore artistico dell’Orchestra della Toscana - Ort è il più giovane che abbia mai ricoperto questo ruolo in mezzo secolo di “istituzioni concertistiche orchestrali”

Daniele Rustioni: «Direttrici d’orchestra? Sono a favore, vale la qualità»

admin

29 Settembre 2020 - 18.47


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«Per i critici e il pubblico siamo giovani direttori fino a 50 anni. Come interprete e per il ruolo che adesso ho, direttore artistico dell’Orchestra della Toscana, l’età è relativa». Conta «l’autorevolezza sul podio, che è indipendente dall’età», pur se «il pubblico a volte si identifica con il direttore o la direttrice». In un Teatro Verdi a Firenze con i leggii dei musicisti al livello di platea, in una conferenza stampa poco formale parla Daniele Rustioni: nominato responsabile artistico dell’Ort, a 37 anni è il più giovane musicista ad aver mai ricoperto un ruolo simile tra le “I.c.o.”, le istituzioni concertistiche-orchestrali create nel 1967. Il dato anagrafico peraltro è rivelatore di un costume, anzi un malcostume, italiano: nel nostro Paese non è abitudine affidare incarichi di responsabilità a chi è relativamente “giovane”. Va però aggiunto che l’Ort ha sempre battuto strade poco tradizionaliste: non a caso l’istituzione fondata nel 1980 ha già tre maestre del podio in forza come la finlandese Eva Ollikainen direttore principale, Beatrice Venezi e Nil Venditti direttori ospiti principali, proposte dal predecessore di Rustioni, Giorgio Battistelli (clicca qui per la notizia).

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Appunto: in un panorama piuttosto tradizionale c’è bisogno di rinnovamento? «Con le direttrici ci siamo già sentiti. Quando studiavo alla Royal Academy di Londra nel 2005 metà della classe era di donne. Era normale. Sono a favore delle direttrici però a mio avviso si giudica indipendentemente dal sesso, si giudica dalla sostanza, dalla qualità. Certo in passato era impensabile». L’Italia a confronto con l’estero? «In altri Paesi funziona di più. In Inghilterra per le colleghe è più facile».

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A dispetto della pandemia che obbliga l’orchestra a disporre in modo insolito le postazioni, tra tutti i problemi per gli effetti-covid secondo Rustioni lo scenario offre anche un’opportunità: «Si sperimenta, si pensa a quanta orchestra si può utilizzare, per assurdo è una fase più creativa, ci vuole energia per interpretare il mio ruolo in maniera diversa», dice ai giornalisti il musicista milanese. Che usa un termine, «condivisione», che in un’altra era culturale un direttore d’orchestra non avrebbe mai impiegato. Rustioni vuole condividere idee e progetti con i musicisti che ha già diretto più volte e con i quali dichiara di sentire una forte «complicità».

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Da simili dettagli si percepisce come Rustioni appartenga a una generazione maturata nel nuovo millennio dove tutto ciò appare naturale. Nel frattempo il direttore artistico promette un repertorio che andrà dal barocco alla musica contemporanea, territori già noti all’Ort, con forte attenzione al ‘900 storico italiano, all’800 della terra di Verdi e Donizetti «senza fare nazionalismi». L’orchestra toscana d’altronde è molto versatile e sa spaziare. Rustioni assicura di rivolgere un occhio anche alla «vendibilità» dei concerti e ai desideri del pubblico, di voler recuperare gli artisti che hanno visto cancellati i loro concerti per il lockdown. Rustioni, che è direttore musicale dell’Opéra National de Lyon, ha suonato con compagini europee molto quotate e non dimentica di ringraziare chi lo ha preceduto, Battistelli, che ha lasciato l’istituzione toscana non tanto serenamente.

Il sito dell’Ort

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